
Belli, i miei amici, che in occasione del loro trasloco mi portano sacchi e sacchi di ninnoli che non vogliono più in casa. Sanno che per i ninnoli ho un debole, oggetti belli o meno belli, che terrò così o dipingerò. Sanno che ne terrò alcuni e ne darò altri ad un’altra amica che, come me, vivrebbe in un mercatino delle pulci, se non addirittura in una discarica a raccattare di tutto e a ridarne dignità.
Belli, i miei amici, che non chiamo da mesi pensando che le nostre strade ormai si saranno divise, e poi mi chiamano ed esordiscono con un ‘Roby, tu come stai’? Sanno che recentemente non sono stata molto bene e se ne sono ricordati. Dopo mesi di silenzio. Straordinario.
Belli, i miei amici, che come me sono un po’ bislacchi. Hanno dei drammi alle spalle, delle ferite, e questo è un filo che unisce. Con gli amici non devi andare necessariamente al cinema, lì puoi andarci anche con uno sconosciuto purché stia zitto durante il film e dica cose intelligenti dopo. Si, ok, la condivisione del tempo libero, ma non basta.
Con l’amico sei vero, sei ciò che sei, racconti le tue fragilità e lui le elabora con te. Ecco l’amico. La fiducia è una cosa seria.
Belli i miei amici, che mi scrivono ‘mi manchi, non vedo l’ora di rivederti’. Nemmeno l’amore è così, quello dura poco.
Belli i miei amici, che mi chiamano e si preoccupano per me e per la mia vita. Mi danno dei consigli.
Non ho amici fighetti, solo persone molto profonde e sensibili, che hanno spessore. Solo persone che conoscono la vita sul serio e ne sanno parlare, sanno comprendere gli altri con uno sguardo. Ci troviamo e facciamo delle lunghe chiacchierate, senza aver bisogno di andare da alcuna parte, per prediligere noi. Ci curiamo reciprocamente, ognuno tifa per l’altro.








