Indizi

ANIME

Notoriamente, all’atto di ogni rinascita in un nuovo corpo, nel processo di reincarnazione, si perde cognizione delle vite precedenti, a meno di non essere una delle molte persone che possono testimoniare il contrario e sulle quali esiste diversa letteratura. In realtà, ciascuno di noi reca con sé alcuni indizi che possono essere letti per suggerirci qualcosa. Quando ho scoperto questo, ho cominciato ad osservare con maggiore curiosità le persone e a cercare anche per loro degli indizi; la cosa che lascia sbalorditi è che, in effetti, ce ne siano sempre e a volte spieghino ciò che non avremmo saputo spiegarci diversamente.

Le indicazioni che possono comunicarci chi siamo stati precedentemente, possono essere le seguenti:

  • Alcune Menomazioni, Cicatrici, Segni del corpo che ricalcano le ferite subite nelle vite precedenti e che – rimanendo impresse nell’anima – hanno influenzato il nuovo corpo. Conosco una persona che è nata con tutte le dita deformate e prive di alcune falangi; il mio pensiero è andato subito a lui e, avendolo incontrato di recente, non riuscivo a smettere di pensare a cosa gli fosse successo in una delle sue vite passate.

  • I Giochi che svolgevamo da piccoli. Qui un caso emblematico è mio fratello che, ancora non lo sa, ma diventerà un fratello da laboratorio nei prossimi mesi, in quanto ho intenzione di studiarlo da vicino. E’ davvero incredibile come, per ogni indizio, io vi abbia subito associato almeno una persona istintivamente. Mio fratello, all’età di pochissimi anni ha iniziato a disegnare perfettamente di punto in bianco, senza esser passato da fasi intermedie di pasticci vari; ciò che disegnava (tutto conservato) erano enormi campi di battaglia delle Guerre Mondiali, con tutti i soldatini perfettamente identificati con le loro divise e i loro attributi. Questo fenomeno è parso in effetti strano a tutta la famiglia, ma è stata ritenuta più una passione che altro (comunque inspiegabile). In realtà, mio fratello ha proseguito per il resto della sua vita a trattare la materia, divenendo un grande collezionista a livello nazionale di divise belliche di quelle epoche, con una conoscenza profondissima del periodo e dei suoi accadimenti. Si può dire che guardi solo film ambientati in quell’epoca e si trovi a suo agio con le foto dei morti nelle due guerre.

  • I Ricordi personali e i Deja vu apparentemente inspiegabili.

  • Le Fobie verso qualcosa, nate praticamente con noi stessi e non dettate da circostanze precise. Qui cito me stessa: una mia fobia (anzi, direi l’unica), è quella verso i palloncini e le esplosioni in genere. Se incontro un bambino con un palloncino in mano, io cambio marciapiede, se è in metro scendo. Quando qualcuno apre una bottiglia di spumante, io cambio stanza. Se intravedo una bombola del gas, sto male. Poiché non ho mai subìto episodi di esplosioni o altro di simile, né alcuno della mia famiglia, sono certa a questo punto di esservi incappata in una delle mie vite precedenti.

  • Le Filie, ovvero gli amori inspiegabili verso qualcosa: un ambiente, un odore, un paesaggio, un luogo. Io, ad esempio, amo così tanto la pioggia da desiderare che piova 365 giorni all’anno. Amo i paesaggi piovosi e col cielo cupo. Se in un film ordinario, vi è una scena in cui piove, io improvvisamente mi risveglio. Per la pioggia e tutti i suoi corollari io nutro un amore folle. Quando piove, io accendo i cinque sensi a mille da quando sono praticamente nata.

  • L’Attrazione o la Repulsione improvvisa e, anche in questo caso, non surrogata da particolari motivazioni, verso una persona. Questo è il riconoscimento di un’anima che abbiamo già incontrato precedentemente e con cui avevamo un legame forte.

Ci sarebbe molto altro da scrivere, sulla reincarnazione, e lo farò un po’ alla volta. Una cosa è certa: più ci si avvicina alla conoscenza di questa teoria, più ciò che essa rivela risponde a cose altrimenti inspiegabili.

Dedicato a Melissa

MELISSA

La mia prima gatta si chiamava Melissa ed era siamese. Era stato un amico di famiglia a proporci di prendere una cucciola e mia mamma aveva acconsentito. Pochi mesi dopo, un vicino di casa che lavorava alla Zambeletti, venuto a casa nostra per non so quale ragione, ci aveva proposto di poterla avere pagandocela 250.000 lire, che a quei tempi era una sommetta, per poterla utilizzare per la sperimentazione animale. Mia mamma lo cacciò di casa con le peggiori parole, aggiungendo che, se proprio desiderava vivisezionare qualcuno, poteva farlo coi suoi figli. Questa era mia madre. Grande!

Da quel momento, l’ho tenuto d’occhio, quel vicino, e so per certo che si è dilettato ad avvelenare parecchi gatti di strada.

Nel 1883 Victor Hugo esclamò: ‘La vivisezione è un crimine’!

E’ il crimine più orribile, quello di più lunga durata, il più numericamente imponente. E’ la maggiore sorgente di denaro, il segreto meglio custodito, e forse il più noto crimine legalizzato benedetto da tutti.

Ho appena ultimato la lettura del libro ‘I Gatti di Hill Grove’, ovvero la storia della campagna contro l’allevamento Hill Grove Farm. La storia ha inizio a metà degli anni Settanta in Inghilterra, dove un certo Brown e Signora cominciano ad allevare gatti da vendere all’industria farmaceutica. Le fattrici erano tenute in gabbie insieme ai migliori riproduttori e venivano fatte partorire solo con taglio cesareo per garantire la sterilità. Ovviamente venivano subito allontanate dai cuccioli che erano venduti poche settimane dopo la nascita. Ogni gatta trascorreva così 10 anni di vita, dopodiché veniva uccisa.

Fu Cynthia O’Neill, una signora cinquantaduenne, ad iniziare la campagna; anche a lei era scomparsa la propria gatta come ad altri vicini di casa. Così, cominciando a collegare che, oltre al crimine che veniva perpetuato in quello stabilimento, si aggiungeva anche il terrore che fosserro anche i propri animali a fare quella fine, cominciò a fare guerra su tutti i fronti. La cosa abominevole fu che gli organismi preposti alla tutela degli animali, come la RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals), la CPL (Cat Proteection League), la BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection), si rifiutavano di intervenire adducendo mille scuse che, invece, nascondevano interessi ed equilibri da non minacciare. Cynthia fu un osso duro, si organizzò con altri attivisti e, attraverso la raccolta di fondi, organizzarono manifestazioni continue per mesi, per stagioni, per anni, venendo spesso arrestati, subendo qualunque tipo di pressione e persecuzione, ricevendo trattamenti ‘speciali’ dalla Polizia. Dopo diversi anni, in qui Cynthia e il resto del movimento non mollarono nonostante la fatica e il senso di continua disfatta, ottennero la testimonianza di una ragazza che aveva lavorato nello stabilimento, la quale raccontò che alla vista del proprietario, i gatti impazzivano e si arrampicavano sulle pareti delle gabbie. E questo solo per i metodi di allevamento, ancor prima quindi, che l’abominio della sperimentazione fosse ancora praticato.

A metà degli anni Novanta, furono rese di pubblico dominio le modalità di utilizzo dei gatti da parte di un Professore universitario, il quale utilizzava gatti dell’età variabile tra i 2 e i 143 giorni per esperimenti sul cervello. I gatti venivano accecati da un occhio, la loro testa bloccata in un apparecchio stereotassico, mentre nel loro cervello veniva iniettata una sostanza colorata. Dopodiché, gli animali venivano uccisi. I gatti, come del resto molti altri animali, subivano anche elettroshock, erano esposti a radiazioni, congelati e torturati a morte, mutilati e sezionati, affamati e paralizzati, bruciati.

Per contrastare la campagna contro Hill Grove Farm, furono impiegate task force di Polizia sempre più ingenti con un enorme esborso di denaro pubblico. Ad aiutare Cynthia fu un numero sempre maggiore di persone sensibili, che preferirono questa battaglia a qualunque altro inutile passatempo; anche il Reverendo James Thompson, unico della categoria, si impegnò in prima persona parlando ai fedeli e rilasciando interviste, sostenendo che è un dovere di tutti proteggere la vita. Nessun bene può nascere dal male; molte malattie sono causate da farmaci perfettamente testati su animali.

Cominciarono ad arrivare attivisti dall’intera Inghilterra e da altri Paesi esteri. Alcuni parlamentari non poterono più ignorare la portata delle manifestazioni e, venuti a conoscenza degli orrori perpetrati ai danni di innocenti, proposero una modifica della legge per vietare innanzitutto l’esportazione di animali vivi per la vivisezione. Il proprietario fu messo spalle al muro da questo e da immagini forti che circolavano nelle manifestazioni e sui media. Su un manifesto, un grande gatto rosso era rasato davanti, dietro e sui fianchi ed era steso su due fogli di plastica rigida, tenuto immobilizzato da cinghie di cuoio. Aveva della gommapiuma blu che gli usciva dalla testa e tanti tubi di plastica, alcuni pieni di sangue, da non riuscire a contarli.

Alla fine, il 12 agosto 1999, i Brown cedettero e chiusero lo stabilimento, e i gatti presenti in quel momento vennero liberati e adottati. Si dice che quel posto sia maledetto, e che di notte si possano ancora sentire le loro urla.

Eudemonia

ARISTOTELE

Secondo Aristotele e il suo sistema di etica della virtù, il segreto della felicità si trova nell’equilibrio che ci permette di raggiungere l’Eudemonia (dal greco eudaimonia, eu-buono e daimon, demone o spirito buono).

Nell’Etica Nicomachea, il suo libro più noto scritto nel IV secolo a.C., egli elenca le virtù:

Mitezza: è la capacità di controllare il nostro temperamento e le prime reazioni. La persona paziente non si arrabbia troppo, ma non evita neppure di arrabbiarsi quando ne ha le ragioni. 

Forza: è il punto medio tra codardia e imprudenza. La persona forte è quella che affronta il pericolo, essendo consapevole dei rischi e prendendo le necessarie precauzioni. Si tratta di non assumere rischi inutili, ma neppure evitare i rischi necessari per crescere.

Tolleranza: è l’equilibrio tra l’eccessiva indulgenza e l’intransigenza. Aristotele pensava che fosse importante tollerare, ma senza cadere nell’estremo di tollerare tutto, lasciando che gli altri calpestino i nostri diritti o ci feriscano deliberatamente senza risponderne. E’ tanto negativo essere estremamente tollerante quanto estremamente intollerante.

Generosità: è il punto centrale tra meschinità e prodigalità; si tratta di aiutare gli altri ma non concedersi al punto che il nostro io ne risulti diluito.

Modestia: è la virtù intermedia tra non riconoscersi sufficiente credito per i risultati ottenuti a causa di una bassa autostima e l’ego eccessivo che ci fa pensare di essere il centro dell’universo. Si tratta di riconoscere i nostri errori e le nostre virtù, assumendo le responsabilità che ci corrispondono.

Veracità:  è la virtù dell’onestà, che Aristotele colloca a metà strada tra la menzogna abituale e la mancanza di tatto nel dire la verità. Si tratta di valutare lo scopo delle nostre parole e dire ciò che è necessario.

Grazia: è il punto intermedio tra l’essere un buffone ed essere antipatico e maleducato, ovvero essere in modo tale che gli altri possano godere della nostra compagnia.

Decenza:  è il punto intermedio tra l’essere troppo timido e l’essere spudorato.

Equità: è la virtù di trattare in modo equo gli altri, a metà strada tra l’altruismo e il totale disinteresse. Consiste nel saper prendere in considerazione sia i bisogni degli altri che i propri.

Beh, devo dire che negli ultimi anni il mio grado di mitezza è cresciuto a dismisura, sono però ancora molto brava a prendermi rischi inutili (e comunque temo molto più la codardia) e tollero ‘quasi’ tutto. In pratica non sono esattamente equilibrata rispetto a queste voci, ma forse verso nessuna. Sull’onestà, però, non si discute.

Sagre

Bella l’Estate, con tutte le sue sagre, no? Soprattutto quelle che ancora oggi hanno per ‘oggetto’ gli animali. Si conta che in Spagna si tengano più di 3.000 celebrazioni nelle quali la violenza su animali regna sovrana. Una delle feste più conosciute è la corsa dei tori a Pamplona, nel giorno di San Firmino. Animali stressati ed eccitati dalla folla sanguinaria vengono fatti correre imbizzarriti e terrorizzati lungo le vie ingombre di deficienti. Poi, ovviamente, verranno uccisi. Nei pressi di Valencia, invece, il toro è attirato verso il mare dagli spettatori. Tutti ridono vedendolo annaspare in acqua. Ho visto delle foto, non si possono dimenticare quegli occhi che chiedono pietà …

A Sagunt, durante la celebrazione del Toro di Fuoco, una vera barbarie, vengono unte le corna di pece e poi date alle fiamme. All’interno delle corna, ci sono moltissimi centri nervosi e il toro impazzisce dal dolore, mentre gli spettatori sghignazzano. Capita che il toro si butti da una rupe o si getti contro una parete per farla finita.

TORO DE FUEGO

Non sono solo i tori, ovviamente, ad essere oggetto di divertimento di persone di così basso livello spirituale ed etico da far vergognare l’intera Umanità. Oche appese a testa in giù per farsi decapitare da presunti cavalieri, per fare un altro esempio. Ovviamente, questo genere di sagre non è presente nella sola Spagna, anche se lì vi è questo record infame. In Perù, durante la Festa del Sangue, un condor è attaccato sul dorso di un toro in un sanguinario combattimento che si tiene nelle arene. Il toro, non solo subirà tutti i colpi del Matador, ma anche quelli del condor che, per liberarsi, affonda artigli e becco sul toro. E ancora tutte le corse di cavalli e di cani, i combattimenti, i palii (molti dei quali in Italia), i rodei con le marcature a vivo, e poi ancora l’uso di animali come premi, e decine e decine di altre prove di virilità dell’uomo, perché è sempre di questo che stiamo parlando, del sentirsi uomini senza esserlo.

Se c’è un ambito in cui vorrei avere pieni poteri è proprio questo: Ministro per il benessere e la tutela animale. Andrei giù molto ma molto pesante, mi farei molti nemici, ma avrei loro dalla mia parte: le creature con quello sguardo.

Personalmente, istituirei anche un colloquio sul posto di lavoro. Ti diverti con questo? Allora sei uno psicopatico, sei socialmente disturbato, sei un pericolo.

Farei anche un giretto dal Papa: la finiamo o no di travestire tutte quelle feste e festine da farsa religiosa, quando poi sono degli inni al massacro? La vogliamo finire o no di riproporre i rituali sacrificali di animali? La vogliamo finire col ricordare gli aspetti peggiori e anacronistici del Medioevo, e magari del Medioevo apprezzare di più l’architettura, la miniatura, i testi, il canto?

Non mi darebbero mai un incarico del genere…

Creme solari

Il primo giorno in cui è apparsa qualche nuvola, e finalmente ha piovuto un po’, ho sentito dire da alcune persone che il tempo era brutto. Brutto? Dopo due mesi di calore infernale, sofferto soprattutto nelle roventi città asfaltate e incementate, le terre aride, i fiumi asciutti, gli animali impossibilitati a bere, gli alberi sofferenti e i rischi d’incendio, le molte persone costrette a non muoversi, a non recarsi altrove, gli anziani, gli indigenti che non possono permettersi nemmeno un ventilatore in casa, gli ammalati allettati ricoperti di piaghe, cos’altro dovrebbe convincervi a considerare la pioggia una benedizione e a danzare e gioire perché possa dissetare tutti e lenire le loro sofferenze?

La paura, forse, che sulla vostra spiaggetta non possiate raggiungere il giusto tono di abbronzatura da esibire nei selfie? Il timore, forse, che gli amici di Facebook non possano mettere un like alla vostra faccia, che è sempre la stessa, con dietro il panorama fatto di mare e cielo, che è sempre lo stesso e col quale li ammorbate tutti gli anni come se foste nell’unico Paradiso Terrestre in cui l’uomo meriterebbe di essere e, se non c’è, poverino lui? Il terrore, forse, che in una giornata di pioggia non sappiate più cosa fare di voi stessi/e e dei vostri pochi pensieri? Che improvvisamente, avendo voi incentrato la vostra vita sull’abbronzatura e nient’altro, emergano strane ombre dal vostro interno? Coraggio, quelle ombre siete voi. Fatevene una ragione e l’anno prossimo cambiate tema, per la felicità degli amici di Facebook (e Instagram, naturalmente), che di notte sognano di poter spegnere definitivamente i vostri sorrisi stampati ma non osano sennò usciranno dal branco … Però, se proprio l’abbronzatura è il vostro massimo obiettivo, che almeno sia protetta e magari con prodotti cruelty-free.

CREME SOLARI

TEST: Sulla pelle sana e rasata del soggetto, si applica la crema e la si lascia sotto i raggi UV per molte ore, fino a calcolare la DEM: Dose Eritematica Minimale, vale a dire il grado di scottatura.

Ecco, in un giorno di pioggia, pensate a questo e fate una scelta diversa e per sempre. Idioti!

Sovrascrivere

SOVRASCRIVERE

Onestamente, di apprensioni verso il futuro non ne ho mai avute. Davvero mai, nemmeno quando ho vissuto anni di difficoltà economiche. Sono pronta a lasciare qualunque cosa io abbia da un minuto all’altro. Non ho alcun interesse in nessun tipo di possedimento di sorta né di accumulo di denaro o di altro e, anzi, considero la perdita il vero guadagno e la vera liberazione, anche se può sembrare un controsenso. La cosiddetta Provvidenza, comunque, mi ha sempre aiutata: basta crederci ed ecco che lei si presenta con una puntualità sconcertante.  Quando vedo la gente agitarsi per lo spread o per la sola ipotesi di perdere uno zero virgola di non so cosa, io li guardo come se fossimo popolazioni di diverse Galassie. Non capisco la loro lingua, non comprendo la loro agitazione. Mi preoccupo però di me stessa, perché probabilmente dovrei ragionare come loro, che nel 99% dei casi sono più benestanti di me. Questa popolazione di gente che sta bene, è convinta di stare male e vive nel terrore verso ciò che accadrà. Il futuro, ad ogni modo, è sempre diverso da ciò che ci saremmo immaginato, in quanto nel futuro si è portati a proiettare desideri di rosea natura. Stabilito questo, non dico che non si debbano avere progetti o fare pianificazioni, ma questi andrebbero vissuti con poca aspettativa. In tal modo, ciò che otterremo si discosterà meno da ciò che avevamo creduto.

Non ho nemmeno nostalgia del passato. Zero, mai avuta. Molte persone con cui mi relaziono mi parlano spesso degli anni addietro con un senso di perdita, organizzano rimpatriate per ritrovare persone di cui non sanno nulla da decenni, raccontano in continuazione aneddoti che mi avrebbero vista coinvolta ma che io nemmeno ricordo. Fosse stato per me, Facebook – concepito per ritrovare antiche conoscenze e vecchi compagni di scuola – non sarebbe mai nato. Ebbene: se le conoscenze sono volate via, o noi da loro, è esattamente ciò che doveva avvenire, quindi perché ricercarsi? Mai andata ad una rimpatriata in vita mia, mai avuta particolare nostalgia rispetto ai periodi della mia esistenza, trovo che il passato sia sopravvalutato per definizione. Non guardo nemmeno le foto, mi preferisco sempre oggi rispetto a qualunque giorno precedente, qualunque epoca, qualunque circostanza. Vedo i paesaggi, le persone nelle foto di gruppo e faccio fatica a inquadrarle in un contesto, i contorni dei loro visi si sono rarefatti, le situazioni vissute allora non mi comunicano più nulla, non so neanche perché quelle foto siano state fatte, che cosa si volesse cogliere.

Solo il presente è reale, e la percezione della giornata, anche la più insignificante, è quanto di più concreto abbiamo a disposizione perché non edulcorato da falsi ricordi e false proiezioni. Ciò non significa che qualche persona del passato non possa tornare, ma avverrà se è scritto e per uno scopo, non grazie ad un contatto forzato. Sovrascrivo dunque la mia vita sullo stesso disco, in un moto circolare. Non c’è un vero passato nè un vero futuro, c’è una nuova riscrittura che mi vede in scena con diversi attori e diversa sceneggiatura e, nella Commedia di adesso, non c’è ruolo per un attore del passato. Ciò che mi importa realmente, è capire dove mi trovo io rispetto al percorso che dovevo svolgere e per il quale ho stretto un patto; se le esperienze che ho vissuto, le persone che ho incontrato, mi hanno permesso questo o me ne hanno fatto allontanare. Il resto è teatro.

Un’opera d’arte

Quel Museo era grandioso, pieno di opere preziose e di incredibili bellezze. La gente vi andava a fiumi per ammirare ogni singolo oggetto, ogni singola creazione. L’edificio stesso era un’opera d’arte, con preziosi marmi, statue e decori che lo impreziosivano totalmente.

Al centro del Museo, nella sala principale, era posizionata una statua di rara bellezza, che tutti osservavano con stupore per la sua indicibile perfezione. In milioni, arrivavano da tutte le parti del paese per poter restare anche solo pochi minuti in ammirazione di questa statua.

Una notte, una mattonella di marmo si rivolse alla statua dicendole:

‘ Cara statua, sia io che te arriviamo dalla stessa cava, abbiamo fatto lo stesso percorso per giungere sin qui, siamo passati tra le mani dello stesso scultore. Eppure, io vengo calpestata mentre tu sei adorata. Perché? E’ ingiusto! ‘

La statua rispose:

‘Ricordi che, quando siamo arrivati dallo stesso scultore, il pezzo di marmo che lui scelse per farne una statua eri tu? Cominciò a scalpellarti, ma tu urlavi! ‘

‘Certo che lo ricordo, mi faceva molto male, non sopportavo quei colpi e volevo che smettesse! ‘

‘Esatto. – continuò la statua – Ti sgretolavi tutta; allora lui è passato ad un altro pezzo di marmo, e quel pezzo ero io. E sentivo quei colpi, sentivo quel dolore, mi faceva molto male. Ma sapevo che quello che avrebbe fatto di me era un’opera d’arte. Così ho sopportato il dolore. ‘

Se non vogliamo essere calpestati, ma desideriamo altro, abbiamo bisogno di reggere dei colpi. Quando arrivano quei momenti dolorosi che ci scalpellano, veniamo scolpiti. Dovremo sopportarli per ciò che saremo dopo: un’opera d’arte.

Incontro karmico

 

INCONTRI KARMICI

Quando si incontra e si frequenta qualcuno e, senza una ragione particolare, si percepisce una forte attrazione e legame naturale, oppure una forte avversione, si tratta di un legame karmico. Si incontra, cioè, un’anima con cui riscontriamo di aver già avuto un collegamento precedente, basato su una delle due forze di Amore o Odio. Questi due forti sentimenti, infatti, generano un legame aperto che dovrà essere chiuso e risolto, cioè superato, in una o in diverse vite. La lezione di cui necessitiamo, in questi casi, è di risoluzione dell’odio e della rabbia, o di superamento dell’attaccamento; se non ci si riesce, quel legame proseguirà nella vita o nelle vite successive, per chi crede nella reincarnazione, riproponendo l’incontro con la stessa anima per riportare l’attenzione su questa necessità.

Nel caso dell’Amore, ciò che contraddistingue l’incontro karmico è la natura stessa dell’attrazione, che è istintiva, non ragionata, non basata su alcun fatto né apparente motivazione, tantomeno estetica o emotiva. Può presentarsi infatti verso una persona che non risponda ai nostri storici gusti, che non rientri nella nostra ideale classificazione. E’ il caso di dire, piuttosto, che tale anima ci attrae ad essa con una forza prorompente. Non è attrazione sessuale ma è molto di più, è un legame inspiegabile.

Gli incontri karmici, funzionali quindi alla risoluzione di questioni antiche, non determinano un vero e proprio rapporto, che non si crea, non decolla, ma lascia un segno. Tutto appare irto di difficoltà, molte sono le resistenze, i conflitti; inspiegabilmente, a dispetto dell’attrazione, risulta impossibile determinare qualcosa, far confluire l’incontro in una storia che abbia un inizio, uno svolgimento e una fine. Accadrà di tutto per far saltare ogni più rosea aspettativa. Eppure, quella è una vera storia d’amore, la più bella, la più vera, l’unica degna di questo nome. Quella anima fa parte della tua vita, l’hai percepito subito e non la scorderai più. Non è apparsa così, di punto in bianco, tu sapevi che l’avresti incontrata perché è nella tua memoria, non sapevi quando ma sapevi che sarebbe accaduto. E quando accade, quel preciso evento interrompe la tua esistenza svolta fino a quel punto perché questo è uno degli avvenimenti più importanti che stavi attendendo. E’ un’unione che c’è già stata, un’anima che hai già amato in un lontano passato. L’hai riconosciuta all’istante come la riconoscerai ancora in qualunque altra veste. Non bastano le ragioni che si cerca di trovare, sono tutte insufficienti, prese una ad una o tutte insieme non spiegano nulla.

Fino a che il vincolo karmico non è sciolto, lo stesso incontro avverrà di nuovo, e non si scioglie con l’unione delle persone ma col superamento dell’attaccamento a questo amore. L’incontro karmico, infatti, non è l’incontro con la persona giusta e l’anima sbagliata, ma con la persona sbagliata e l’anima giusta. Non è il rapporto di coppia perfetto, ma esattamente il contrario, dato che le esigenze dell’anima sono altre rispetto ad un tranquillo matrimonio.

Ecco perché certi rapporti d’amore conflittuali, ma che agiscono ad un livello più profondo, lasciano un che di irrisolto, un desiderio di incontrare di nuovo quell’anima per capire meglio, per chiudere gli aspetti lasciati aperti, per liberarci da un vincolo da noi stessi creato ma da cui non abbiamo tratto insegnamento. Si è persa un’occasione e si dovrà attendere di nuovo, si è cercato altro e non ciò che andava cercato. Ecco perché quell’anima la incontreremo ancora e l’aspetteremo sempre. 

Amore per la Vita

BOSCO

Il contatto con la natura, imprescindibile per il genere umano, prende il nome di biofilia, dal greco ‘amore per la vita’ o ‘ amore per il mondo vivente’. Poiché ci siamo evoluti nella natura, sentiamo l’esigenza di dover mantenere un legame con essa. Anche se molti ne hanno perso consapevolezza, tutti noi ci sentiamo a casa negli ambienti incontaminati, perché è lì che abbiamo trascorso la maggior parte della nostra esistenza. Non crediamo, dunque, a chi vorrebbe renderci dei bipedi che si facciano bastare l’artificiosità dei paesaggi, l’eccessiva antropizzazione. Siamo, invece, strutturati geneticamente per amare la natura perché sappiamo che la nostra stessa esistenza e sopravvivenza dipende da essa.

Basta poco per ritrovarla e ritrovarsi. Passeggiare in un bosco, anche cittadino, ci riconnette alla nostra natura più vera e più antica. Lasciamo a casa il telefonino e ogni altra distrazione, rallentiamo i ritmi e immergiamoci nel presente, osserviamo, ascoltiamo, percepiamo. Ne otterremo grandi benefici per la nostra salute e la nostra mente. Le immersioni in un bosco rafforzano le difese immunitarie, aumentano l’energia, alleviano l’ansia, la depressione, la rabbia. Riducono lo stress, aumentano la chiarezza di pensiero, la creatività. Ci giungono quelle soluzioni che non potevano farsi strada in altre circostanze, capiamo il senso delle cose.

Il colore verde, ritenuto rilassante, è proprio quel colore che ci ricorda da dove arriviamo, quando dal verde eravamo circondati. E’ un istinto primordiale: dove c’è verde c’è acqua, dove c’è acqua c’è cibo.

Meravigliamoci di fronte alla natura, pensiamo oltre noi stessi. Comunichiamo con gli alberi come abbiamo sempre fatto, anche se è un singolo albero su un marciapiede. Ringraziamolo e rispettiamolo. Ogni anno, in tutto il mondo, vanno perduti più di 13 milioni di ettari boschivi: un’area paragonabile alle dimensioni dell’Inghilterra. La loro perdita è la perdita della biodiversità, l’aumento degli inquinanti, la cancellazione delle culture dei popoli delle foreste. E’ la perdita di noi stessi, soprattutto quando pensiamo che ciò che accade molto lontano da noi non comporti per noi alcun danno. Amiamo dunque, di più, la nostra casa.

Infedeltà

PIUMASosteneva Kant che per stabilire cosa possa essere considerato morale, è sufficiente immaginare che tutti attuino lo stesso comportamento. Se ci sta bene, il comportamento è morale, altrimenti no. E’ il caso dell’infedeltà di coppia, che va per la maggiore; essere infedeli, essere sleali, significa innanzitutto voler cercare al di fuori di sé delle emozioni momentanee, una sorta di potere che ci allontana da noi stessi. Esiste un’essenza di noi che non varia nel tempo, ed è quella parte che ci fa essere consapevoli di chi siamo. In realtà, l’infedele lo è anche verso la parola data, verso alcuni principi, verso le persone in genere, perché vive di sotterfugi sentendosi furbo. Ottiene invece di allontanarsi da sé, andando incontro ad una solitudine, in quanto questo allontanamento lo fa perdere, gli fa ritenere di dover cercare qualcosa oltre se stesso. La fedeltà è quindi un fatto etico, un allineamento ai principi interiori universali che appartengono indistintamente a tutti; l’anima ricerca il bene e avverte immediatamente quando non se ne nutre. Occorre inoltre distinguere: se l’infedeltà è l’inizio di una nuova vita, di una nuova evoluzione di noi stessi, se in pratica è amore e un vero incontro, allora ha un valore perché determina una svolta. Se, al contrario, è la ricerca di un beneficio personale, essa è un atto totalmente egoistico anche se attuato da entrambe le parti. E’ un soddisfacimento di basso livello che porta ad offendere la persona che subisce l’infedeltà e ad offendere la persona con cui si attua l’infedeltà, perché, offrendole poco, donandole nulla, essa è del tutto svalutata, come svalutato è il valore della sua vita. E svalutando l’altra persona, l’infedele svaluta se stesso, ponendosi ad un piano basso e considerandosi poco, allontanandosi dalla parte più pura che gli appartiene e ottenendo di depauperarsene. L’infedeltà è menzogna, è doppio egoismo e, chi ha questo come orizzonte, è un’anima perduta. Non ci sono esigenze il cui facile soddisfacimento possa veramente appagarci; l’anima richiede invece di restare ad un livello alto, di avere cura delle nostre intenzioni ma anche della qualità dei nostri pensieri. E’ così che ci innalziamo, è così che possiamo proseguire.