Abbiamo voluto fortemente che a Fairy House ci fossero delle arnie; la varietà di piante e di essenze qui è tale, infatti, da rappresentare un meraviglioso habitat per le api. Così, scelte le casette e tutti i componenti di cui nemmeno sapevo dell’esistenza, acquistati nuclei di api con api regine di diversa provenienza che, come ho scoperto, determinano miele di diversa qualità , abbiamo chiesto loro, semplicemente, di fare ciò che sapevano di dover fare. Senza fretta, senza sfruttamento alcuno, senza aspettarci nulla più del minimo che avremmo comunque considerato una benedizione, per noi e per loro stesse. Le ho osservate crescere le loro covate e lavorare instancabili fino a che, dopo solo un mese, i telai erano così zeppi di miele da esplodere. Pare, infatti, che nonostante la siccità questo sia un anno buono per la produzione, dopo che alcune annate precedenti lo erano state meno, e noi non ci aspettavamo di sicuro questo successo sin dai primi tempi. Il giorno della raccolta del miele, abbiamo lavorato insieme all’apicoltore che ci segue e che estrae materialmente i telai con l’ausilio dell’affumicatore che allontana le api momentaneamente. Lui passava a noi i telai, e noi ne raccoglievamo il contenuto in un grande bidone apposito. Non appena si aprono le celle, esagoni perfetti, il miele gronda a non finire. Non immaginavo che in un solo mese la produzione fosse così elevata! Abbiamo avuto l’accortezza di lasciare del miele sui singoli telai, che occorrerà per nutrire i nuovi piccoli, e ho raccolto personalmente tutte le giovani api cadute per rimetterle dove era il loro posto. Sapendo quale era la mia intenzione, nessun adulto mi ha mai punto, e non avevo alcuna protezione 😊
Abbiamo anche recuperato un alveare di api selvatiche che ronzava all’interno di una canna fumaria di una vecchia casa abbandonata. La quantità di miele che avevano prodotto era stupefacente, e abbiamo posizionato il nucleo in una nuova arnia tutta per loro.
Mi piace pensare di fare la mia parte nella salvaguardia degli insetti impollinatori, così importanti per l’eco sistema stravolto dall’uso di veleni ovunque. Si stima che le circa 50.000 api che costituiscono ogni singolo alveare, si posino su 10 milioni di fiori. Anche su un balcone di città , però, o in un pezzettino di terreno qualsiasi, si può creare una zona-rifugio per loro coltivando fiori nettariferi, frutti e piante aromatiche: basilico, pomodori, rosmarino, fragole, meloni, e altro, da cui bandire ogni pesticida. Questa zona offrirà loro un habitat sicuro e un nutrimento secondo i loro bisogni. Gesti come questo, riconnettono alla natura e al suo fluire, secondo un ordine cosmico elevato e da rispettare ad ogni costo, facendoci sentire costruttori di santuari.
E così siamo a quota sei. Dopo aver trovato Mia in una soffitta, e dopo aver salvato anche Maya e Maggie, avevo già fissato l’appuntamento dal veterinario per la sterilizzazione delle ultime due, quando abbiamo appurato che entrambe aspettavano i cuccioli. Il veterinario ci ha tenuto a chiedere più volte se eravamo intenzionati a farli nascere, ed io mi sono stupita anche solo della domanda. Purtroppo Maggie ha perso i cuccioli, mentre Maya ha dato alla luce tre bimbetti. Mi hanno chiesto di darli ad un’associazione, ma non se ne parla nemmeno, tutta questa faciloneria nel non far nascere e nel dare via non è parte della mia concezione della vita di nessuno.
Ed ecco le meraviglie ad un mese esatto di vita, i cui nomi sono stati scelti infrangendo la regola delle EMME. I braccialetti portafortuna, ovviamente, non sono stati lasciati addosso alle creaturine.
Abbiamo dunque: NAMIR, nome arabo che significa TIGRE.
Questo è SADHU, nome sanscrito che significa BUONO
E, infine, questa è FAITH (FEDE, ma anche Fatina per gli amici)
Così, guardandoli crescere di giorno in giorno, vedendoli giocare e dormire, è ancora più evidente come la bellezza della loro vita chiedesse di potersi esprimere, e così è. Li amo da morire, soprattutto quando cercano i miei occhi come a leggermi dentro, e non saranno gli ultimi.
Il 20 gennaio il Parlamento europeo si è espresso sulle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta (ANIT) istituita nel 2020 e chiamata a esaminare l’applicazione delle norme previste per il trasporto di animali vivi. Si è trattata della prima Commissione in assoluto istituita per approfondire la questione del benessere degli animali; purtroppo, l’occasione di ottenere dei miglioramenti è andata perduta per i noti interessi industriali che si celano dietro i parlamentari votanti. Di fatto, la crudeltà nella UE è del tutto legale e accettabile.
 Infatti:
■Non sono stati proibiti i trasporti degli animali non ancora svezzati
■Non sono stati proibiti i trasporti delle femmine gravide
■Non sono stati proibiti i viaggi più lunghi di 8 ore
■Non sono state proibite le esportazioni di animali vivi in paesi extra europei
La Commissione europea intende tuttavia procedere ad una revisione completa delle leggi in materia di allevamento, trasporto e macellazione degli animali attraverso un’analisi delle problematiche che verranno approfondite per tutto il 2021 e 2022 e che porterà alla formulazione di nuove normative.
Abbiamo partecipato all’importante consultazione pubblica sulla revisione della normativa UE in tema di allevamenti, trasporto e macellazione la cui scadenza era il 21 gennaio. Mi sento sempre onorata di poter fare qualcosa insieme a tutta la mia famiglia. Pur trattandosi di un’occasione fondamentale, a cui moltissimi cittadini europei hanno partecipato, c’era però da stupirsi di determinate domande che venivano poste nel formulario.
‘ Pensa che il trasporto di femmine gravide sia da confermare o da vietare?’
‘Ritiene che il trasporto di vitelli NON ANCORA SVEZZATI sia da confermare o da vietare?’
Abbiamo risposto a tutte le domande, naturalmente, chiedendoci però se sia più cretino chi legiferi senza compassione o chi ponga certe domande con l’intento di effettuare una revisione. Certi orrori non dovrebbero esistere e basta, qualunque interesse industriale vi si celi dietro.
Una casistica tra tutte: il trasporto su strada degli agnelli dall’Est Europa all’Italia in occasione delle festività pasquali e natalizie; spesso questi cuccioli non sono ancora svezzati, si feriscono gravemente durante il viaggio e arrivano al macello dopo lunghe ore senza acqua e cibo. E la situazione è inaccettabile anche per gli ovini e i bovini che viaggiano al di là dei confini europei, verso Medio Oriente e Nord Africa.
Abbiamo richiesto telecamere nei macelli, formazione per tutti gli operatori, ampliamento di normative stringenti anche ad una serie di altre specie animali.
Vedremo cosa accadrà e quanto si avrà desiderio di intervenire per proteggere gli animali allevati a scopo alimentare, gli ultimi tra gli ultimi.
Tempo di nebbie e d’ubertà matura, Dell’almo sole amico prediletto; Tu che, seco, la vite ti dai cura Di far felice d’uve, intorno al tetto, E di pomi i muscosi alberi adorni, Gonfi la zucca, e alle nocciuòle un sapido Gheriglio infondi, e i frutti empi di nettare, E ancor fai gemme, ultimi fior per l’api, Ond’esse credon che coi caldi giorni Sopra la terra Estate ognor soggiorni, Per cui trabocca ogni umida celletta:
Chi non ti ha visto tra le tue ricchezze? Talor chi cerca scopre te: sei colco Su un’aia, pigro, ventilanti brezze Fra i tuoi crini asolando; o presso un solco Mezzo-mietuto, mentre il tuo falcetto Lascia di tagliar l’erba e i fiori attorti, T’infondono i papaveri il sopore; O, attraversando un rivo, il capo eretto, Come spigolatrice, a volte porti; O, ad un torchio di sidro, gli occhi assorti Tu fissi al gemitio per ore ed ore.
Dove son, dove i cantici di Maggio? Non pensarvi, hai tu pur tua melodia: Quando, affocando il dì che muor, d’un raggio Roseo le stoppie opaca nube stria, Un coro di zanzare si querela Tra i salci fluviali, in basso o in suso Spinte, secondo il vento cada o aneli, E dai borri gli agnelli adulti belano, Cantano i grilli, ed un gorgheggio effuso Fa il pettirosso da un giardino chiuso, Rondini a stormi stridono pei cieli.
La cosa più sorprendente, un vero miracolo, è l’imprinting. Mia ha iniziato a vedere il mio viso non appena ha cominciato a distinguere qualcosa, e per lei dovevo essere senz’ombra di dubbi la sua mamma. Da me trovava nutrimento, da me il calore, con me dormiva, con me giocava. Dunque, non c’erano dubbi su chi fossi. Ha da subito memorizzato la mia voce, e se in una stanza mi sente parlare, il suo capino sigira solo verso di me. La osservo moltissimo e ho notato che i suoi occhietti cercano i miei. Se giro il volto da un’altra parte, lei viene a cercare il mio sguardo. E’ commovente. Le canto delle ninne nanne e si tranquillizza all’istante, ed è come avere un bambino che sta in una sola mano.
Ora Mia sta crescendo e ha compiuto un mese. Ho cominciato a farle assaggiare una prima pappa che succhia avidamente come farebbe col biberon, non sapendo ancora mangiare pienamente. Da un giorno all’altro le sono spuntati i dentini minuscoli, da ungiorno all’altro ha cominciato a camminare e poi a correre goffamente. Spesso mi sembra che rida, ed io rido con lei. Le ho già raccontato di me, l’ho portata a fare visita a Minnie e a Missy nel piccolo luogo della loro sepoltura, le ho spiegato che loro sono state grandi amiche. Crescerò Mia in casa per tutto l’inverno. Poi, in primavera, giocherà fuori e comincerà per lei una nuova avventura tra prati, boschi e altri animali con cui accompagnarsi e da cui apprendere le malizie della vita. Benvenuta Mia, cuore di mamma!
Non solo non ci sarà alcuna recinzione, ma per molte sere mi sono recata ad osservare quei magnifici animali, vedendo branchi di cinghiali, famiglie intere di caprioli, cervi dai palchi imponenti, tassi, volpi. E’ magnifico vederli avvicinare agli alberi carichi di frutta dai quali si sono già abbondantemente serviti uccellini e insettini vari. Loro raccolgono ciò che è caduto, ma io raccolgo direttamente dai rami e lancio sui prati apposta per loro. Quegli alberi hanno dato così tanta frutta estiva da essercene per tutte le creature, ed anzi io vengo dopo di loro. Le talpe vivranno facendo ciò per cui sono nate, i calabroni anche. Nessuna creatura verrà toccata ma verrà accolta e nutrita. Nessun filo d’erba dovrà più temere una sola goccia di diserbante. L’erba tagliata verrà raccolta e fatta asciugare in un fienile per nutrire gli animali in inverno, quando il bosco offrirà poco, e costruiremo un’area in cui depositarlo per loro insieme a frutta e semi. Passerò ore a guardarli e farò in modo che mi riconoscano. Li fotograferò. Li disegnerò. Li amerò.
Ogni lunazione mensile ha inoltre un significato preciso.
Quella di Agosto è la Luna del Grano: si raccolgono i frutti della terra e si prepara il terreno al prossimo inverno, così come il nostro organismo si prepara alla stagione fredda.
Settembre, Luna del Raccolto: si allontanano le ombre della notte e si fa incetta di luce interiore.
Ottobre, Luna Rossa: i rami di foglie assumono tale colore, la linfa rallenta e si va incontro al sonno invernale. L’organismo deve essere predisposto per l’inverno assumendo sali minerali e sostanze energetiche.
Novembre, Luna della Neve: i lavori si svolgono al chiuso e nel silenzio. La campagna si ferma nel proprio letargo.
Dicembre, Luna Fredda: simboleggia l’arrivo del nuovo anno attraverso il simbolo della quercia che ha profonde radici nell’oscurità dell’anno trascorso e una chioma che si eleva nel cielo nuovo.
Gennaio, Luna del Lupo: purifica e rinnova, spazza via il passato e prepara al risveglio. Si attende il Sole per ricominciare.
Febbraio, Luna di Ghiaccio: l’inverno è quasi alle spalle e si ha fame di nuoviraccolti. E’ il passaggio dal sonno al completo risveglio primaverile, chiude e riapre un ciclo.
Marzo, Luna della Tempesta: la vita si rinnova, la luce riappare, la linfa torna a fluire nella vegetazione. Molti alberi cominciano a fiorire.
Aprile, Luna dei Nuovi Inizi: tutto si rinnova e così anche l’organismo umanoche si ricarica energeticamente.
Maggio, Luna della Lepre: nascono creature domestiche e selvatiche. E’ la Luna dell’abbondanza, della fecondità e del latte materno, dei profumi, dei fiori. Tutto viene seminato e l’organismo umano si libera dagli stati depressivi.
Giugno, Luna dell’Idromele: la natura rigogliosa è al culmine del suo splendore. E’ tempo di sacralità .
Luglio, Luna del Fieno: si raccoglie e si conserva per i tempi a venire. Si fanno essiccare le erbe officinali.
Domani, giorno di Luna Piena, è dunque possibile esporre i nostri oggetti più cari ai suoi raggi e allunare l’acqua da bere. Tutto andrà esattamente per il verso che abbiamo desiderato.