
Per loro



Quando ho voluto piantare un albero di fronte alla facciata di casa, che crescendo mi avrebbe protetta da tutto, ho scelto una Parrotia Persica. Da tempo ammiravo questa creatura presente in alcuni giardini e di cui raccoglievo le foglie mettendole a seccare tra le pagine dei libri. E’ originaria dei monti Elburz, tra l’Iran settentrionale e l’Azerbaigian, e si tinge di rosso corallo proprio in questa stagione. Così, l’abbiamo messa a dimora lo scorso inverno mentre dormiva. Ha continuato a riposare fino a che ho cominciato a vederle spuntare le promettenti gemme che in poco tempo hanno generato una chioma verdissima e imponente. Non passa giorno in cui non la guardi con un senso di magnificenza, di eternità, di gratitudine; è lei che volevo, e a lei consegno le chiavi di casa affinché si stagli davanti al portone e nessuno lo varchi. Giunto il mio adorato Autunno, questa magnifica Parrotia mi ha regalato i suoi colori partendo dall’alto. E’ come se stesse sorridendo al sole di questa stagione, e stesse salutando per poi rifugiarsi nel suo meritato riposo. Mi lascia le sue foglie che continuo a raccogliere con devozione. E di anno in anno, accompagnerà le mie giornate divenendo sempre più forte e grande.

Anche l’albero del caco è bellissimo, in questa stagione. Ho raccolto molte foglie rosse e ho arricchito di ghirlande la casa.


… e comunque sono invasa da gnomi. Sono dispettosissimi, ma si fanno amare.



Toh, un gatto!

e pure un coniglio..

Un’esplosione di colore e bellezza nel giardino di settembre. E molte api e farfalle, ancora, in queste giornate di sole. Li adoro…




Passeggiando nel bosco, prima che le nuove foglie spuntino sugli alberi, si percepisce un certo senso di attesa. L’inverno sta ultimando il proprio ciclo, piano piano, e le nuove vite sono pronte anche quest’anno. Ma, ecco, vi sono già le prime esplosioni di colori. Timidi, sommersi dalle foglie secche, questi fiori cercano di farsi notare con i loro gialli, i viola, unendosi a gruppi per attirare i nostri sguardi, esplodendo nel giro di poche ore. Che altro aggiungere….. la natura è di una tale bellezza, di una tale onestà, da offrirsi gratuitamente per te che hai piacere di incantarti.
Una nota di ringraziamento, loro lo sanno, va ai miei amici cinghiali, che grufolando e girando il terreno, lo fanno respirare e svolgono un’azione importante nella diffusione delle semenze. Non ho mai visto così tante primule, come quest’anno, nei luoghi del loro passaggio, dove ho lasciato loro molta frutta per aiutarli durante l’inverno. E miele. E’ stato il loro modo per salutarmi.











Così, da sempre.
Semplicemente adorabili.





Penso che, quando una specie viene data per estinta in alcune regioni, ci si dovrebbe fortemente dispiacere e ci si dovrebbe impegnare perché essa riappaia e torni a riprendere il proprio posto assegnatole a pieno titolo da sempre. E penso che, quando questo avviene, si debba avvertire un senso di giustizia e di compimento, di ritorno ad un equilibrio antico. In un mondo equo e onesto, in cui ciascuno di noi si percepisse in armonia con ogni altro essere vivente, ci si fermerebbe per salutare con riconoscenza il ritorno del lupo. Spiazzando i molti studi che lo davano ormai per inesistente in Italia e altrove, la sua fierezza e la sua forza si sono imposte per permettergli di rientrare nel gioco eterno dell’equilibrio naturale.
Non sta bene a chiunque, questo: ai cacciatori, perché desiderano essere gli unici a uccidere prede in abbondanza sentendosi essi stessi dei poderosi lupi; agli agricoltori, che pretendono di cambiare l’habitat boschivo generato in ere in campi di monoculture distruttive di ogni equilibrio; agli allevatori, che concepiscono ogni creatura che respira unicamente come puro reddito.
Che sia, allora, ‘strettamente protetto’ e non solo ‘protetto’ come si vorrebbe ora proporre con un abbassamento della soglia di tutela. Il fatto è che ogni diminuzione del livello di guardia e di protezione, introdotto con la scusa di poter intervenire su eventuali contenimenti di popolazione (uccidendo, poiché l’uomo non conosce altre parole), è in realtà un regalo alle lobby delle armi, della caccia e della zootecnia a cui appartengono soggetti privi di scrupoli, di empatia, di coscienza e conoscenza. Partirebbe lo sport del massacro ai lupi, una campagna di paura nei confronti di una creatura meravigliosa, venerata da civiltà molto più raffinate della nostra sin dai tempi più antichi.
Ad un cacciatore, di quelli che amano farsi fotografare seduti su una preda uccisa con armi sofisticate, che intendeva deridermi perché, a suo dire, noi difensori degli animali saremmo in pochi, ho risposto che è quello che crede lui che sa contare solo fino a dieci. Ognuno di noi, invece, si centuplica esponenzialmente con i messaggi che lascia e che, come semi, germogliano in milioni di coscienze. Noi non siamo in pochi, ma siamo infiniti.

dei mesi di Ottobre – Novembre – Dicembre 2023 e Gennaio – Febbraio – Marzo – Aprile 2024.


Per i mesi di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre.