La luce negli occhi

Un gruppo di esperti si era riunito, nel lontano 1972, a Windsor, nell’Ontario, per discutere i problemi connessi al tentativo di definire quale sia l’esatto momento della morte, cioè quale elemento più di altri determini quell’istante. Tra i membri del gruppo, oltre che un giudice della Corte Suprema ed altre importanti personalità, vi partecipava il Dott. Wilfred G. Bigelow, cardiologo di fama mondiale. Il dottor Bigelow, sosteneva l’esistenza dell’anima e incoraggiava una ricerca sistematica per determinare cosa sia e da dove provenga. Per lui, la questione rivestiva enorme importanza nell’era dei trapianti, perché l’espianto di cuore e di altri organi viene effettuato sui donatori la cui morte è inevitabile ma non ancora accertata. Bigelow disse che i suoi trentadue anni di pratica chirurgica gli avevano tolto ogni dubbio sull’esistenza dell’anima, avendo lui stesso osservato misteriosi cambiamenti nell’esatto passaggio dalla vita alla morte. Uno dei più visibili, è l’improvvisa assenza di luce negli occhi, che diventano improvvisamente opachi e spenti.

L’anima, che non è precisamente localizzabile, pervade il corpo. Non è solo un’energia che ci occorre per svolgere la vita terrena, ma siamo esattamente noi, un’anima con un corpo in prestito. Non a caso si dice, di un defunto, che ‘se ne è andato. Ma se il suo corpo è lì, sotto i nostri occhi, cos’è dunque che è andato? Quella luce è negli occhi, e tutti noi la possiamo riscontrare nei nostri e in quelli degli altri, animali compresi. Non si chiamano ‘animali’ a caso, ma proprio perché sono altre creature dotate di anima, qualunque sia la loro specie di appartenenza e il loro aspetto. Dobbiamo guardare ogni creatura vivente come un’anima con un corpo diverso dal nostro ma che percorre lo stesso cammino. Se cominciamo a farlo, cercando nei loro occhi quella luce, ce ne renderemo perfettamente conto e non vorremo più procurare loro alcuna violenza, né fare del loro corpo cibo per noi. Non vorremmo spezzare la loro vita impedendo alla loro anima di proseguire il cammino per mano nostra.

Questi occhi, di svariati animali, e poco importa chi siano. vanno guardati con profondità, per capire quanto essi abbiano la stessa luce che desideriamo riconoscere nei nostri occhi o in quelli di chi ci è più simpatico. Ce l’hanno tutti, quella luce, hanno tutti un’anima, il bene più prezioso, l’unico vero dono ricevuto. Davvero dobbiamo straziare i loro corpi?

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