WET MARKET

Qualche settimana fa, ho partecipato ad una campagna per chiedere la chiusura dei Wet Market, campagna promossa da diverse associazioni animaliste e a cui hanno risposto 250.000 cittadini italiani e quasi 500.000 nel mondo. Sembrerebbero numeri importanti di cui le associazioni vanno fiere, ma per me sono bassissimi. Il fatto è che, la stragrande maggioranza delle persone, crede a ciò che sente dire nei media, i quali hanno avuto tutto l’interesse a tenerle in una situazione di panico, come sempre fanno da anni a questa parte. L’informazione è dominata dalla paura, dall’induzione al terrore verso tutto ciò che accade e da interpretarsi come minaccia all’umanità. Così è stata raccontata perché faceva comodo, e così ha avuto presa sui molti che non hanno potenza critica e intelletto chiaro.

In realtà, posto che determinate situazioni possono potenzialmente verificarsi, così come determinati virus particolarmente patogeni possono mutare e diffondersi, i comportamenti dell’uomo sono determinanti per evitare una buona parte delle sventure. L’intero flusso di disinformazione, se ci si ricorda, verteva sulle dimensioni della pandemia, sui numeri dei deceduti, su ciò che mancava per prestare le cure, sulle minacce di non farcela in nessun modo. La disinformazione non ha in alcuna maniera trattato i luoghi dello sviluppo del ceppo, ma abbondava e abbonda di aggiornamenti sul prossimo arrivo del vaccino. In pratica, la disinformazione non ha voluto analizzare le cause di ciò che è accaduto e impostare delle modifiche di abitudini degli umani, ma non vede l’ora di iniettarci qualcosa che darà un provento alle cause farmaceutiche. Se anche ci vaccinassimo tutti contro il coronavirus, cioè ammalandoci di coronavirus tramite vaccino, il giorno dopo un altro virus, un’altra mutazione, un altro cataclisma, sarà pronto ad avventarsi per la nostra stupidità. Dunque cosa dovrei fare, io, vaccinarmi ogni anno per ogni mutazione di virus ma mantenere salde le abitudini umane?

L’importante, per la gente, sono gli stupidi slogan: ‘Andrà tutto bene’, ‘Uniti ma a distanza’, ‘tornerà tutto come prima’, e idiozie varie. Cos’è che, esattamente, andrà tutto bene? Cos’è che, esattamente, tornerà come prima? Io, personalmente, desidero che nulla torni come prima. Troppa violenza, troppa superficialità, troppo egoismo del genere umano su tutto il resto. Ma, come avevo scritto in un precedente post, basta riaprire i locali del mohito, ridare le partite di calcio e le spiagge che l’italiota si sarà dimenticato di tutto e riterrà che tutto sia andato bene per come intendeva.

Ebbene, torniamo alla petizione, verso la quale molti milioni di italiani non si sono minimamente mossi perché convinti che ci sia una separazione tra ciò che all’uomo accade e ciò che l’uomo può fare liberamente. All’uomo non deve accadere nulla se si parla di minaccia invisibile. Può accadere tutto se è l’uomo stesso ad uccidere altri uomini o altri esseri per propria mano. L’apoteosi dell’arroganza, dell’egoismo, della stupidità. Io posso sterminare in guerre e allevamenti intensivi (si, li metto sullo stesso piano perché la matrice del dominio è la stessa). Non posso però essere minacciato da un virus verso cui, le mie bombe nucleari, risultano inutili giocattoli. 

Riporto dal sito di un’associazione:

‘Perché i wet market sono una minaccia alla salute pubblica?

La comunità scientifica e l’opinione di molti biologi e scienziati converge su questo punto: i wet market sono una minaccia alla salute pubblica. In questi mercati vengono rinchiusi animali di specie molto diverse tra loro, anche selvatiche; questa convivenza a stretto contatto tra animali di specie diverse e uomo, le macellazioni eseguite senza norme, quindi la presenza costante di sangue e fluidi di questi animali offre ai virus la possibilità di saltare da una specie all’altra fino ad arrivare all’uomo.

Gli animali vengono stipati insieme in gabbie e trasportati per grandi distanze. Sono stressati e immunodepressi ed espellono qualsiasi agente patogeno che hanno in loro. Con tutte le persone che visitano e lavorano al mercato e che vengono costantemente in contatto con i fluidi corporei di questi animali, hai creato un mix ideale per la diffusione della malattia.  PROF ANDREW CUNNINGHAM, The Zoological Society di Londra

Mentre non si sa con certezza come il virus COVID-19 sia passato all’uomo, c’è però la certezza che un altro virus del tipo Coronavirus abbia fatto il “salto di specie” proprio in un wet market: la SARS, infatti, passò dal pipistrello allo zibetto che poi proprio in un wet market in Cina – dove gli zibetti venivano venduti e macellati – passò all’uomo. 

Le nuove immagini raccolte da Peta mostrano ancora condizioni terribili: animali mutilati, macellati sul posto senza alcun rispetto per l’igiene e per le norme di benessere animale, spazzate via da un fiume di sangue, escrementi, sporcizia che invade i banchi di questi mercati all’aperto, già sanzionati in passato, ma aperti con sprezzo per il rispetto della comunità internazionale.’

WET MARKET

La petizione, tutt’ora aperta, è stata rivolta all’OMS, e cos’ha risposto Peter Ben Embarek, esperto per la sicurezza alimentare e le malattie animali dell’OMS? Ha dichiarato, in una conferenza stampa, che non sarebbe a favore  della chiusura dei wet market.

Personalmente, come già espresso, non considero la minaccia alla salute pubblica la primaria questione. Sarebbe, di nuovo, egoismo ed arroganza. I Wet Market vanno chiusi perché nessun essere senziente può essere trattato con tale violenza e disprezzo. La minaccia alla salute pubblica, determinata dalle scelte nefande dell’uomo, è, come si suol dire, karma dell’uomo.

Quindi, quando la prossima pandemia arriverà, ricordiamoci il nesso tra noi e gli altri sul Pianeta. Ricordiamoci se, tra una pandemia e l’altra, ci saremo occupati di Happy hour o di rivedere totalmente le nostre insane abitudini (insane da ogni punto di vista). Poiché avremo scelto i primi, direi che faremmo bella figura a non lamentarcene.

2 risposte a "WET MARKET"

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