11:11

11-11

Il fenomeno è cominciato, in maniera significativa, alcuni mesi fa. Guardando l’orologio, mi ero imbattuta in un 22:22 e, subito, mi ero domandata quale significato portasse con sé. Il giorno dopo, riguardando in un momento qualunque della serata, erano le 23:23. Poi, alcuni giorni dopo, una prima occhiata mi aveva restituito un 15:15 e, dopo aver fatto altro ed essermene dimenticata, la seconda un bel 16:16. Il numero di episodi è cresciuto costantemente, ed ora non c’è singolo giorno in cui non veda – per due o tre volte – numeri doppi, maestri o palindromi. La frequenza si è così acuita da avermi indotta a volerne prendere nota quotidianamente e, ad esempio, questo è ciò che ho registrato negli ultimi giorni:

03 maggio:   16:16

04 maggio:   11:11 –  14:00

05 maggio:   10.10 –  11:11 – 16:00 – 16:16

06 maggio    10:10 – 11:11

Devo dire che, guardandoli in sequenza, un po’ di effetto lo fanno, poiché sono in sostanza gli stessi numeri ricorrenti. So che in particolare l’11:11 ha un significato molto particolare, di grande potenza e di forte connessione con l’Universo, di centratura. Siamo sulla giusta strada per grandi risultati, dobbiamo solo andare avanti e dare ascolto a noi stessi.

Ovviamente ho consultato tutto ciò che potevo consultare sul tema; pare che diversi studi dimostrino che il fenomeno dell’apparizione dei numeri doppi o maestri, in modo particolare dell’11:11, si stia notevolmente amplificando e che un numero sempre maggiore di persone ne sia testimone. Anch’io, dunque, ne faccio parte, e credo sia in corso una connessione di un certo tipo per persone di un certo tipo. Si tratta sicuramente di una richiesta di attenzione che ci giunge dal mondo invisibile; così, se si è ricettivi, ogniqualvolta un segno particolare ci appare (e mai casualmente), la nostra attenzione si desta ed entra in modalità ascolto, in modalità percettiva. Ed io lo sono e sono prontissima ad accogliere ciò che questo mondo vorrà farmi sapere.

Sacrificio

AGNELLO

Io credo davvero che se ne possa fare a meno. Si può evitare, anzi lo si deve, di partecipare alla mattanza di agnelli perché la religione delle nostre radici lo richiede, considerato il fatto che la carne di agnello è cibo anche per i molti che non conoscono una sola parola del Vecchio o del Nuovo Testamento. L’agnello, che simboleggia la mitezza, l’accettazione, la rassegnazione, come fu quella di Cristo. Ma dobbiamo anche far pace con la nostra coscienza, e interrogarci su cosa ci sia dietro a delle costolette. A quanto orrore e sofferenza indotta a quelle povere creature; se solo il popolino mangiatore di carne di agnello le conoscesse, probabilmente smetterebbe di acquistarne. O forse nemmeno, dato che qualcuno mi ha risposto che è tradizione, quindi si ‘deve’ mangiare. Deve? Beh, io non devo nulla se questo mi fa star male. Rispondo che ci sono due modi di intendere la religione, ovvero su un piano letterale o su un piano simbolico, analogico. Quest’ultimo, il piano esoterico, ti insegna ad andare a fondo alle questioni, agli insegnamenti; ti dice che ogni gesto, ogni parola, ogni segno, ha un significato profondo da ricercare. Gesù ha sacrificato se stesso, non un agnello. E per quanto io non ami il termine sacrificio, penso proprio che è nel sacrificio di sé che può trovarsi una liberazione, una felicità, non nella violenza perpetrata ai danni del prossimo. Chi sostiene che tutto sia tradizione, invece, intende la religione come un ottuso intenderebbe la letteratura: una sequenza di parole e niente più. Dunque, si ferma alla superficie delle cose e, trascurandone ogni significato più alto, ottiene proprio di danneggiare la propria anima, poiché la lettera può uccidere la coscienza. Poveri agnelli, e poveretti tutti.

Certificazione etica

mappa

Secondo molti allevatori di animali da pelliccia, fornitori di grandi marchi quali, ad es., Max Mara, Woolrich, Moncler e Loro Piana, gli animali sono trattati correttamente e le produzioni garantite da certificazioni etiche. Premesso che se io fossi la proprietaria di una di queste aziende volerei in Finlandia personalmente più volte per verificare di persona cosa venga fatto a quei poveri animali; premesso che l’ultima cosa che farei è di fidarmi di chiunque mi assicuri una qualunque cosa, evitando così di dover rilasciare dei comunicati stampa ipocriti in cui dire che ero all’oscuro di tutto (nel 2019, con tutta l’informazione circolante? Dunque sono anche cretini, oltre che assassini?). Premesso questo, la produzione etica di pellicce non può ovviamente esistere, è un ossimoro. Non si tratta di lana che può essere tosata, è pelo che viene strappato alle volpi, ai visoni, ai procioni dopo che li si è allevati contro la loro stessa natura per renderli oggetti ad uso, guarda un po’, dell’uomo. Nel servizio di Report andato in onda lunedì scorso e tutt’ora disponibile in rete, si sono mostrati i metodi di allevamento ed uccisione di quegli animali, compreso lo squoiamento di animali ancora vivi, che si rialzano sulle proprie zampe e guardano la telecamera cercando la pietà di chi li sta osservando. Una scena che farebbe star male chiunque.

E’ questo che vogliamo essere? E’ questo che vogliamo per noi, oltre che per gli altri? Siamo sicuri di non poterne fare a meno?

Sono pratiche violentissime che rendono noi stessi vittime, in quanto abbassa la nostra capacità di provare compassione rendendoci automi privi di coscienza.

In diversi paesi europei la produzione di pellicce è già stata vietata, mentre in Italia, benché l’85,5% dei cittadini sia favorevole al suo divieto, una proposta di Legge giace in Parlamento dove, evidentemente, non hanno tempo per occuparsi di questo.

Ci stiamo dando da fare, però, e sono certa che ci riusciremo. Nel frattempo, prima di comprare pellicce o capi con inserti, o oggetti, dovemmo avere il fegato di guardare negli occhi quel procione e poi di entrare in negozio e di sentirci più eleganti.

Costituzioni

MONTAGNE TIBET

Nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (4 luglio 1776) vi è questo passaggio che desta grande attrazione:

‘Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governanti’. 

Chissà cosa intendevano per felicità; di certo non ciò che ne è poi scaturito, dato che la civiltà statunitense/anglosassone ha inteso raggiungere la felicità personale a discapito del pianeta intero. Nemmeno mi risulta sia una società particolarmente felice, tutt’altro. Ho curiosato un po’ di Costituzioni europee e non solo, notando come nelle altre non si parli di felicità o benessere, in linea di massima, ma di diritti. Come se, in qualche modo, la legge possa darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno. La dignità e i pari diritti non sono sufficienti per rendere felice un popolo, ne’ può renderlo un’intera Costituzione. Non c’è Costituzione che non sostenga che gli uomini nascono e restano liberi (e non è vero), che hanno pari dignità (e non è vero), che il suo scopo è di tutelare i valori sommi della giustizia e dell’uguaglianza. Mai come in quest’epoca, invece, si assiste ad enormi disuguaglianze, sia all’interno del singolo Stato che tra Stati che hanno simili Costituzioni. Mentre le Costituzioni di altri Paesi esordiscono così, tutte similmente, la Recpubblica Italiana si fonda sul lavoro (Art. 1), ed io non ho mai compreso cosa significhi. In ogni caso, non desidero si fondi sul mio.

Se la Costituzione fosse una raccolta dei nostri valori, allora dovremmo smetterla, ad esempio,  di produrre ed esportare armi pesanti, visto che ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta` degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11).’

Ipocrisia.

Poi ho letto la Costituzione del Tibet, nel cui articolo 1 si definisce il Dalai Lama “Protettore e Simbolo del Tibet e del popolo Tibetano”. L’articolo afferma che il Dalai Lama dovrà esprimere il proprio parere e dare il proprio sostegno in materia di protezione e promozione del benessere fisico, spirituale, etico e culturale del popolo tibetano.

E ancora, Articolo 7: Il futuro Tibet sarà una zona di pace e si sforzerà di sganciarsi dalla produzione di tutte le armi distruttive, comprese quelle nucleari e chimiche; e, attualmente, i tibetani in esilio si asterranno da ogni guerra come mezzo per raggiungere l’obiettivo comune del Tibet, o per qualsiasi altro scopo.

Di fronte a questa, le nostre appaiono ridicole, perché si muovono su un piano decisamente più basso. Tutte.

Ecco perché acquisterò la bandiera tibetana e la esporrò, perché è un popolo unico da me preso come modello e che intendo sostenere nella sua battaglia. E’ un popolo meraviglioso, che dovremmo tutti conoscere e imitare nei sentimenti e nell’umiltà, che lo pongono ad un piano più elevato, come dall’altezza di quelle montagne.

Karma

Mi è capitato in passato di subire dei torti e delle cattiverie e, presa dalla rabbia, avevo invocato le peggiori cose in direzione di chi me le aveva fatte. Ciò che era accaduto loro successivamente, era stato così immediato e così pesante che ho pensato di non doverlo più fare. Non volevo, in fondo, avere questo genere di responsabilità, soprattutto nello stabilire ‘cosa’ e ‘quanto’ dovesse accadere, forse non ero nemmeno certa di volerlo. Oggi, mi è capitato un episodio simile. Avevo avuto un gesto di preoccupazione verso una persona con la quale c’era un rapporto di amicizia, un gesto di considerazione e di attenzione motivato dalle più nobili intenzioni, e in tutta risposta questa persona mi ha inviato una risposta offensiva piena di rancore. Sono rimasta attonita e molto dispiaciuta. Fino ad alcuni anni fa, di fronte ad una tale risposta sarei entrata nell’apparecchio telefonico per uscire dall’altra parte e tirare due sberle a un tale essere. Lo avrei aggredito con tutta la mia dialettica per stenderlo mortalmente, me lo sarei mangiato vivo.  Ora no. Se c’è una cosa che ho imparato o sto imparando è che tutto questo non serve. Ciò che conta è l’intenzione che avevi; se sai di esserti comportata correttamente nell’episodio con quella persona, ma sei stata trattata così, avverrà presto qualcosa che metterà le cose a posto. Qualcuno legge nel tuo cuore e non puoi mentire. Nessuno può fare del male ad un altro gratuitamente, dovrà pagare un prezzo e verrà toccato proprio in ciò che gli darà più fastidio. L’ho visto capitare ormai a molti e avviene nel giro di poco tempo, direi sin dai primi giorni o mesi successivi. Se erano capetti che trattavano male le persone, cadranno dalla loro posizione e verranno trattati male da quello sopra. Se era una persona particolarmente attenta alla propria immagine sociale, otterrà che nessuno lo considererà più e verrà allontanato e ritenuto insignificante (non cito a caso, ma proprio ciò a cui ho assistito). E’ una forma di riequilibrio di forze che non può essere arrestato e che viene innescato proprio da loro, dalla loro cattiveria. Mentre si sentono forti, non sanno di aver premuto quel tasto che non andava premuto, e il processo si innesca. Basta tenerli d’occhio e li si vedrà cadere nel giro di poco, in ambito professionale come personale.

“Se è la sofferenza che temi, se è la sofferenza

ciò che detesti, non compiere mai azioni cattive,

perché tutto si vede per quanto segreto.

Persino un volo nell’aria non ti può liberare dalla sofferenza

dopo che l’azione cattiva è stata commessa.

Non nel cielo, né nel mezzo dell’oceano,

né se ti nascondessi nelle crepe delle montagne,

un angolo riusciresti a trovare in questa

terra tutta, dove il karma il colpevole non raggiungerebbe.

Ma se vedi il male che altri ti fanno

e se sentitamente tu disapprovi,

stai attento a non fare al medesimo modo,

perché le azioni delle persone con esse rimangono.

Quelli che imbrogliano negli affari,

quelli che contro il Dharma agiscono,

quelli che frodano, quelli che truffano,

se stessi gettano in un gorgo,

perché le azioni delle persone con esse rimangono.

Qualsivoglia azione possa un individuo

compiere,

siano esse di gioia portatrici, siano esse cattive,

un’eredità per lui costituiscono,

le azioni non svaniscono senza lasciar traccia. (…)

Un’azione cattiva non necessariamente causa subito a chi l’ha compiuta

un qualche guaio.

Essa nascostamente allo stolto superficiale

si accompagna,

proprio come un fuoco che giace sotto la cenere.

Proprio come una lama appena forgiata,

l’azione cattiva nell’immediato non provoca alcuna ferita.

Proprio il ferro produce la ruggine

che lentamente di certo lo consumerà.

Colui che il male compie,

dalle sue stesse azioni è portato

a una vita di sofferenza”.

Dharmapada

Telepatia

TELEPATIAUltimamente gli episodi sono aumentati in maniera esponenziale: penso a un’amica e lei, simultaneamente, mi chiama o mi invia un messaggio. Penso ad un collega, e questo mi scrive. Nomino un tizio e questo appare all’improvviso. Pianifico di chiamare per una data cosa, e il tipo della data cosa non mi permette nemmeno di fare il numero. Cinque-sei volte al giorno. Potrei stare ferma incrociando le braccia e limitandomi a pensare intensamente per far accadere un po’ questo e un po’ quello. Forse potrei farne un mestiere. Bello, da una parte, ma anche sconcertante, in quanto le apparizioni di chiamate, mail, sms, persone, fatti, collegamenti, avvengono simultaneamente. Non mi importa a quali conclusioni sia giunta la scienza, in quanto la scienza si muove nel noto, non nell’ignoto. Sto quindi studiando il fenomeno sul piano esperienziale e una cosa l’ho capita: il pensiero deve essere vero, non simulato. Il collegamento attraverso questa rete avviene solo ad una certa frequenza di pensiero, ovvero quando si sta pensando con un certo grado di interesse, di intenzione. E’ un pensare attivo e potente che evidentemente, per chi ne ha un po’ le facoltà, fa partire un messaggio che viene recapitato all’altro e gli fa ritenere di essere lui a pensare a me. Avviene una connessione e lui funge da ricevitore. C’è solo una persona che non mi chiama, benché la stia pensando intensamente da giorni e giorni, ma so che non vuole chiamarmi, quindi la sua intenzione è contraria alla mia. Però, mentre ci penso stando in piedi nel treno delle sardine del mattino, la sardina di fianco a me apre un’agenda che riporta una serie di cognomi e orari, come di appuntamenti, io sbircio sulla pagina e il primo cognome che appare è quello di questa persona. A casa, accendo la televisione e il cognome del tipo che parla è lo stesso, oppure appaiono una serie di persone-ponte con questa persona. Un po’ come se fosse questa persona a pensarmi, ma al tempo stesso a non volersi rivelare direttamente. Non so che fare, in questi casi, intanto potenzio il segnale e ci riprovo. Vedremo.  

Samurai

SAMURAI 1

Mi piace vedere e rivedere alcuni film per me meravigliosi, che parlano di valori quali lealtà, amicizia, onore, rispetto. Soprattutto quando, di percepire questi valori, ne ho bisogno. Mi piace quando in mostra ci sono grandi anime, la grandezza di alcuni che si distinguono per i propri principi, la propria passione, il proprio codice. Insomma: ho un debole per questo genere: storie epiche, grandiose, in cui ritrovo i valori che stento a trovare nella realtà. In questi film mi rifugio, lotto con i protagonisti (qui un superbo Tom Cruise e un Samurai di una rettitudine, di una possenza e di una sensualità da urlo). Piango per loro, applaudo all’Imperatore del Giappone per la sua grande consapevolezza di ciò che conta. Scarico la colonna sonora, anch’essa un capolavoro, e me l’ascolto andando al lavoro. Un film da guardare e riguardare mille volte.

Spegnendo il lettore dvd con le lacrime agli occhi, poi, sono passata automaticamente alla tv e al solito talk show con le solite facce e i soliti concetti ad un livello rasoterra. Mi è venuto il vomito, il passaggio è stato troppo brusco per la mia sensibilità e non ho potuto sopportarlo. Ho spento in 5 secondi netti. Volevo continuare a sognare perché, lo so, sono un’idealista e voglio sognare, voglio trovarmi tra quella gente del film, sono un’idealista convinta, voglio esserlo e me ne vanto. Nessun talk shaw, nessun stupido programma mi farà scendere dalle mie alte vette. Sarò anch’io un ultimo Samurai.

SAMURAI 2

Sguardo laterale

CAVALLI.jpg

Più volte, qualcuno mi ha fatto notare che quando parlo di animali io sorrido. E’ così. Sento di amarli e di volerli conoscere, sento di essere in profonda armonia con loro. Mentre sono spesso infastidita dalle persone, non lo sono degli animali, incorrotti e puri. Ciò che io cerco di raggiungere da anni, cioè quella felicità assoluta data dal non essere o dall’essere tutto in quanto se stessi, un animale l’ha trovata da sempre. Non è inconsapevolezza, questo è un concetto umano che vogliamo estendere ad altri per giustificare noi stessi. E’ piuttosto piena consapevolezza di ciò che uno è, quale sia la sua missione, e accettarla come fatto imprescindibile e imperscrutabile. Ciò che un animale è, come un fiore, un albero, è e basta. Non si fanno domande non perché non abbiano un pensiero come il nostro e non capiscano a cosa realmente pensare, ma perché la loro comprensione dell’esistenza è reale, assoluta, totale. C’erano prima di noi e ci sopravvivranno, continuando la loro vita di stagione in stagione, di generazione in generazione, sapendo perfettamente cosa fare e come. Tutto qui, il mistero della loro felicità. Esistere perché tutto funzioni, stando al proprio posto e non cercando altro. Osservo gli animali così tanto e da così tanti anni che posso dire di aver ricevuto molte lezioni da loro, mi hanno insegnato molte cose. A fluire nella vita, a sopportare per rimanere me stessa. Come farebbe un mulo, guardo avanti verso il mio personale orizzonte ma mantengo uno sguardo laterale, percependo tutto ma non lasciandomi cambiare da nulla e da nessuno. So chi sono, lo devo a loro.

Iniziare

E’ successo così, per me. Ho iniziato a non volermi cibare di cuccioli. Non sopportavo l’idea di sapere che un cucciolo fosse stato strappato a sua madre. Era una violenza per lui e per chi lo aveva messo al mondo, privata della possibilità di guardarlo negli occhi, di sapere che, facendolo crescere e diventare adulto col suo accudimento, avrebbe risposto alla sua missione. Era una violenza per la madre, il sentire che gli veniva tolto e che non lo avrebbe più visto. Era una violenza per il cucciolo, strappato con forza da quella madre accudente e per sempre. I loro sguardi non si sarebbero mai più incrociati, il loro calore, la loro vicinanza, la natura stessa della loro esistenza condivisa, non sarebbe più stata possibile. E lui sarebbe andato incontro ad una morte atroce, di strazio, di pianti. Lui che, ignaro, non aveva chiesto di nascere per questo. 

Così, nel mio piatto non ho voluto, ormai da moltissimi anni (ero davvero piccola), alcuna carne di cucciolo. Zero agnelli, zero capretti, zero maialini. Non era ciò di cui desideravo cibarmi, non gradivo che qualcuno decidesse per me. Avevo le idee molto chiare, le ho sempre avute. Non sempre ho saputo chi fossi, ma ho sempre saputo chi non voglio essere. Non voglio che alcun animale soffra per me. Nessuno.

Poi, crescendo, ho cominciato ad approfondire molto più la mia conoscenza sull’argomento. Quando si entra in questo contesto, è una via di non ritorno. Si amplia, si allarga, e tu senti che stai meglio. Non è una questione fisica, anche se c’è del buono in questo, è soprattutto una questione mentale. E’ una questione di anima. Senti che stai facendo la cosa giusta, ne hai la piena consapevolezza. Quando guardo un animale negli occhi, io vedo il bene. Come potrei cibarmene? Come potrei sopportare che abbia sofferto? Per soddisfare cosa?

Così, ogniqualvolta scoprivo l’atroce trattamento riservato ad una specie, ogniqualvolta venivo informata di uno scempio, ebbene quell’informazione era per sempre, si incideva nel mio essere. Quel genere di animale spariva immediatamente dal mio piatto, senza se e senza ma. Ero inorridita. A casa mia tenevo già banco, chiedevo già a tutti di rinunciarvi. Non per forza, ma le mie argomentazioni, i documenti che portavo non lasciavano dubbi sulla scelta che si sarebbe dovuta fare. E’ così, se si ha una coscienza. Ho bandito, via via, tutte le carni, considerato che i tre quarti di esse nemmeno mi piacevano ed erano già bandite. Il pesce pure, quello non avevo neanche iniziato a mangiarlo. Voglio decidere io quale deve essere il prezzo e non può essere questo. Voglio decidere io se la sofferenza deve appagarmi. E non può farlo.

 

DISCORSO DI FINE ANNO

Fate nuovi propositi: siate ciò che volete essere!

di Paramahansa Yogananda

yogananda

I brani seguenti sono tratti da un discorso tenuto da Paramahansa Yogananda il 31 dicembre 1934 alla Casa Madre della organizzazione da lui fondata, la Self-Realization Fellowship. L’intero discorso è pubblicato in Verso la realizzazione del Sé, terzo volume di una collana antologica che raccoglie le conferenze e i discorsi di Paramahansa Yogananda. (Pubblicato dalla Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini editore, Roma, copyright © 2006)

 

 

Fate nuovi propositi con riferimento a ciò che volete fare e a ciò che volete diventare nel prossimo anno. Stabilite un programma; portatelo a termine, e vedrete quanto sarete più felici. Se non riuscirete a rispettarlo significa che avete paralizzato la vostra volontà. Non avete un amico migliore né un nemico peggiore di voi stessi. Se vi aiuterete avrete successo. Non esiste legge divina che vi impedisca di essere ciò che volete essere e di compiere ciò che volete compiere. Nessun evento negativo può influire su di voi senza il vostro permesso.

Golden Lotus Rule Long

Niente deve indebolire la vostra convinzione di poter diventare tutto ciò che volete. Nessuno può ostacolarvi, tranne voi stessi. Sebbene il mio Maestro, Swami Sri Yukteswarji, mi ripetesse continuamente questo concetto, all’inizio è stato difficile credere che fosse vero. Ma nella mia vita, ogniqualvolta ho usato il dono divino della forza di volontà ho scoperto che mi ha sempre salvato. Non utilizzare la volontà significa rimanere inerti come un sasso, come un oggetto inanimato, significa diventare un essere umano inutile.

Golden Lotus Rule Long

Come un grande faro nascosto, il pensiero costruttivo vi indicherà con certezza la strada che conduce al successo. È sempre possibile trovare una via se riflettete con sufficiente profondità. Le persone che si arrendono troppo presto offuscano la forza del pensiero. Per raggiungere il fine che vi siete prefissi dovete fare del vostro meglio nell’usare il pensiero fino a renderlo così luminoso da rivelarvi la strada che conduce alla meta.

Eliminate i pensieri negativi e le paure. Ricordate che quali figli di Dio siete dotati delle stesse potenzialità che possiede il più eccellente degli uomini. In quanto anima, nessuno è migliore di un altro. Sintonizzate la vostra volontà affinché possa essere guidata dalla saggezza di Dio che si esprime nella saggezza dei saggi. Se la vostra volontà si unisce alla saggezza, potete realizzare qualunque cosa. 

Golden Lotus Rule Long

Le cattive abitudini sono le vostre peggiori nemiche. Vi puniscono, inducendovi a fare cose che non vorreste fare e vi costringono poi a pagarne le conseguenze. Dovete abbandonarle, dovete superarle mentre progredite. Ogni giorno dovrebbe rappresentare un passaggio dalla vecchie abitudini a nuove abitudini migliori. Nell’anno che sta per incominciare fate il solenne proposito di mantenere soltanto quelle che favoriscono il vostro bene supremo.

Il modo migliore di liberarvi dalle tendenze indesiderabili è quello di non prestare loro attenzione; non accettatele. Non permettete mai a un’abitudine di impossessarsi di voi… Dovete abituarvi a dire ‘non voglio’. Evitate tutto ciò che stimola le cattive abitudini. 

Golden Lotus Rule Long

Non lasciatevi limitare dalla meschinità dell’egoismo. Includete il prossimo nei vostri successi e nella vostra felicità, allora farete la volontà di Dio. Quando pensate a voi stessi, pensate anche agli altri. Quando cercate la pace, pensate anche a coloro che hanno bisogno di pace. Se fate del vostro meglio per rendere felice il prossimo, scoprirete che state compiacendo il Padre.

Vivere in armonia, vivere con la forte determinazione di fare la volontà di Colui che vi ha mandati sulla terra è l’unica cosa che dovrebbe interessarvi. Non perdetevi mai di coraggio, e sorridete sempre. Fate in modo che il sorriso del cuore e il sorriso del volto siano in perfetta armonia. Quando il corpo, la mente e l’anima esprimono il sorriso dell’intima consapevolezza di Dio, potete donare sorrisi a tutti ovunque andiate.

Golden Lotus Rule Long

Frequentate sempre coloro che possano ispirarvi; circondatevi di persone che vi elevino. Non lasciate che i vostri propositi e i vostri pensieri positivi siano avvelenati dalle cattive compagnie. Anche se non riuscite a frequentare una buona compagnia capace di ispirarvi, potete trovarla nella meditazione. La compagnia migliore è la gioia che provate nella meditazione. 

Golden Lotus Rule Long

La coppa della vostra vita interiore ed esteriore è colma della Presenza Divina, ma per mancanza di attenzione non percepite l’immanenza di Dio. Quando vi sintonizzate con Lui, nello stesso modo in cui si sintonizza una radio, allora potrete ascoltare lo Spirito. È come se prendeste una bottiglia piena di acqua marina, la sigillaste, e la metteste nell’oceano; sebbene la bottiglia galleggi sull’acqua, il suo contenuto non si fonde con l’oceano. Ma aprite la bottiglia, e l’acqua che contiene si unirà al mare. Dobbiamo rimuovere il sigillo dell’ignoranza prima di poter comunicare con lo Spirito.

Golden Lotus Rule Long

Attraversate i portali dell’anno che sta per iniziare con una nuova speranza. Ricordate che siete figli di Dio. Dipende da voi ciò che diventerete. Siate orgogliosi di essere Suoi figli. Che cosa avete da temere? Qualsiasi cosa succeda, sappiate che è il Signore a mandarla, e che dovete riuscire a vincere le sfide quotidiane. In questo consiste la vittoria. Fate la Sua volontà; allora niente potrà nuocervi. Egli vi ama eternamente. Pensate a questa verità, credete in questa verità, siatene consapevoli. E all’improvviso, un giorno, scoprirete di essere eternamente vivi in Dio.

Meditate di più e abbiate fiducia nella ferma consapevolezza che Dio è sempre con voi, qualunque cosa accada. Allora vedrete alzarsi il velo dell’illusione e sarete una cosa sola con Lui. In questo modo ho trovato nella mia vita la più grande felicità. Ora non cerco più nulla, perché ho tutto in Lui. Non mi separerei mai dal più prezioso di tutti i beni.

Questo è il messaggio che rivolgo a voi tutti per l’anno nuovo.