Disobbedire

“(…) Il migliore dei governi è quello che non governa affatto, e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno. Il governo è, nella migliore delle ipotesi, solo un espediente, ma per la maggior parte i governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi si dimostrano tali in determinate circostanze.

(…) Deve forse il cittadino – anche se per un momento, o in minima parte – affidare sempre la propria coscienza al legislatore? E allora, perché ogni uomo è dotato di una coscienza? A mio avviso, dovremmo essere prima di tutto uomini, e poi cittadini. Non è auspicabile che l’uomo coltivi il rispetto della legge nella stessa misura di quello per ciò che è giusto. Il solo obbligo che ho il diritto di arrogarmi è quello di fare sempre e comunque ciò che ritengo giusto.

(…) La legge non ha mai reso gli uomini più giusti, neppure per poco; anzi, a causa del rispetto della legge, perfino le persone oneste sono quotidianamente trasformate in agenti dell’ingiustizia.

(…) Quando un sesto della popolazione di una nazione, che si è impegnata ad essere il rifugio della libertà, è formato da schiavi (…), ritengo che gli uomini onesti debbano senza indugio ribellarsi e fare la rivoluzione.

(…) Qual è il prezzo corrente di un uomo onesto, di un patriota, oggi? Esitano, si rammaricano, e talvolta fanno petizioni; ma non fanno niente con serietà, e in modo efficace. Aspetteranno, ben disposti, che altri pongano rimedio al male, in modo da non doversene più rammaricare. Al massimo, si limitano a dare un voto che poco gli costa, un debole incoraggiamento e un augurio al giusto, quando passa loro vicino. Per ogni uomo retto, ci sono novecentonovantanove patroni della rettitudine.

(…) Quando il cittadino si rifiuta di obbedire, e l’ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, allora la rivoluzione è compiuta. Ma supponiamo pure che debba scorrere il sangue. Non c’è una sorta di sangue versato, quando viene ferita la coscienza? Attraverso questa ferita scorrono via la vera umanità e l’immortalità di un uomo, ed egli sanguina fino a una morte eterna.

(…) Lo Stato non si confronta mai di proposito con il sentimento, intellettuale o morale, di un uomo, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato di intelligenza o di onestà superiori, ma di superiore forza fisica, Non sono nato per essere costretto. Voglio respirare liberamente. Vediamo chi è il più forte. Che forza ha una moltitudine? Soltanto coloro che obbediscono a una legge più alta della mia possono costringermi.

(…) Non è forse possibile che un individuo sia nel giusto e che un governo abbia torto? Devono essere osservate le leggi semplicemente perché sono state promulgate? O devono essere dichiarate giuste da un qualsivoglia numero di uomini, anche se giuste non sono? E’ necessario che un uomo consenta a farsi strumento per compiere un’azione che la sua migliore natura disapprova?

(…) Siete in grado voi di decidere, o di giungere a una risoluzione qualsiasi, senza accettare le convinzioni che vi vengono imposte, e che superano la vostra capacità di comprensione?”

Henry David Thoreau, Disobbedienza Civile

Il primo giorno d’Autunno

Missy era indubitabilmente bella ma lei non lo sapeva. Era qualcosa che noi umani riconoscevamo in lei attribuendole dei canoni estetici di perfezione che però non la riguardavano affatto. Entrata cucciola nella nostra famiglia dopo essere scappata da non si sa dove, ha mostrato presto le sue doti di cacciatrice attenta, pronta a balzare ovunque qualcosa attirasse la sua attenzione felina. Non c’è stato momento della nostra vita, in questi 17 anni, a cui non abbia partecipato; gioia e dolore che non abbia con noi condiviso. Non miagolava mai: per anni non abbiamo mai sentito la sua voce. Accettava qualunque cosa le fosse data, qualunque momento potesse vivere con noi, semplicemente essendoci e amando. I suoi sguardi erano dolci, scrutavano l’anima e inondavano di purezza. Non aveva bisogno di imporsi ma solo di condurre la sua esistenza al nostro fianco per lunghi anni, nel silenzio dei suoi pensieri, con le sue vibrazioni di pace. E’ stata per me, per noi, molto più che una compagna di vita. A me ha dato molte lezioni su cosa significhi l’amore incondizionato che penso di aver provato solo con lei e con le altre gatte che sono entrate nella mia vita. Zero scambi, zero richieste, zero condizioni. Le piaceva venire in montagna perché si sentiva un gatto a tutti gli effetti e rispondeva ai molti richiami della natura. Ma poi, rientrata a casa, amava il contatto con le nostre carezze e il calore della famiglia. Le sue fusa erano potenti e partivano all’istante non appena le si dicesse qualcosa con un certo tono di voce. Io, che non amo essere fotografata né fotografare altri, di lei ho centinaia di scatti e di video. Perché era lei, non un essere qualunque ma un essere trascendentale. A luglio Missy si è ammalata improvvisamente. Un episodio di febbre improvvisa proprio a lei che non aveva mai avuto nulla. Le venne una forma di demenza: non riconosceva i luoghi in cui andare a cibarsi e a bere, non riusciva più a dormire, tentava di scappare in continuazione proprio come fanno le persone con l’Alzheimer. Voleva uscire, si metteva di fronte al panorama dei boschi e guardava l’infinito, forse un richiamo la stava raggiungendo. Cominciai a prendermi ancora più cura di lei e a farla mangiare e bere, a portarla nella cassetta che non riconosceva più. Un paio di settimane dopo, le vidi il nasino perfetto totalmente sprofondato in un grave gonfiore del musetto. Si ritirava in disparte, Missy, e capii subito che qualcosa di grave stava accadendo. Cominciò ad emanare un odore terribile, di cancrena, dalla bocca. La veterinaria ci dette una pomata non riuscendo a capire di che si trattasse. Giorno dopo giorno, il muso si fece sempre più gonfio e cominciò a riempirsi di croste, il nasino si chiuse definitivamente e Missy respirava solo con la bocca. Smise di mangiare definitivamente e cominciai a idratarla con flebo. Le zampine davanti si deformarono impedendole di camminare senza cadere in continuazione. Gliele fasciai e mi ostinai a portarla fuori almeno dieci minuti al giorno per sentirsi viva. Faceva un passo e cascava. Allora si sdraiava e guardava di nuovo l’infinito. Vedevo la sua sofferenza ma non accettavo di dover ricorrere all’eutanasia, l’idea di togliere per mano mia la vita ad una creatura è qualcosa che non mi va giù. Il soffio di vita non appartiene a nessuno di noi. Ho quindi pregato, chiedendo a Dio che – se questa dovesse essere la fine di Missy, allora che stabilisse di non farla soffrire. A Missy, invece, ho chiesto di darmi un segno quando per lei la sofferenza fosse stata insopportabile. Ma speravo nella prima soluzione. I giorni passavano, la veterinaria diceva di non aver mai visto, in 25 anni di attività, un caso del genere. Sembrava qualcosa di inguaribile, e come unico aiuto (oltre a dell’antibiotico) ci dette una pomata che avrebbe fatto cadere le croste sul muso. L’odore era terribile. Di notte, Missy era con me nel letto, la tenevo stretta per scaldarla e le parlavo dolcemente. Cominciai a ringraziarla per il dono che aveva rappresentato per me, sentendole le ossicine del corpo che si facevano sempre più sporgenti giorno dopo giorno. Ero impotente. Una sera, dopo averla fatta bere un po’ nel letto, lei si passò la zampina sul musetto e un’intera guancia si staccò di netto lasciando scoperta l’arcata dentale. Rimasi di sasso e mi preoccupai di disinfettarla. La parte staccata, con tutte le vibrisse, era grigia e in cancrena. Missy non sembrava soffrire, però, era come se si fosse liberata di una parte di sé che non le apparteneva più. In compenso, venne via una parte di nasino e lei poté di nuovo respirare. La mattina dopo, sul cuscino trovai la seconda guancia e Missy era senza volto. Le rimanevano gli occhi, belli e dolci come sempre. Le parti in cancrena erano via, lei non ebbe più quell’odore e per me era ancora più bella di prima. Cominciò a mangiare con avidità e a bere autonomamente. Pesava un chilo e duecento grammi. La alimentavo spesso e non la lasciai un attimo sola, stava con me 24 ore al giorno. Quando ero al computer, la posizionavo sulla scrivania sopra una piccola coperta elettrica e le mettevo in sottofondo alcune melodie di Mozart che tanto le piacevano. La medicavo, la nutrivo, la portavo fuori cinque minuti a guardare l’infinito. Le parlavo e la accarezzavo tanto. Ma era di notte che sentivo di amarla come non ho mai amato nessuno. La stringevo, la coprivo, vegliavo su di lei in continuazione. Faceva la pipì ovunque si trovasse come una bambina o come una vecchina. La amavo così tanto che mi si spezzava il cuore vederla così indifesa, così gracile. Avrei fatto e dato qualunque cosa per lei incondizionatamente. Ecco cos’è l’amore. Missy resistette qualche giorno ancora e poi smise di nuovo di mangiare e di bere. Sapevo che era questione di poco e le rimase l’istinto di voler uscire come prima. Per le ore serali, le avevo fatto un giaciglio sulla grande mensola della finestra da cui poteva vedere i boschi e gli animali. Sentiva sicuramente un richiamo. Non ce la faceva più a vivere e chiesi a Dio di prenderla con sé. Avvenne così, la sera del primo giorno d’Autunno. Nel silenzio e nella pace che avevano contraddistinto la sua vita intera, senza farsi sentire, senza creare disturbo. Non si era lamentata mai. La notte, ormai un corpicino senza vita, ha dormito ancora con me e l’ho coperta come solevo fare. Ho conservato la federa su cui poggiava la testina, e ho conservato le fasciature delle zampine. La mattina dopo, in una bellissima cassetta di legno, avvolta in un lenzuolino e in una coperta che le fosse d’aiuto per l’inverno imminente, al collo un piccolo crocifisso, l’abbiamo sepolta sotto un frassino, su una collinetta del nostro terreno che vedo dalla finestra della mia camera. Rivolta ad est, saluta il sole del mattino e guarda a quell’infinito che sempre cercava. La vado a trovare ogni giorno e la piccola tomba è ora decorata di sassolini bianchi e di violette. Il vuoto è immenso, nemmeno descrivibile. Ma tutte le sere, da quando lei è lì, un cerbiatto vaga sulla collinetta e le porge i suoi saluti, e ho poi scoperto che la sua tana è proprio a tre metri dalla piccola tomba. Non è sola, Missy, è anche visitata dai molti gatti della zona che giocano con i fiocchi che ho deposto insieme alle violette. Missy sa quanto è stata amata, ed io so quanto sono stata amata da lei di quell’amore così puro. Questa mattina, recandomi da lei, le ho chiesto di farsi viva con qualunque sembianza, saprò riconoscerla all’istante. Mi chiedo se valga la pena gioire tanto per poi soffrire in questo modo, ma la risposta è si. Missy è stata una grande lezione di vita e mi ha sicuramente migliorata.

E’ stato un onore per me averti al mio fianco, Missy; spero di aver fatto abbastanza e di esserti stata degna. Ti penso sempre.

Visioni

Nei vari incontri col vecchio proprietario della casa, nei quali intendeva illustrarmi il giardino con le sue piante, la casa stessa e le sue fasi di costruzione, nonché tutte le particolarità del vivere, ci ha tenuto a raccomandarmi ossessivamente di proseguire in una serie di sue consuetudini. Tutte le sere, nella vallata davanti casa, arrivano infatti molti animali dal bosco per nutrirsi, ed io avrei dovuto inserire una recinzione elettrica per scoraggiarli. Benché si sia immersi nella natura, infatti, la natura per molte persone – ed è un pensiero assai diffuso – non deve entrare in contrasto con il loro banale vivere. Ci ha tenuto a dirmi che sugli alberi da frutta vanno appese delle trappole per catturare e uccidere i calabroni che di quella frutta si nutrono, che sull’intera superficie del cortile d’entrata occorre dare più volte all’anno del diserbante, altrimenti tra la ghiaia nascerebbe l’erba. Lo stesso diserbante andrà dato anche di qua e di là alla base degli alberi (così muoiono anche uccelli e insetti), mentre contro le talpe ci sono metodi per la loro uccisione per salvaguardare l’orto. Mi ha chiesto se avevo un gatto, e alla mia risposta positiva si è sentito soddisfatto perché così avrebbe cacciato gli scoiattoli che a settembre vanno sugli alberi di nocciole e di noci, come se io avessi preso una gatta perché mi fornisse un’utilità. E’ andato avanti così per parecchie volte, ma gli ho spiegato che non avverrà nulla di ciò che mi ha suggerito di fare. Anzi, avverrà l’esatto opposto e che se ne facesse una ragione. Non sia mai, vero, che io debba raccogliere una prugna in meno delle 30 casse che le piante offrono. O un kiwi in meno, o una mela, una pera, una nocciola, una noce, una castagna. Non sia mai che dall’orto qualcuno si prenda un cetriolo, considerando che ho avuto la benedizione di mangiare cibi dell’orto in continuazione. No, l’uomo vuole tutto per sé, ritenendo che il principio di proprietà privata sia da applicare anche contro le mosche. Un animale è come un vicino di casa che sconfina e, come tale, va ricacciato nella selva. E’ un problema culturale molto serio che fa più danni di quanto si pensi; in una parola: Egoismo.

Non solo non ci sarà alcuna recinzione, ma per molte sere mi sono recata ad osservare quei magnifici animali, vedendo branchi di cinghiali, famiglie intere di caprioli, cervi dai palchi imponenti, tassi, volpi. E’ magnifico vederli avvicinare agli alberi carichi di frutta dai quali si sono già abbondantemente serviti uccellini e insettini vari. Loro raccolgono ciò che è caduto, ma io raccolgo direttamente dai rami e lancio sui prati apposta per loro. Quegli alberi hanno dato così tanta frutta estiva da essercene per tutte le creature, ed anzi io vengo dopo di loro. Le talpe vivranno facendo ciò per cui sono nate, i calabroni anche. Nessuna creatura verrà toccata ma verrà accolta e nutrita. Nessun filo d’erba dovrà più temere una sola goccia di diserbante. L’erba tagliata verrà raccolta e fatta asciugare in un fienile per nutrire gli animali in inverno, quando il bosco offrirà poco, e costruiremo un’area in cui depositarlo per loro insieme a frutta e semi. Passerò ore a guardarli e farò in modo che mi riconoscano. Li fotograferò. Li disegnerò. Li amerò.

Luna Piena

Dalla parte opposta al Sole, con un’età di 14,7 giorni, appare magnificamente illuminata e nel massimo del suo splendore. Guardandola ci si innamora di lei all’istante, per il fascino e il potere che esercita su di noi, su animali e piante, sull’intero Pianeta. E’ meravigliosa e altera, imponente, perfetta. Si trova a metà del suo ciclo ed offre il volto pienamente, senza titubanze, senza paure, guardandoci dall’alto e benedicendoci, osservandoci dritti negli occhi senza riserve. Questa fase è la più potente di tutte, portatrice del compimento di progetti, ricongiungimento tra anime che si cercano, realizzazione di idee e creazioni. Le facoltà psichiche sono al massimo. Nella serata di Luna Piena, le si può chiedere di allontanare da noi, portando con sé nella fase calante dei giorni a venire, ciò che non fa più per noi: persone, ricordi, situazioni, paure, abitudini. E’ il rituale di allontanamento e di guarigione della psiche che può essere svolto semplicemente lasciandosi inondare dai suoi potenti raggi o facendo un bagno in mare ed esponendoci al suo sguardo.

Ogni lunazione mensile ha inoltre un significato preciso.

Quella di Agosto è la Luna del Grano: si raccolgono i frutti della terra e si prepara il terreno al prossimo inverno, così come il nostro organismo si prepara alla stagione fredda.

Settembre, Luna del Raccolto: si allontanano le ombre della notte e si fa incetta di luce interiore.

Ottobre, Luna Rossa: i rami di foglie assumono tale colore, la linfa rallenta e si va incontro al sonno invernale. L’organismo deve essere predisposto per l’inverno assumendo sali minerali e sostanze energetiche.

Novembre, Luna della Neve: i lavori si svolgono al chiuso e nel silenzio. La campagna si ferma nel proprio letargo.

Dicembre, Luna Fredda: simboleggia l’arrivo del nuovo anno attraverso il simbolo della quercia che ha profonde radici nell’oscurità dell’anno trascorso e una chioma che si eleva nel cielo nuovo.

Gennaio, Luna del Lupo: purifica e rinnova, spazza via il passato e prepara al risveglio. Si attende il Sole per ricominciare.

Febbraio, Luna di Ghiaccio: l’inverno è quasi alle spalle e si ha fame di nuovi raccolti. E’ il passaggio dal sonno al completo risveglio primaverile, chiude e riapre un ciclo.

Marzo, Luna della Tempesta: la vita si rinnova, la luce riappare, la linfa torna a fluire nella vegetazione. Molti alberi cominciano a fiorire.

Aprile, Luna dei Nuovi Inizi: tutto si rinnova e così anche l’organismo umano che si ricarica energeticamente.

Maggio, Luna della Lepre: nascono creature domestiche e selvatiche. E’ la Luna dell’abbondanza, della fecondità e del latte materno, dei profumi, dei fiori. Tutto viene seminato e l’organismo umano si libera dagli stati depressivi.

Giugno, Luna dell’Idromele: la natura rigogliosa è al culmine del suo splendore. E’ tempo di sacralità.

Luglio, Luna del Fieno: si raccoglie e si conserva per i tempi a venire. Si fanno essiccare le erbe officinali.

Domani, giorno di Luna Piena, è dunque possibile esporre i nostri oggetti più cari ai suoi raggi e allunare l’acqua da bere. Tutto andrà esattamente per il verso che abbiamo desiderato.

X Agosto

Avevo una maestra dolce e sapiente, capace da sola di tenere in perfetto controllo e coinvolgimento una classe di ben 36 alunni. Erano decisamente altri tempi, tempi scanditi dall’apprendimento di molte meravigliose poesie che sarebbero rimaste nel nostro cuore per sempre, come se le avessimo imparate solo ieri.

Le stelle cadenti sono dette anche Lacrime di San Lorenzo, perché secondo un’altra credenza egli le avrebbe versate durante il suo supplizio. E proprio queste lacrime hanno ispirato Giovanni Pascoli per la sua meravigliosa ‘X Agosto’. Ero molto piccola, l’immagine di quella rondine non mi avrebbe più lasciata e presto sarei rimasta in attesa di quella bambola. Pascoli rievocava qui la morte del padre ucciso in un agguato. Così, le stelle sono sia messaggere di desideri che rimembranza di lacrime per un padre perduto troppo presto, come qualcuno di noi ha vissuto. Quel ‘pianto di stelle’ ha segnato la nostra esistenza per sempre. Dedico X Agosto a chi ha perso troppo presto un padre, a chi ha sperato sempre in un suo ritorno, a chi lo attende ancora oggi. Gli altri non potranno mai capire, nemmeno coloro che vorrebbero considerare i padri come non fondamentali.

San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché sì gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:

l’uccisero: cadde tra i spini;

ella aveva nel becco un insetto:

la cena per i suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende

quel verme a quel cielo lontano;

e il suo nido è nell’ombra, che attende,

che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:

l’uccisero: disse: Perdono;

e restò negli aperti occhi un grido:

portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,

lo aspettano, aspettano in vano:

egli immobile, attonito, addita

le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale,

oh! d’un pianto di stelle lo inondi

quest’atomo opaco del Male!

Luna Nuova

Méne, un termine di origine indoeuropea, da cui Mén, mese, e Mensis in latino. Dalla stessa radice Mé deriva anche Métron, la nostra unità di misurazione, perché anticamente le civiltà misuravano il tempo con le fasi lunari. Anche Méter, madre, identificava il potere protettivo dell’astro. La Luna, con il Sole, ha da sempre svolto un ruolo indiscutibile, perché rischiara la notte e perché, soprattutto, influenza i fenomeni e i comportamenti al di sotto di sé. A differenza del Sole, di natura maschile, attiva e calda, la Luna è femminile, passiva e fredda, e le sue diverse fasi: Luna Piena, Calante, Nuova, Crescente, incarnano le stesse fasi della vita: nascita, crescita, pienezza delle proprie potenzialità, contrazione, morte e poi rinascita. Nella tradizione mitologica greco-romana, essa veniva incarnata da tre distinte divinità:

  • SELENE – La Luna Piena, apportatrice di vita.
  • ECATE – La Luna Nera, simbolo di morte e rinascita e connessa al soprannaturale, capace di indovinare il passato, il presente e il futuro.
  • ARTEMIDE – Piccola falce di Luna Crescente, protettrice di bambini e animali, della natura incontaminata, della nascita, del germoglio, della rigenerazione. Anche se identificata con Diana cacciatrice, la sua funzione era di difendere boschi e selvaggina.

Allontanandoci dagli Astri, abbassando lo sguardo, ci siamo allontanati non dal loro potere ma dalla consapevolezza che esso continui eternamente ad esistere. Immergendoci invece in un contatto con la natura, ritrovando la nostra solitudine ed entrando in relazione col silenzio, alziamo lo sguardo e cerchiamola: essa ci guarda e ci conduce, perenne nella sua esistenza; nella sua fissità ci guida come a un marinaio in mare aperto. La sua influenza è potente e riguarda moltissimi ambiti, esiste un momento propizio per ogni cosa in relazione alle fasi lunari: le attività agricole, i lavori manuali, la riuscita negli intenti, l’umore, l’andamento della salute o dei malanni, dei comportamenti, la nascita e la crescita di ogni creatura. E’ una scienza di cui non si vuole parlare oggi, come di molte altre, ma conosciutissima da millenni. Solo l’arroganza di una specie umana ormai fortemente degradata ha potuto rinnegare ciò che da sempre è risaputo ed esistito. Cancellando tutto questo, l’uomo rinnega ciò che è stato creato e le sue Leggi, si erge egli stesso a Creatore elevandosi pericolosamente sopra un baratro che lo inghiottirà, la sua stessa esistenza è trattenuta da quel filo già creato per lui rispetto al quale egli nulla può. Osservo e ascolto la Luna da tempo, ne riconosco le fasi e gli effetti: tutto collima con la sua influenza. Domani sarà Luna Nuova ed è tempo di desideri. Da quando esprimo i miei desideri, con determinati rituali durante le diverse fasi lunari, essi si sono tutti avverati. Nessuno è rimasto indietro.

La Luna Nuova non si vede, è in posizione intermedia tra Terra e Sole e con quest’ultimo tramonta e sorge, ma la sua influenza è molto forte. Dopo la fine della fase di Luna Calante e prima della fase Crescente, essa simboleggia il momento zero, quell’attimo prima della rinascita, il momento in cui l’anima sta per entrare in un nuovo corpo per seguire le sorti della propria esistenza in una ulteriore possibilità. E’ un momento delicato: occorre riposare e non agire, ma ringraziare per ciò che è stato e per ciò che sarà. Tutto è favorito purché sia qualcosa di nuovo e rappresenti un cambiamento positivo nella propria vita, qualcosa di rigenerante. Con Luna Nuova, si piantano semi che germoglieranno in momenti futuri. Alzando gli occhi, dunque, e cercandola, lei ci parlerà.

Fairies House

“Ebbs and Flows” Kevin MacLeod (incompetech.com)
Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 License
http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

E’ uno spettacolo. L’ho scelta al primo sguardo e lei ha scelto me. Benché io abbia voluto visitare anche altre case, tutte altrettanto belle e ricche di dettagli affascinanti, sapevo dal primo istante che sarebbe stata lei. La mia mente tornava lì, il mio cuore percepiva le energie provenienti da quel magnifico giardino e dal bosco. Doveva essere lei e, nonostante gli ostacoli che mi si sono presentati davanti, e i lunghi tempi, non ho mai nemmeno pensato di dovervi rinunciare. Sapevo che mi stava aspettando, che entrambe ci cercavamo da tempo. Così è stato. Quel giardino, su cui passeggiare a piedi scalzi raccogliendo i pensieri e volgendo lo sguardo ora a un fiore, ora alla vallata che si estende nel retro casa, fino a raggiungere il bosco da cui provengono suoni di ogni tipo, quel giardino mi ha incantata. Avrò alberi in abbondanza da abbracciare e a cui fare i miei discorsi. Alberi da amare. Si chiamerà Fairies House perché qui, le fate, ci sono. Fate che mi accompagneranno in una nuova era ricca di stimoli e di creatività. Sarà un’oasi di pace e di meditazione; sarà un santuario per gli animali che mi verranno a trovare. Sarà un luogo sacro come sacra è la terra su cui sorge. A pochi metri, infatti, una chiesa con un bellissimo campanile romanico ricorda lo scorrere del tempo con le sue possenti campane, e ricongiunge alle vite dei molti che per secoli hanno pregato su questa terra. C’è qualcosa, in quella casa, queste sue vibrazioni, che cattura chi sa percepire. Un dono che spero di meritare. Riprenderò dunque a scrivere di molte cose ed anche di lei, la casa delle Fate.

Dialoghi: sulla civiltà, sull’anima, sul cibo

Srila Prabhupada: La civiltà occidentale è una civiltà sbagliata che aumenta artificialmente le necessità della vita. Per esempio, prendiamo l’energia elettrica. La luce elettrica ha bisogno di un generatore e per farlo funzionare ci vuole il petrolio. Appena la scorta di petrolio finisce si ferma tutto. Per avere il petrolio però dovete cercarlo con grande impegno e perforare profondamente la Terra, qualche volta in mezzo all’oceano. Questo è ugra-karma, un lavoro orribile. Si può ottenere lo stesso scopo coltivando semi di ricino, da cui estrarre l’olio da mettere in una ciotola con uno stoppino.

Ammettiamo che con l’elettricità abbiate migliorato il sistema d’illuminazione, ma per ottenere questo miglioramento dalle lampade ad olio di ricino alle lampade elettriche è necessario un duro lavoro. Dovete andare in mezzo all’oceano a trivellare per estrarre il petrolio e in questo modo perdete il vero scopo della vostra vita. Siete in una posizione pericolosa, in un continuo susseguirsi di nascite e morti nelle varie specie di vita. Come riuscire a liberarsi da questo ciclo di nascite e morti – questo è il vostro problema. E questo problema è destinato ad essere risolto quando si ha la forma umana. Avete un’intelligenza abbastanza sviluppata per realizzarvi, ma invece di usarla per questo scopo la impiegate per passare dalla lampada ad olio alla lampada elettrica. Questo è tutto.

Discepolo 1: La gente potrebbe dire che i tuoi suggerimenti non sono pratici. Inoltre, con l’elettricità si fanno molte altre cose, oltre che illuminare. La maggior parte delle nostre comodità moderne dipende più o meno dall’elettricità.

Srila Prabhupada: In questa vita puoi anche vivere comodamente, ma nella prossima potresti diventare un cane.

Discepolo 2: La gente non ci crede.

Srila Prabhupada: Che ci creda o no, questo è vero. Per esempio, un bambino non sa che diventerà un giovanotto, ma sua madre e suo padre lo sanno. Se il bambino dice: “No, non diventerò un giovanotto,” questo è infantile. Il padre e la madre sanno che il bambino diventerà un giovane uomo e che dovranno educarlo in modo che possa sistemarsi adeguatamente. Questo è il dovere di colui a cui è affidato il figlio. Nello stesso modo, quando parliamo di trasmigrazione dell’anima, un mascalzone può dire: “Non ci credo,” ma essa resta una realtà. Un mascalzone, un pazzo, può dire che non è vero che ci sia la trasmigrazione, ma la realtà è che dovrà accettare un altro corpo in base alla qualità del suo impegno in questa vita.

Discepolo 2: E se qualcuno dice: “È difficile trascorrere la vita a coltivare i semi di ricino e in generale è molto difficile coltivare. È più facile andare in una fabbrica per otto ore, tornarsene a casa con il denaro e divertirsi.”

Srila Prabhupada: Puoi divertirti, ma divertendoti dimentichi il vero scopo della vita. È una cosa intelligente? Ti è stato dato il corpo umano per migliorare la tua prossima vita.

Discepolo 1: Una volta, nella proprietà di John Lennon a Londra, dicesti che il trattore è la causa di molti guai oggi. Ha tolto tutto il lavoro ai giovani e li obbliga ad andare in città a cercare lavoro e qui vengono coinvolti nella gratificazione dei sensi. Ho notato che la vita in campagna è più semplice, più serena. È più facile occuparsi della vita spirituale.

Srila Prabhupada: Sì. La vita in campagna agita meno e affatica meno la mente. Basta che lavori un po’ per procurarti il cibo e per il resto del tempo puoi impegnarti nella coscienza di Dio. Questa è la vita ideale. [Srila Prabhupada mostra un fiore]. Guardate le fibre più piccole di questo fiore. Si possono fare in una fabbrica fibre così piccole? E com’è brillante il loro colore! Basta che osservi un fiore per diventare cosciente di Dio. C’è una macchina chiamata “natura” e tutto deriva da questa macchina, ma chi l’ha costruita?

Con esponenti delle Nazioni Unite:

Srila Prabhupada: Supponiamo che io chieda all’organizzazione delle Nazioni Unite di spiegare lo scopo di questa manifestazione cosmica. Io sono stato creato con un corpo di uomo, un altro con un corpo di elefante e un altro ancora come formica. Perché accade questo? Il sole sorge al momento giusto, la luna sorge al momento opportuno e le stagioni cambiano. Qual è lo scopo dietro a tutto ciò?

Sig. Sharma: Penso che le Nazioni Unite si troverebbero in difficoltà a risponderti.

Srila Prabhupada: Allora le persone, nonostante la loro cosiddetta cultura, sono diventate molto ottuse.

Sig. Sharma: Oh, sì. La cultura oggigiorno consiste in una semplice conoscenza libresca.

Srila Prabhupada: Anche se una persona esegue perfettamente i propri doveri, ma non capisce lo scopo della creazione, qualunque cosa faccia è semplicemente una perdita di tempo. Quindi, secondo il nostro punto di vista le Nazioni Unite sono solo una perdita di tempo. Anche da un punto di vista pratico, esse sono incapaci di risolvere qualsiasi cosa. L’idea originale era di impedire la guerra, ma ci sono state invece moltissime guerre che esse non sono riuscite ad impedire. Si sono dati il nome di Nazioni Unite, ma in realtà diventano sempre più dis-unite.
Le Nazioni Unite sono solo un insieme di persone che ingannano e sono ingannate. Qualcuno vuole ingannare e qualcun altro viene ingannato. Questa è la nostra opinione. Quindi come può un insieme di persone che ingannano e di persone che sono ingannate fare qualcosa di buono per la società umana? Esse ingannano. Non sanno come ottenere la pace, ma proclamano di poter portare la pace nel mondo. Dunque sono dei truffatori.

Sig. Sharma: Sì, molte persone diranno che le uniche cose importanti sono quelle che si possono spiegare razionalmente. Tutto il resto è aldilà della ragione.

Srila Prabhupada: Il nostro ragionamento però è logico. Tutto quello che si trova in questa stanza è stato creato, non è vero?

Sig. Sharma: Sì.

Srila Prabhupada: Questo tavolo è stato creato, la luce è stata creata – tutto è stato creato da qualcuno. Allora come puoi negare il fatto che qualcuno abbia creato tutto l’universo? Se affermi che tutto è avvenuto meccanicamente, questa è un’affermazione da mascalzoni. Qualcuno lo ha creato, ma chi è questo qualcuno? Non siamo noi i creatori. Perciò possiamo capire che questo mondo è stato creato da qualcun altro e quindi dobbiamo chiederci: chi è il proprietario? Sarò io il proprietario o sarà il creatore?

Sig. Sharma: Naturalmente il creatore.

Srila Prabhupada: Allora perché dicono: “Questo è il mio Paese?”

Sig. Sharma: Stai forse dicendo che gli Stati Uniti non appartengono agli americani?

Srila Prabhupada: Sì. Non appartengono a loro. Eppure questi mascalzoni dicono: “Questo è mio. Questa è la mia bandiera.” Perciò sono tutti dei truffatori. Combinano le cose cercando di ingannare gli altri. Gli americani pensano: “Come possiamo ingannare i russi?” E i russi pensano: “Come possiamo ingannare gli americani?” È questa la civiltà – comportarsi da truffatori e sprecare il tempo nelle cosiddette conferenze? Questa è civiltà?

Sig. Sharma: No, affatto.

Srila Prabhupada: In America hanno ingannato gli indiani pellerossa. Hanno preso la loro terra ed ora proclamano: “È mia.” E allora, dove avete preso questa terra? Avete ingannato gli indiani ed ora dite che la loro terra è vostra. Questo accade in tutto il mondo. Napoleone pensava: “La Francia è mia.” La Francia è ancora lì, ma dov’è Napoleone? Dove si trova ora? In Francia, all’inferno o in paradiso? Ci sono moltissimi posti e moltissime specie di vita. In questo corpo, in questa vita, io posso essere un nazionalista – come Napoleone o come Gandhi o come qualcuno che combatte nelle Nazioni Unite. Non appena questo corpo finirà ne prenderò un altro. Quindi tutta la durata della mia vita precedente è stata semplicemente uno spreco di tempo.

Sig. Sharma: Ho capito.

Srila Prabhupada: Semplicemente uno spreco. Stanno semplicemente sprecando il tempo. Non hanno una conoscenza perfetta – solo alcune idee utopiche e passano per appartenenti a una civiltà avanzata. Dovrebbero sapere qual è lo scopo della vita – qual è la nostra relazione con questa manifestazione cosmica. Deve esserci un creatore. Allora chi è il creatore? Qual è la mia relazione con Lui? Essi però trascurano tutte queste cose e tuttavia passano per leader mondiali.

Sig Sharma: Questo è il peggior tipo di governo. Sembra che il loro standard sia quello che tu hai detto: ogni nazione per conto proprio.

Srila Prabhupada: Un essere umano può tuttavia uscire dall’illusione. Queste persone non afferrano l’essenziale e senza necessità sprecano la loro vita nell’illusione.

Sull’anima:

Dottore: L’anima però è invisibile. Come puoi essere sicuro che esista? 

Srila Prabhupada: Il fatto che qualcosa sia invisibile non significa che non sappiamo che esiste. Anche il corpo sottile costituito da mente, intelligenza ed ego ti è invisibile, ma sai che il corpo sottile c’è. Abbiamo due tipi di corpo: un corpo grossolano composto di terra, acqua, fuoco, aria ed etere e un corpo sottile composto di mente, intelligenza ed ego. Puoi vedere il corpo composto di terra, acqua e così via, ma puoi vedere il corpo sottile? Puoi vedere la mente? Puoi vedere l’intelligenza? Eppure tutti sanno che hai una mente e che anch’io ho una mente.

Dottore: Queste sono cose astratte.

Srila Prabhupada: No, non sono astratte. Sono materia sottile, è così. Semplicemente non hai occhi per vederle.

Dottore: Al momento abbiamo tre metodi per studiare l’intelligenza.

Srila Prabhupada: In ogni modo, accetti che il corpo sottile esista anche se non puoi vederlo. Questo è il mio punto. Nello stesso modo l’anima esiste anche se non puoi vederla. L’anima è coperta dal corpo sottile e da quello grossolano. Quello che viene chiamato morte è l’annullamento del corpo grossolano. Il corpo sottile rimane e porta l’anima là dove può far crescere un altro corpo materiale adatto a soddisfare i desideri della sua mente.

Ospite inglese: Intendi dire che il corpo sottile e l’anima sono la stessa cosa?

Srila Prabhupada: No, l’anima è differente dal corpo sottile. L’anima è più sottile dell’intelligenza. Prima di tutto, con una comprensione grossolana, siamo consapevoli solo dei sensi del corpo. Coloro che sono simili agli animali pensano che i sensi siano tutto e non capiscono che i sensi sono controllati dalla mente. Se la mente di una persona è distorta, i suoi sensi non funzionano; è un pazzo. Perciò chi controlla i sensi è la mente; al di sopra della mente c’è l’intelligenza e al di sopra dell’intelligenza c’è l’anima. Non possiamo vedere la mente e neppure l’intelligenza, quindi come possiamo vedere l’anima? L’anima però esiste ed ha una sua grandezza. E se una persona non ha comprensione dell’anima spirituale non è migliore di un animale, perché s’identifica con il proprio corpo grossolano e con quello sottile.

*

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Gli scienziati moderni sono fortemente impegnati nel tentativo di creare la vita in laboratorio.

Srila Prabhupada: Cerca di capire questo. Proprio come Dio esiste già eternamente, così anche gli esseri viventi, essendo parte di Dio, esistono già dall’eternità. Perciò non c’è motivo di “creare”. Questa è stupidità, perché gli esseri viventi sono eterni, non sono mai creati. Semplicemente si manifestano nel mondo materiale in quattro modi. Alcuni di loro si manifestano attraverso i semi, alcuni attraverso la fermentazione, alcuni per mezzo delle uova ed altri per mezzo di un embrione. Gli esseri viventi però esistono già, perciò non ha senso parlare di “creazione”. Questa è la scienza degli esseri viventi. Esistono già milioni e trilioni di esseri viventi e tuttavia gli scienziati materialisti tengono grandi dibattiti su come creare qualcosa. Guarda com’è infantile questo comportamento. Essi sprecano il tempo ingannando le persone e sprecando il denaro di tutti guadagnato con fatica. Per questo io dico che sono dei mascalzoni. Essi cercano di “creare”. Che cosa potranno creare? C’è già tutto, ma loro non lo sanno, nonostante la loro cultura sviluppata.
Ora prova a dire a questi: “Mio caro signore, tu non puoi creare e niente può essere creato. Cerca piuttosto di conoscere da dove vengono gli esseri viventi, qual è la loro sorgente. Qual è il cervello dietro tutti i fenomeni materiali. Cerca di scoprire questo. Questa è vera conoscenza. Guarda questo bel fiore — pensi che si sia manifestato automaticamente, senza la direzione di un cervello? Questa filosofia è priva di senso. Questi cosiddetti scienziati usano molte parole altisonanti, ma in verità cosa riescono a spiegare? Nessun altro può capire, solo loro. Essi usano un linguaggio così complicato che nessuno può comprendere se loro non lo spiegano. Essi affermano che tutto si manifesta automaticamente “per natura”. Questo non è vero.

La natura è uno strumento, è come un meraviglioso computer, ma tuttavia c’è un operatore. Questi mascalzoni sono privi di buon senso. Come può esistere una macchina che lavori senza un operatore. Esiste una macchina così nella nostra esperienza? Come possono affermare che la natura opera automaticamente? Questa è vera conoscenza. Il semplice fatto che una macchina funzioni in modo meraviglioso, significa forse che non c’è un operatore? Per esempio, anche l’harmonium è una macchina e se è suonato da un esperto musicista produce suoni melodiosi e belli. “Oh che bellezza!”. Ma l’harmonium funziona ed emette suoni melodiosi automaticamente? Perciò essi sono assolutamente privi di buon senso e tuttavia dicono di essere scienziati. Questo è quello che ci fa dispiacere — il fatto che queste persone che sono prive di buon senso siano tuttavia considerate scienziati.

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Essi pensano che poiché, per mezzo della chimica, riescono a sintetizzare alcuni amminoacidi primitivi…

Srila Prabhupada: Questa è un’attività da artigiani, non è conoscenza. Per esempio, diciamo che tu dipingi una rosa su un quadro. Tu sei un pittore, non un uomo di conoscenza. “Uomo di conoscenza” indica colui che conosce come sono fatte le cose. Un pittore si limita ad imitare quello che vede e basta. Perciò l’arte e la scienza sono due livelli diversi.

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Allora se essi creano qualcosa di sintetico, questo è solo arte.

Srila Prabhupada: Sì. Per esempio, un bravo cuoco sa come mescolare le spezie e i condimenti per ottenere cibi molto gustosi. Perciò un chimico può essere chiamato un buon cuoco. La chimica non è nient’altro che l’arte di mescolare elementi chimici differenti e basta. C’è l’olio, c’è la sostanza alcalina, se vengono mescolate in modo professionale viene fuori il sapone che è molto utile.

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Gli scienziati però sono convinti che in qualche modo riusciranno a creare la vita e perfino un essere umano.

Srila Prabhupada: Non è che se voi non create la vita il mondo andrà in rovina, è un falso problema. La vita esiste già. Per esempio, ci sono moltissime automobili — se fabbrico un’altra automobile, questo mi renderà famoso? Ci sono già così tante automobili! Quando non c’erano ancora le automobili, il primo uomo che ne ha costruito una diventò famoso. “Sì, tu hai fatto qualcosa d’importante — una vettura senza cavalli. Le persone ne trarranno vantaggio — una cosa utile — molto bene.” Se però ci sono milioni e milioni di automobili che provocano incidenti e costruisco un’altra automobile, cosa ho fatto di utile?

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Niente.

Srila Prabhupada: Sì niente. E per ottenere questo “niente” si accingono a tenere grandi dibattiti a cui interverranno molte persone spendendo molto denaro.

Bhaktisvarupa Damodara Swami: Essi vogliono fare un essere umano migliore. Vogliono rendere migliore la vita.

Srila Prabhupada: Diciamo agli scienziati: “Non sprecate il tempo cercando di creare la vita. Cercate di rendere migliore la vostra vita, cercate di comprendere la vostra vera identità spirituale in modo che possiate diventare felici in questa vita. Questa è la ricerca che dovete fare.” La prima cosa che essi devono imparare è che c’è un autista, un’anima, dentro l’automobile del corpo. Questo è il primo punto della conoscenza. Se non si capisce questa semplice cosa, non si è differenti dagli animali. È l’autista — l’anima — che fa muovere l’automobile di questo corpo. Se l’autista ha conoscenza, allora può dirigere il proprio corpo verso la realizzazione del sé, in modo da poter tornare a casa, a casa da Dio. In questo modo si diventa perfetti. Per questo noi educhiamo l’autista — non cerchiamo di costruire un’altra macchina di latta.

Sul mangiar carne:

Ospite: Se l’uomo non mangiasse gli animali questi probabilmente morirebbero di fame o di qualcosa di simile.

Srila Prabhupada: Perché ti preoccupi così tanto degli animali che muoiono di fame? Preoccupati di te. Non essere così altruista — “Oh moriranno di fame. Mangiamoli.” Perché questo altruismo? Nessuno muore di fame. Questa è una teoria falsa. Avete mai visto degli animali morire di fame? Avete fatto quest’esperienza? Avete visto degli uccelli morire di fame? Nel regno di Dio non c’è il problema di morire di fame. Elaboriamo queste teorie per soddisfare i nostri sensi… Ci sono milioni di elefanti nella giungla africana e in quella indiana che ogni volta per mangiare hanno bisogno di mezzo quintale di cibo. Chi procura loro il cibo? Perciò non c’è il problema di morire di fame nel regno di Dio. La morte per fame è riservata al cosiddetto uomo civilizzato.

Ospite: Se l’uomo non fosse fatto per mangiare la carne, perché gli altri animali in natura uccidono per la carne?

Srila Prabhupada: Tu sei un “altro animale”?

Ospite: Sì, siamo tutti animali.

Srila Prabhupada: Ti consideri un animale? Ti classifichi tra gli animali?

Ospite: Sì, siamo tutti animali…

Srila Prabhupada: No, non tutti. Tu forse lo sei, ma noi no. Ti piace essere classificato tra gli animali?

Ospite: Non mi sento migliore degli animali. Rispetto tutte le creature di Dio.

Srila Prabhupada: Hai rispetto per tutte le creature e poi uccidi gli animali?

Ospite: Sì, — se l’uomo non è fatto per mangiare la carne — perché in natura gli animali si mangiano l’un l’altro.

Srila Prabhupada: Quando gli animali mangiano la carne, seguono la legge della natura. Quando tu mangi la carne infrangi questa legge.

Ospite: Cosa?

Srila Prabhupada: Per esempio la tigre non verrà mai a cercare i cereali. “Oh, voi avete molto grano, datemene un po’.” No. Anche se ci sono centinaia di sacchi di grano, non gliene importa, ma assalirà un altro animale. Questo è il suo istinto naturale. Ma perché tu mangi cereali, frutta, latte, carne e tutto quello che puoi avere? Che cosa significa questo? Non sei né un animale, né un essere umano. Stai usando male la tua forma umana. Dovresti pensare: “Quale cibo posso mangiare?”

Una tigre mangia la carne — è una tigre, ma io non sono una tigre, sono un essere umano. Se ho abbastanza cereali, frutta, verdura e altre cose che Dio mi ha dato, perché dovrei uccidere un povero animale? Questa riflessione è degna di un essere umano.

Tu sei un animale e in più un essere umano. Se dimentichi di essere un uomo, allora sei un animale. Pertanto, non siamo semplicemente degli animali. Siamo animali e in più esseri umani. Se potenzieremo le nostre qualità di esseri umani, la nostra vita sarà perfetta. Se invece rimarremo a livello di animali, la nostra vita non sarà perfetta. Dobbiamo migliorare la nostra coscienza di esseri umani; se potete vivere bene, tranquilli e in buona salute mangiando una grande varietà di cibi che ci sono dati, perché dovreste uccidere gli animali?

Oltre a ciò, da un punto di vista scientifico, i vostri denti sono fatti per mangiare vegetali. La tigre ha i denti per mangiare la carne. La natura glieli ha fatti così. La tigre deve uccidere un altro animale; perciò ha unghie, denti e molta forza. Voi invece non avete tutta quella forza. Non potete uccidere una mucca così — piombandole addosso come una tigre. Dovete costruire un mattatoio e starvene a casa… Se qualcun altro macella la mucca, potete mangiare bene… Che cosa significa questo? Fate come la tigre! Saltate addosso a una mucca e mangiatela! Ma non potete farlo.

Ospite: Allora tu non credi nella legge della natura. Io credo che la legge della natura si applichi a tutti nello stesso modo.

Srila Prabhupada: La tigre, per legge di natura, è fatta così, perciò può farlo. Voi non potete farlo — la vostra natura è differente. Voi potete discriminare, voi avete coscienza, dite di esseri uomini civili — allora dovreste utilizzare tutto questo. La forma umana è fatta per elevarsi alla perfezione della coscienza. Non possiamo rimanere al livello di coscienza di una tigre. Questo non è da esseri umani.

Un altro ospite: Siamo caduti da un livello più elevato ad uno più basso o proveniamo dalle piante e dagli animali?

Srila Prabhupada: Sì, naturalmente siete caduti da un livello più elevato ad uno più basso — dal mondo spirituale a quello materiale e poi più giù verso le forme inferiori. Poi siete progrediti e avete preso nuovamente la forma umana. Se userete la parte più elevata della vostra coscienza, andrete verso forme ancora più elevate: andrete da Dio. Se invece non utilizzerete questa vostra coscienza più elevata, ritornerete in forme inferiori.
Altrimenti, se indulgiamo nel mangiare carne, come una tigre, nella nostra prossima vita potremo avere il corpo di una tigre. Quale ne sarà il vantaggio? Supponete che nella mia prossima vita io diventi una tigre fortissima. Sarà un ottimo avanzamento? Conoscete la vita di una tigre? Non può neanche mangiare tutti i giorni. Assalta un animale e lo tiene nascosto e per un mese mangia carne in decomposizione — perché non sempre ha l’occasione di uccidere un animale. Dio non gli dà questa occasione. È naturale: nella giungla ovunque ci sia una tigre, gli altri animali fuggono. Autodifesa. Per cui solo in rare occasioni, quando la tigre ha troppa fame, Dio le dà l’occasione di uccidere un altro animale. Una tigre non può avere molti piatti appetitosi tutti i giorni. È solo nella forma umana che abbiamo tutte queste facilitazioni. Se però ne facciamo un cattivo uso, allora… si torna alla vita di tigre. Sarete molto forti, con tutta la capacità di assalire gli animali.

Sul cibo:

Membro dell’OMS: Tua Divina Grazia, quale suggerimento puoi dare riguardo al problema mondiale della carenza di cibo?

Srila Prabhupada: Suggerisco che la gente utilizzi tutti i terreni liberi per farne delle coltivazioni. Sia in Australia che in America ho visto moltissima terra che giace inutilizzata. Nessuno la usa e a volte si scaricano tonnellate di prodotti alimentari nell’oceano per mantenere i prezzi alti. Ho anche sentito che quando qui a Ginevra c’è stata un’eccessiva produzione di latte, per ridurla alcuni hanno proposto di macellare ventimila mucche. Il cervello delle persone oggi funziona così.
L’istruzione è molto semplice: producete il vostro cibo, tutto il cibo di cui il mondo ha bisogno, utilizzando la terra nel modo giusto. Ma non lo faranno, hanno abbandonato le fattorie e i villaggi per lasciarsi fagocitare dalla città e produrre viti e bulloni. Va bene allora, mangiate viti e bulloni. Mahatma Gandhi aveva in progetto di ripristinare uno stile di vita naturale così come lo ha creato Dio. Semplici villaggi e fattorie che avrebbero risolto non solo i problemi dell’India, ma quelli del mondo intero. Purtroppo Pandit Nehru, allora nostro primo ministro, stravolse tutto perché voleva l’industrializzazione. Il programma di Gandhi era molto bello: organizzatevi in piccoli villaggi rurali e producete il vostro cibo.
Vivete liberi dalle città e dalle fabbriche. In questo modo potete lavorare solo per tre mesi all’anno e fare scorte per tutto l’anno. Tre mesi di lavoro per una produzione che dura un anno, e il tempo che vi resta progredite spiritualmente, comportatevi da esseri umani, perché la vita che conducete ha i suoi rischi. Per quanto grande sia il nostro progetto, un giorno dovremo rinunciarvi in quanto lasceremo questo corpo. E non c’è modo di sapere in quale nuovo corpo rinasceremo.
Supponiamo che in questa vita io dedichi tutto me stesso alla costruzione di un grattacielo. Ebbene, nella mia prossima vita potrei dover vivere in quel grattacielo nel corpo di un cane o di un gatto solo perché ho sviluppato la coscienza grossolanamente egoistica di un cane o di un gatto. In quel momento a chi importerà che il grattacielo sia intitolato a me? Le cose stanno così. Nessuno può cambiare le leggi della natura, che sono proprio come una malattia infettiva: se ne venite contagiati, vi ammalate, tutto qui. Si nasce in una situazione buona o cattiva sulla base delle azioni compiute nel passato e le conseguenti, inesorabili reazioni assegnate dalla natura.
Oggi molta gente nemmeno crede che ci sia una vita dopo la morte. A Mosca, un illustre professore di nome Kotovsky mi disse: “Swamiji, non c’è niente dopo la morte.” Vedete? E’ un professore, eppure non ha alcuna conoscenza dell’anima. Proprio così, un illustre professore. Le cose vanno così, e mentre questa civiltà senza Dio si trascina, le leggi della natura creeranno sempre più problemi. Ci sarà pioggia insufficiente e, di conseguenza, un’insufficiente produzione di cibo.
Ovviamente questi problemi sono già cominciati, e per fornire una soluzione alla siccità e alla carestia, il governo scaricherà sulla gente una valanga di tasse. Allora, le persone saranno talmente in ansia che lasceranno il focolare domestico e se ne andranno a vivere nella foresta. Si sentiranno assillate dalla scarsità di pioggia e di cibo, e dalla tassazione del governo. Chi è in grado di mantenere l’equilibrio in una circostanza così difficile? Dunque, diventeranno tutti pazzi.

 

 

Dialoghi: sul vivere

Ospite: La forma più pura di vita è quella vissuta secondo natura, non contro natura come sembra che stiamo facendo nei nostri centri urbani.

Srila Prabhupada: Oh, sì. Vera vita significa che devi minimizzare le attività fisiche in modo da risparmiare tempo per dedicarti alla comprensione spirituale. Questa è la vera vita. E la civiltà attuale, fondata sul concetto di vita basato sul corpo, è a livello animale. Non è una vita civile. La vita civile ha inizio quando una persona è così avanzata da porsi domande sull’anima spirituale, ma quando queste domande non ci sono, quando le persone non sono in grado di chiedersi che cosa è l’anima spirituale, sono come cani e gatti.

Ospite: Sì.

Srila Prabhupada: Questa è la loro filosofia da mascalzoni. Praticando senza freni il piacere dei sensi, si scende gradualmente verso livelli di vita animale. Una persona che pratica l’aborto, uccidendo il bambino nel grembo, nella prossima vita sarà messa in un grembo e qualcuno la ucciderà. Per quanti bambini ha ucciso, dovrà accettare altrettante vite ed essere uccisa. Così per centinaia di anni le sarà impossibile vedere la luce del giorno. Rimarrà nel grembo e sarà uccisa. La gente non conosce le leggi della natura. Non si possono violare le leggi della natura e neppure quelle dello Stato. Supponi di uccidere qualcuno — puoi cavartela con l’inganno, ma non puoi sfuggire alle leggi della natura. Per quante volte hai ucciso, per altrettante devi essere ucciso in un ventre. Questa è una legge di natura.

Ospite: Solo la settimana scorsa parlavo con un’infermiera che lavora in un reparto dove si pratica l’aborto in uno dei principali ospedali di Londra. È terribile. Alcuni feti sono in uno stadio così avanzato di sviluppo che chiaramente avrebbero un’alta probabilità di vita.

Srila Prabhupada: Non vi è dubbio. La vita comincia fin dall’inizio del rapporto sessuale. L’essere vivente è molto piccolo. Per legge di natura, secondo il suo karma, è stato mandato nel seme di suo padre e immesso nel grembo della madre. Le cellule dello sperma paterno e dell’ovulo materno si emulsionano e formano un corpo che è come un pisello. Poi, gradualmente questa forma si sviluppa. Nel primo stadio si manifestano nove aperture — per gli orecchi, per gli occhi, per le narici, per la bocca, per i genitali e per il retto. Poi gradualmente si sviluppano i sensi e in sei mesi e mezzo tutto è completo e la coscienza dell’essere vivente ritorna. Prima della formazione del corpo, l’essere vivente rimane privo di coscienza, come anestetizzato. Poi sogna e infine gradualmente ritorna alla coscienza. In quel momento diventa molto riluttante ad uscire, ma la natura gli dà una spinta e così esce. Questo è il procedimento della nascita. Ma la difficoltà è che parliamo di cose spirituali. Perciò, per i materialisti rozzi, talvolta è difficile capire. Sono così ottusi che non possono capire.

*

Srila Prabhupada: La gente compie ogni genere di azioni proibite. Perché? Qual è lo scopo?  L’unico scopo è la gratificazione dei sensi. Il mascalzone non pensa: “Faccio tante attività colpevoli per gratificarmi i sensi, di conseguenza dovrò accettare un corpo di infimo livello.” Questo non lo sa. Ha già ottenuto un corpo di natura inferiore, perciò sta soffrendo. Con le sue azioni presenti si garantisce un corpo ancora più scadente, quindi maggiori sofferenze. Nondimeno, è pronto a tutto per gratificarsi i sensi.

Non va bene! Questo genere di attività ha già coperto la tua anima con un corpo miserabile.” “Ebbene, questo corpo è temporaneo. Non voglio preoccuparmene.” “Allora prendi un altro corpo, mascalzone. Questo corpo è temporaneo, ma ne dovrai prendere un altro ancora più abominevole, quindi perché fai tante sciocchezze? Sì, questo corpo è temporaneo, ma perché non capisci che è sempre soggetto alle condizioni miserabili del mondo materiale? Sappi che il tuo corpo è miserabile e così sarà qualsiasi corpo prenderai. Perché continui a passare da un corpo all’altro? Smettila di fare sciocchezze.”

La gente non sa che ogni corpo materiale è miserabile. Per esempio, hanno costruito questo edificio con tutte le comodità, ma basterebbe un freddo glaciale solo per qualche ora e perfino in questo edificio tanti morirebbero. Non è così? C’è sofferenza in qualunque situazione materiale. Quanta sofferenza solo per godere le comodità di questo grande edificio. “Io non soffro, signore,” dice il proprietario. “Gli operai soffrono.” “Ma tu devi procurarti il denaro per pagarli. Quanta pena per procurarti il denaro necessario a pagare gli operai!”

La gente è affascinata dai soldi e non vede che l’intera faccenda è miserabile. A volte gli operai muoiono cadendo da un grattacielo in costruzione, non è vero? Ho sentito dire che a New York molti edifici non sono abitati. Un’altra miseria. Anche il proprietario dell’immobile soffre. “Ho speso così tanti soldi e non c’è neanche un inquilino.” Negli ultimi sei o sette anni il palazzo più alto di Londra è rimasto sfitto.
La miseria del proprietario consiste nel fatto che se avesse degli inquilini sarebbe ancora più miserabile. Non è vero? E’ vero, resta senza inquilini perché altrimenti dovrebbe pagare moltissime tasse e diventerebbe ancora più miserabile. In breve, costruire il palazzo è stato un problema e adesso è un problema tenerlo. Alla ricerca del piacere, hanno inventato una serie interminabile di situazioni, una dopo l’altra, ma non possono goderne, anzi, ne godono per qualche minuto, poi dicono: “Basta, andiamocene.”

Discepolo: A volte qualcuno chiede: “Chi mi garantisce che posso realmente diventare un uccello o un cane?”

Srila Prabhupada: Da dove vengono tutti questi uccelli e questi cani? Che risponda a questa domanda. Da dove vengono tutti questi uccelli e questi cani?

Discepolo: Beh, la maggior parte della gente dice che vengono da altri uccelli e da altri cani.

Srila Prabhupada: Possono anche pensarlo, ma non conoscono le leggi della natura. La natura fornisce questi corpi e si è costretti ad accettarli a causa delle proprie azioni passate. E’ come prendere un appartamento – o lo si accetta o lo accetta qualcun’altro. Questo corpo è un appartamento. La natura lo fornisce e noi dobbiamo accettarlo. Siamo tutti esseri spirituali e sotto la direzione della natura cambiamo corpi materiali. Le mie azioni passate mi obbligano ad accettare un certo corpo e le azioni passate di un altro lo obbligano ad accettare un corpo diverso. E’ illogico? Nella prossima vita qualcuno può dover accettare il mio corpo e io il suo.
E’ un semplice scambio di appartamenti. Posso trasferirmi in un certo appartamento e qualcuno andare in un altro appartamento. In ogni caso, la natura ci offre molti appartamenti diversi. Posso obiettare: “No, no, non accetterò di andare in quell’appartamento.” Ma la natura replicherà: “No, no. La decisione non spetta più a lei, signore. Quanti ‘soldi’ [buon karma] ha accumulato per pagare il suo alloggio?” “Non ho soldi.” “Va bene. Allora vada in questo appartamento.” E io devo accettarlo. Non siamo noi a decidere.
Il mascalzone crede che una volta ottenuto il corpo umano non sarà degradato di nuovo ad animale. Sarebbe troppo comodo. [Ridendo] Invece la natura lo costringerà ad accettare il corpo di un gatto o di un cane. La decisione non è sua, spetta alle autorità superiori.I diversi corpi sono dovuti alla vostra connessione pregressa con i diversi influssi della natura materiale. Altrimenti, perché esiste così tanta varietà? Una persona è diventata un corvo, un’altra un passero, un’altra ancora un cane o un gatto, una è diventata un albero oppure un filo d’erba. Nondimeno, la natura è così abile da combinare tutte queste situazioni miserabili in modo talmente esperto da farle sembrare bellissime.

*

Discepolo: Srila Prabhupada, Krishna affida alla natura materiale il compito di colpirci e di prenderci a calci affinché ci arrendiamo a Lui?

Srila Prabhupada: Sì, l’unico compito della natura materiale è colpirci e prenderci a calci. Noi però siamo così sciocchi che pensiamo: “Essere presi a calci è molto bello.” Questa è la nostra malattia – accettiamo i calci come se fossero molto piacevoli. Soffriamo sempre per tre tipi di disturbo: questi disturbi sono causati dal nostro corpo e dalla nostra mente, dagli altri esseri viventi e dagli esseri celesti per mezzo di condizioni atmosferiche ostili o carestie. Soffriamo sempre per qualche avversità, tuttavia continuiamo a pensare che questo mondo è molto bello e cerchiamo di migliorarlo. Questa è follia. I disturbi continueranno, quindi quale significato ha un loro miglioramento?

Per esempio, ora gli scienziati cercano di migliorare la produzione agricola. Ma quanto durerà il miglioramento? Se non ci sono le piogge, a cosa serviranno tutti i loro “miglioramenti”? Le piogge non dipendono da loro. “Sì,” dicono gli scienziati, “stiamo facendo dei progressi. In futuro si vivrà in eterno; nessuno morirà.” Questa è follia, illusione. Coloro che cercano di realizzare qualcosa d’impossibile sono degli sciocchi. La loro mentalità è come quella di un asino. Il padrone siede sulla groppa dell’asino e tiene sospeso un fascio d’erba davanti a lui. L’asino pensa: “La prenderò,” e continua a camminare.

“Basta che vada un po’ avanti’,” pensa, “e prenderò l’erba.” Non ha il cervello per rendersi conto che non prenderà mai l’erba, che lui si muove ma anche l’erba si muove. Così gli scienziati sono come l’asino. Non si rendono conto di quanto siano sciocchi i loro “miglioramenti”. Per esempio, abbiamo fabbricato molti aeroplani. Si pensava: “In due ore potremo viaggiare per molte centinaia di chilometri. Questo è molto bello.” Negli aeroplani però ci sono molti pericoli. Ora c’è il problema di proteggerci dagli incidenti. Allora in che cosa consiste il miglioramento? Il miglioramento è che ora possono morire duecento persone insieme in una sola volta. Questo è il miglioramento. Che civiltà orribile!

*

Membro a Vita: Qual è il vostro punto di vista sul controllo delle nascite per mezzo dell’uso dei contraccettivi?

Srila Prabhupada: Questa è l’attività più colpevole di tutte. Il controllo delle nascite deve essere realizzato limitando l’attività sessuale.

Membro a Vita: Questo è uno dei modi.

Srila Prabhupada: Questo è l’unico modo, tutti gli altri metodi sono fonte di peccato.

Membro a Vita: Le persone però commettono attività colpevoli ricorrendo all’uso dei contraccettivi e all’aborto. Che cosa accadrà loro?

Srila Prabhupada: Soffriranno. Coloro che uccidono i bambini nel grembo materno saranno uccisi a loro volta. Entreranno nel grembo di una madre e verranno uccisi. Saranno puniti, occhio per occhio, ma non lo sanno. Questi mascalzoni non hanno conoscenza delle leggi della natura.

Membro a Vita: Qual è la qualifica per essere idonei ad avere figli?

Srila Prabhupada: Marito e moglie non dovrebbero avere un figlio se non possono assumersi la piena responsabilità di salvarlo dal ciclo delle nascite e delle morti. Perciò il dovere dei genitori è quello di educare i loro figli in modo che la loro vita attuale sia l’ultima.
Le persone non conoscono questa scienza; sono tenute nell’oscurità. La loro cosiddetta educazione è inutile, perché non imparano qual è lo scopo della vita. In pratica, non c’è alcuna vera educazione. La cosiddetta educazione moderna ci insegna come mangiare bene, come dormire comodamente, come fare sesso e come difenderci bene, ma queste sono le stesse cose che fanno gli animali. Essi sanno come mangiare, come dormire, come fare sesso e come difendersi. Perciò l’intelligenza superiore degli esseri umani sta creando un’edizione di lusso di come mangiare, dormire, fare sesso e difendersi. La civiltà moderna è un’edizione di lusso della vita degli animali. Questo è tutto.

Membro a Vita: Molte persone insistono però nel dire che il progresso materiale della società odierna rende la vita degna di essere vissuta.

Srila Prabhupada: A cosa vi serviranno i vostri progressi materiali al momento della morte? Supponi di avere un bel conto in banca, una bella casa e dei buoni amici. In ogni momento la morte può arrivare e buttarti fuori. Che cosa puoi fare? Un giorno Dio verrà nella forma della morte e porterà via tutto quello che possiedi. Tutto finito. Ed Egli può farti diventare un cane. Ora abbaia. Come puoi evitare questo? Hai fatto pratica di come abbaiare nelle assemblee legislative. Ora diventi un cane e continui ad abbaiare – bau, bau, bau! Questo è ciò che accade.
La civiltà moderna nega Dio e tuttavia sta ancora cercando di mitigare le sofferenze della vita. Perciò nascita e morte sono le tue vere sofferenze. Questa è la conoscenza. Le persone non sono tuttavia assolutamente in grado di capire questo. S’impegnano stupidamente nella lotta per l’esistenza e sperano nella sopravvivenza dei migliori.

Membro a Vita: La teoria della sopravvivenza dei migliori può essere applicabile al nostro caso, perché che cosa significa migliore?

Srila Prabhupada: Migliore significa “che non deve prendere un altro corpo materiale”. Questo significa essere migliori, perché appena prendi un altro corpo materiale, devi soffrire. Le persone sono pazze, lavorano giorno e notte, ma agiscono contro il proprio interesse. Tu hai già un corpo che ti causa sofferenza e con il tuo karma e le attività interessate stai creando un nuovo corpo. E appena ottieni un altro corpo materiale, dovrai soffrire, sia che tu diventi un re o un cane.

*

Ospite: Puoi spiegare che cosa è la sottomissione?

Srila Prabhupada: Sottomissione? Sì, è semplice. Tutti devono essere sottoposti a qualcun altro. Tu non sei sottoposto a qualcuno?

Ospite: A livello materiale sì, ma spiritualmente non mi sento subordinato a nessuno.

Srila Prabhupada: Se comprendi il significato della vita spirituale, capirai che anche tu sei subordinato perché la tua natura è di essere subordinato. Che cosa intendi per spirituale e materiale?

Ospite: Bene, per esempio nel lavoro sono sottoposto al mio capo, ma per quanto riguarda il mio vero essere, quello spirituale, non mi sento sottoposto al mio capo né a nessun altro. In altre parole, non sento di dovermi inchinare davanti a nessuno, né che qualcun altro debba inchinarsi davanti a me.

Srila Prabhupada: Perché non vuoi inchinarti?

Ospite: Perché penso che non devo niente a nessuno, né che qualcuno mi debba qualcosa.

Srila Prabhupada: Ecco, è proprio questa la malattia materiale. Siamo obbligati ad inchinarci, tuttavia pensiamo di non doverlo fare. Questa è la malattia.

Ospite: Nessuno può costringermi ad inchinarmi.

Srila Prabhupada: Cerca di capire. Dici di non volerti inchinare — è giusto?

Ospite: Sì, fondamentalmente è vero.

Srila Prabhupada: Perché?

Ospite: Perché non mi sento inferiore a nessuno.

Srila Prabhupada: Questa è la malattia dell’esistenza materiale. Hai diagnosticato la tua malattia. Tutti pensano: “Voglio essere il padrone. Non voglio inchinarmi.” Tutti pensano così. Non sei il solo ad avere questa malattia; tutti hanno questa mentalità malata: “Perché devo inchinarmi? Perché devo essere sottoposto?” La natura però mi costringe ad essere sottoposto. Ora, perché le persone muoiono? Sai rispondere a questa domanda?

Ospite: Perché le persone muoiono?

Srila Prabhupada: Sì, nessuno vuole morire, eppure tutti muoiono. Perché?

Ospite: Sì, la morte è una realtà biologica.

Srila Prabhupada: Questo significa che la biologia è una forza! Tu sei sottoposto alla biologia. Allora perché dici di essere indipendente?

Ospite: Sì, sento di esserlo.

Srila Prabhupada: Ti sbagli. Questo è il punto. Tu sei sottoposto alla biologia e devi inchinarti. Quando viene la morte non puoi dire: “Oh, io non ti obbedisco.” Perciò tu non sei indipendente.

Ospite: Sì, io sono subordinato a Dio.

Srila Prabhupada: No, per ora lascia da parte Dio. Dio è molto lontano. Ora stiamo parlando della natura materiale. Cerca di capire che sebbene tu non voglia morire, sei costretto a morire perché non sei indipendente.

Ospite: Oh, sì, questo va bene.

Srila Prabhupada: Allora puoi comprendere la tua posizione di essere subordinato. Non puoi affermare: “Sono libero; sono indipendente.” Se pensi di non voler essere subordinato, di non doverti inchinare, allora sei malato.

Ospite: Va bene. Ma a chi o a che cosa dovrei inchinarmi?

Srila Prabhupada: Prima di tutto cerca di capire bene qual è la tua malattia. Poi ti prescriveremo la medicina. T’inchini alla morte, t’inchini alla malattia, t’inchini alla vecchiaia — t’inchini davanti a moltissime cose. Sei costretto ad inchinarti, tuttavia pensi ancora: “Non posso inchinarmi; non mi piace inchinarmi.” Però devi inchinarti. Perché dimentichi la tua posizione? Questa dimenticanza è la tua malattia. Il passo successivo è capire che poiché sei costretto ad inchinarti, devi trovare il modo di essere felice anche inchinandoti. 

*

Discepolo: Srila Prabhupada, specialmente nei Paesi occidentali alle persone non piace pensare di essere sotto il controllo di qualcuno.

Srila Prabhupada: Perciò sono dei mascalzoni. Pensano di essere indipendenti, che non moriranno, ma appena maya [l’energia materiale] li prende a calci in faccia, devono morire. Immediatamente. Uno può protestare: “Ho ancora degli affari da sbrigare!” Ma maya dice: “No, no, signore, devi morire immediatamente.” Ed egli pensa di non essere controllato. Che sciocchezza!

Perciò la vera conoscenza consiste nel comprendere: “Nonostante il cosiddetto sviluppo della mia civiltà, sono sotto controllo.” Questo è l’inizio della conoscenza.