Dialoghi: sul vivere

Ospite: La forma più pura di vita è quella vissuta secondo natura, non contro natura come sembra che stiamo facendo nei nostri centri urbani.

Srila Prabhupada: Oh, sì. Vera vita significa che devi minimizzare le attività fisiche in modo da risparmiare tempo per dedicarti alla comprensione spirituale. Questa è la vera vita. E la civiltà attuale, fondata sul concetto di vita basato sul corpo, è a livello animale. Non è una vita civile. La vita civile ha inizio quando una persona è così avanzata da porsi domande sull’anima spirituale, ma quando queste domande non ci sono, quando le persone non sono in grado di chiedersi che cosa è l’anima spirituale, sono come cani e gatti.

Ospite: Sì.

Srila Prabhupada: Questa è la loro filosofia da mascalzoni. Praticando senza freni il piacere dei sensi, si scende gradualmente verso livelli di vita animale. Una persona che pratica l’aborto, uccidendo il bambino nel grembo, nella prossima vita sarà messa in un grembo e qualcuno la ucciderà. Per quanti bambini ha ucciso, dovrà accettare altrettante vite ed essere uccisa. Così per centinaia di anni le sarà impossibile vedere la luce del giorno. Rimarrà nel grembo e sarà uccisa. La gente non conosce le leggi della natura. Non si possono violare le leggi della natura e neppure quelle dello Stato. Supponi di uccidere qualcuno — puoi cavartela con l’inganno, ma non puoi sfuggire alle leggi della natura. Per quante volte hai ucciso, per altrettante devi essere ucciso in un ventre. Questa è una legge di natura.

Ospite: Solo la settimana scorsa parlavo con un’infermiera che lavora in un reparto dove si pratica l’aborto in uno dei principali ospedali di Londra. È terribile. Alcuni feti sono in uno stadio così avanzato di sviluppo che chiaramente avrebbero un’alta probabilità di vita.

Srila Prabhupada: Non vi è dubbio. La vita comincia fin dall’inizio del rapporto sessuale. L’essere vivente è molto piccolo. Per legge di natura, secondo il suo karma, è stato mandato nel seme di suo padre e immesso nel grembo della madre. Le cellule dello sperma paterno e dell’ovulo materno si emulsionano e formano un corpo che è come un pisello. Poi, gradualmente questa forma si sviluppa. Nel primo stadio si manifestano nove aperture — per gli orecchi, per gli occhi, per le narici, per la bocca, per i genitali e per il retto. Poi gradualmente si sviluppano i sensi e in sei mesi e mezzo tutto è completo e la coscienza dell’essere vivente ritorna. Prima della formazione del corpo, l’essere vivente rimane privo di coscienza, come anestetizzato. Poi sogna e infine gradualmente ritorna alla coscienza. In quel momento diventa molto riluttante ad uscire, ma la natura gli dà una spinta e così esce. Questo è il procedimento della nascita. Ma la difficoltà è che parliamo di cose spirituali. Perciò, per i materialisti rozzi, talvolta è difficile capire. Sono così ottusi che non possono capire.

*

Srila Prabhupada: La gente compie ogni genere di azioni proibite. Perché? Qual è lo scopo?  L’unico scopo è la gratificazione dei sensi. Il mascalzone non pensa: “Faccio tante attività colpevoli per gratificarmi i sensi, di conseguenza dovrò accettare un corpo di infimo livello.” Questo non lo sa. Ha già ottenuto un corpo di natura inferiore, perciò sta soffrendo. Con le sue azioni presenti si garantisce un corpo ancora più scadente, quindi maggiori sofferenze. Nondimeno, è pronto a tutto per gratificarsi i sensi.

Non va bene! Questo genere di attività ha già coperto la tua anima con un corpo miserabile.” “Ebbene, questo corpo è temporaneo. Non voglio preoccuparmene.” “Allora prendi un altro corpo, mascalzone. Questo corpo è temporaneo, ma ne dovrai prendere un altro ancora più abominevole, quindi perché fai tante sciocchezze? Sì, questo corpo è temporaneo, ma perché non capisci che è sempre soggetto alle condizioni miserabili del mondo materiale? Sappi che il tuo corpo è miserabile e così sarà qualsiasi corpo prenderai. Perché continui a passare da un corpo all’altro? Smettila di fare sciocchezze.”

La gente non sa che ogni corpo materiale è miserabile. Per esempio, hanno costruito questo edificio con tutte le comodità, ma basterebbe un freddo glaciale solo per qualche ora e perfino in questo edificio tanti morirebbero. Non è così? C’è sofferenza in qualunque situazione materiale. Quanta sofferenza solo per godere le comodità di questo grande edificio. “Io non soffro, signore,” dice il proprietario. “Gli operai soffrono.” “Ma tu devi procurarti il denaro per pagarli. Quanta pena per procurarti il denaro necessario a pagare gli operai!”

La gente è affascinata dai soldi e non vede che l’intera faccenda è miserabile. A volte gli operai muoiono cadendo da un grattacielo in costruzione, non è vero? Ho sentito dire che a New York molti edifici non sono abitati. Un’altra miseria. Anche il proprietario dell’immobile soffre. “Ho speso così tanti soldi e non c’è neanche un inquilino.” Negli ultimi sei o sette anni il palazzo più alto di Londra è rimasto sfitto.
La miseria del proprietario consiste nel fatto che se avesse degli inquilini sarebbe ancora più miserabile. Non è vero? E’ vero, resta senza inquilini perché altrimenti dovrebbe pagare moltissime tasse e diventerebbe ancora più miserabile. In breve, costruire il palazzo è stato un problema e adesso è un problema tenerlo. Alla ricerca del piacere, hanno inventato una serie interminabile di situazioni, una dopo l’altra, ma non possono goderne, anzi, ne godono per qualche minuto, poi dicono: “Basta, andiamocene.”

Discepolo: A volte qualcuno chiede: “Chi mi garantisce che posso realmente diventare un uccello o un cane?”

Srila Prabhupada: Da dove vengono tutti questi uccelli e questi cani? Che risponda a questa domanda. Da dove vengono tutti questi uccelli e questi cani?

Discepolo: Beh, la maggior parte della gente dice che vengono da altri uccelli e da altri cani.

Srila Prabhupada: Possono anche pensarlo, ma non conoscono le leggi della natura. La natura fornisce questi corpi e si è costretti ad accettarli a causa delle proprie azioni passate. E’ come prendere un appartamento – o lo si accetta o lo accetta qualcun’altro. Questo corpo è un appartamento. La natura lo fornisce e noi dobbiamo accettarlo. Siamo tutti esseri spirituali e sotto la direzione della natura cambiamo corpi materiali. Le mie azioni passate mi obbligano ad accettare un certo corpo e le azioni passate di un altro lo obbligano ad accettare un corpo diverso. E’ illogico? Nella prossima vita qualcuno può dover accettare il mio corpo e io il suo.
E’ un semplice scambio di appartamenti. Posso trasferirmi in un certo appartamento e qualcuno andare in un altro appartamento. In ogni caso, la natura ci offre molti appartamenti diversi. Posso obiettare: “No, no, non accetterò di andare in quell’appartamento.” Ma la natura replicherà: “No, no. La decisione non spetta più a lei, signore. Quanti ‘soldi’ [buon karma] ha accumulato per pagare il suo alloggio?” “Non ho soldi.” “Va bene. Allora vada in questo appartamento.” E io devo accettarlo. Non siamo noi a decidere.
Il mascalzone crede che una volta ottenuto il corpo umano non sarà degradato di nuovo ad animale. Sarebbe troppo comodo. [Ridendo] Invece la natura lo costringerà ad accettare il corpo di un gatto o di un cane. La decisione non è sua, spetta alle autorità superiori.I diversi corpi sono dovuti alla vostra connessione pregressa con i diversi influssi della natura materiale. Altrimenti, perché esiste così tanta varietà? Una persona è diventata un corvo, un’altra un passero, un’altra ancora un cane o un gatto, una è diventata un albero oppure un filo d’erba. Nondimeno, la natura è così abile da combinare tutte queste situazioni miserabili in modo talmente esperto da farle sembrare bellissime.

*

Discepolo: Srila Prabhupada, Krishna affida alla natura materiale il compito di colpirci e di prenderci a calci affinché ci arrendiamo a Lui?

Srila Prabhupada: Sì, l’unico compito della natura materiale è colpirci e prenderci a calci. Noi però siamo così sciocchi che pensiamo: “Essere presi a calci è molto bello.” Questa è la nostra malattia – accettiamo i calci come se fossero molto piacevoli. Soffriamo sempre per tre tipi di disturbo: questi disturbi sono causati dal nostro corpo e dalla nostra mente, dagli altri esseri viventi e dagli esseri celesti per mezzo di condizioni atmosferiche ostili o carestie. Soffriamo sempre per qualche avversità, tuttavia continuiamo a pensare che questo mondo è molto bello e cerchiamo di migliorarlo. Questa è follia. I disturbi continueranno, quindi quale significato ha un loro miglioramento?

Per esempio, ora gli scienziati cercano di migliorare la produzione agricola. Ma quanto durerà il miglioramento? Se non ci sono le piogge, a cosa serviranno tutti i loro “miglioramenti”? Le piogge non dipendono da loro. “Sì,” dicono gli scienziati, “stiamo facendo dei progressi. In futuro si vivrà in eterno; nessuno morirà.” Questa è follia, illusione. Coloro che cercano di realizzare qualcosa d’impossibile sono degli sciocchi. La loro mentalità è come quella di un asino. Il padrone siede sulla groppa dell’asino e tiene sospeso un fascio d’erba davanti a lui. L’asino pensa: “La prenderò,” e continua a camminare.

“Basta che vada un po’ avanti’,” pensa, “e prenderò l’erba.” Non ha il cervello per rendersi conto che non prenderà mai l’erba, che lui si muove ma anche l’erba si muove. Così gli scienziati sono come l’asino. Non si rendono conto di quanto siano sciocchi i loro “miglioramenti”. Per esempio, abbiamo fabbricato molti aeroplani. Si pensava: “In due ore potremo viaggiare per molte centinaia di chilometri. Questo è molto bello.” Negli aeroplani però ci sono molti pericoli. Ora c’è il problema di proteggerci dagli incidenti. Allora in che cosa consiste il miglioramento? Il miglioramento è che ora possono morire duecento persone insieme in una sola volta. Questo è il miglioramento. Che civiltà orribile!

*

Membro a Vita: Qual è il vostro punto di vista sul controllo delle nascite per mezzo dell’uso dei contraccettivi?

Srila Prabhupada: Questa è l’attività più colpevole di tutte. Il controllo delle nascite deve essere realizzato limitando l’attività sessuale.

Membro a Vita: Questo è uno dei modi.

Srila Prabhupada: Questo è l’unico modo, tutti gli altri metodi sono fonte di peccato.

Membro a Vita: Le persone però commettono attività colpevoli ricorrendo all’uso dei contraccettivi e all’aborto. Che cosa accadrà loro?

Srila Prabhupada: Soffriranno. Coloro che uccidono i bambini nel grembo materno saranno uccisi a loro volta. Entreranno nel grembo di una madre e verranno uccisi. Saranno puniti, occhio per occhio, ma non lo sanno. Questi mascalzoni non hanno conoscenza delle leggi della natura.

Membro a Vita: Qual è la qualifica per essere idonei ad avere figli?

Srila Prabhupada: Marito e moglie non dovrebbero avere un figlio se non possono assumersi la piena responsabilità di salvarlo dal ciclo delle nascite e delle morti. Perciò il dovere dei genitori è quello di educare i loro figli in modo che la loro vita attuale sia l’ultima.
Le persone non conoscono questa scienza; sono tenute nell’oscurità. La loro cosiddetta educazione è inutile, perché non imparano qual è lo scopo della vita. In pratica, non c’è alcuna vera educazione. La cosiddetta educazione moderna ci insegna come mangiare bene, come dormire comodamente, come fare sesso e come difenderci bene, ma queste sono le stesse cose che fanno gli animali. Essi sanno come mangiare, come dormire, come fare sesso e come difendersi. Perciò l’intelligenza superiore degli esseri umani sta creando un’edizione di lusso di come mangiare, dormire, fare sesso e difendersi. La civiltà moderna è un’edizione di lusso della vita degli animali. Questo è tutto.

Membro a Vita: Molte persone insistono però nel dire che il progresso materiale della società odierna rende la vita degna di essere vissuta.

Srila Prabhupada: A cosa vi serviranno i vostri progressi materiali al momento della morte? Supponi di avere un bel conto in banca, una bella casa e dei buoni amici. In ogni momento la morte può arrivare e buttarti fuori. Che cosa puoi fare? Un giorno Dio verrà nella forma della morte e porterà via tutto quello che possiedi. Tutto finito. Ed Egli può farti diventare un cane. Ora abbaia. Come puoi evitare questo? Hai fatto pratica di come abbaiare nelle assemblee legislative. Ora diventi un cane e continui ad abbaiare – bau, bau, bau! Questo è ciò che accade.
La civiltà moderna nega Dio e tuttavia sta ancora cercando di mitigare le sofferenze della vita. Perciò nascita e morte sono le tue vere sofferenze. Questa è la conoscenza. Le persone non sono tuttavia assolutamente in grado di capire questo. S’impegnano stupidamente nella lotta per l’esistenza e sperano nella sopravvivenza dei migliori.

Membro a Vita: La teoria della sopravvivenza dei migliori può essere applicabile al nostro caso, perché che cosa significa migliore?

Srila Prabhupada: Migliore significa “che non deve prendere un altro corpo materiale”. Questo significa essere migliori, perché appena prendi un altro corpo materiale, devi soffrire. Le persone sono pazze, lavorano giorno e notte, ma agiscono contro il proprio interesse. Tu hai già un corpo che ti causa sofferenza e con il tuo karma e le attività interessate stai creando un nuovo corpo. E appena ottieni un altro corpo materiale, dovrai soffrire, sia che tu diventi un re o un cane.

*

Ospite: Puoi spiegare che cosa è la sottomissione?

Srila Prabhupada: Sottomissione? Sì, è semplice. Tutti devono essere sottoposti a qualcun altro. Tu non sei sottoposto a qualcuno?

Ospite: A livello materiale sì, ma spiritualmente non mi sento subordinato a nessuno.

Srila Prabhupada: Se comprendi il significato della vita spirituale, capirai che anche tu sei subordinato perché la tua natura è di essere subordinato. Che cosa intendi per spirituale e materiale?

Ospite: Bene, per esempio nel lavoro sono sottoposto al mio capo, ma per quanto riguarda il mio vero essere, quello spirituale, non mi sento sottoposto al mio capo né a nessun altro. In altre parole, non sento di dovermi inchinare davanti a nessuno, né che qualcun altro debba inchinarsi davanti a me.

Srila Prabhupada: Perché non vuoi inchinarti?

Ospite: Perché penso che non devo niente a nessuno, né che qualcuno mi debba qualcosa.

Srila Prabhupada: Ecco, è proprio questa la malattia materiale. Siamo obbligati ad inchinarci, tuttavia pensiamo di non doverlo fare. Questa è la malattia.

Ospite: Nessuno può costringermi ad inchinarmi.

Srila Prabhupada: Cerca di capire. Dici di non volerti inchinare — è giusto?

Ospite: Sì, fondamentalmente è vero.

Srila Prabhupada: Perché?

Ospite: Perché non mi sento inferiore a nessuno.

Srila Prabhupada: Questa è la malattia dell’esistenza materiale. Hai diagnosticato la tua malattia. Tutti pensano: “Voglio essere il padrone. Non voglio inchinarmi.” Tutti pensano così. Non sei il solo ad avere questa malattia; tutti hanno questa mentalità malata: “Perché devo inchinarmi? Perché devo essere sottoposto?” La natura però mi costringe ad essere sottoposto. Ora, perché le persone muoiono? Sai rispondere a questa domanda?

Ospite: Perché le persone muoiono?

Srila Prabhupada: Sì, nessuno vuole morire, eppure tutti muoiono. Perché?

Ospite: Sì, la morte è una realtà biologica.

Srila Prabhupada: Questo significa che la biologia è una forza! Tu sei sottoposto alla biologia. Allora perché dici di essere indipendente?

Ospite: Sì, sento di esserlo.

Srila Prabhupada: Ti sbagli. Questo è il punto. Tu sei sottoposto alla biologia e devi inchinarti. Quando viene la morte non puoi dire: “Oh, io non ti obbedisco.” Perciò tu non sei indipendente.

Ospite: Sì, io sono subordinato a Dio.

Srila Prabhupada: No, per ora lascia da parte Dio. Dio è molto lontano. Ora stiamo parlando della natura materiale. Cerca di capire che sebbene tu non voglia morire, sei costretto a morire perché non sei indipendente.

Ospite: Oh, sì, questo va bene.

Srila Prabhupada: Allora puoi comprendere la tua posizione di essere subordinato. Non puoi affermare: “Sono libero; sono indipendente.” Se pensi di non voler essere subordinato, di non doverti inchinare, allora sei malato.

Ospite: Va bene. Ma a chi o a che cosa dovrei inchinarmi?

Srila Prabhupada: Prima di tutto cerca di capire bene qual è la tua malattia. Poi ti prescriveremo la medicina. T’inchini alla morte, t’inchini alla malattia, t’inchini alla vecchiaia — t’inchini davanti a moltissime cose. Sei costretto ad inchinarti, tuttavia pensi ancora: “Non posso inchinarmi; non mi piace inchinarmi.” Però devi inchinarti. Perché dimentichi la tua posizione? Questa dimenticanza è la tua malattia. Il passo successivo è capire che poiché sei costretto ad inchinarti, devi trovare il modo di essere felice anche inchinandoti. 

*

Discepolo: Srila Prabhupada, specialmente nei Paesi occidentali alle persone non piace pensare di essere sotto il controllo di qualcuno.

Srila Prabhupada: Perciò sono dei mascalzoni. Pensano di essere indipendenti, che non moriranno, ma appena maya [l’energia materiale] li prende a calci in faccia, devono morire. Immediatamente. Uno può protestare: “Ho ancora degli affari da sbrigare!” Ma maya dice: “No, no, signore, devi morire immediatamente.” Ed egli pensa di non essere controllato. Che sciocchezza!

Perciò la vera conoscenza consiste nel comprendere: “Nonostante il cosiddetto sviluppo della mia civiltà, sono sotto controllo.” Questo è l’inizio della conoscenza. 

Dialoghi: sulla scienza

Ho deciso di pubblicare alcuni dialoghi che Sri A.C. Baktivedanta Swami Prabhupada ha tenuto con svariati soggetti negli anni in cui girava il mondo per diffondere il Movimento per la Coscienza di Krishna. Ho raggruppato una parte dei dialoghi, molto più numerosi, secondo l’ambito di discussione attorno a cui ruotano. Il motivo per cui li pubblico è per darne enfasi e perché li trovo spiazzanti e illuminanti. Condivido totalmente il messaggio di tutti i dialoghi che pubblico. C’è un po’ da leggere, avverto chi non ami la lettura. Ma ne vale la pena se si vuole essere persone profonde e coscienti, oltre che persone.

Sulla scienza e gli scienziati (sette dialoghi)

Primo dialogo

Dott. Singh: Gli scienziati sostengono che, prima che avesse luogo l’evoluzione biofisica secondo la teoria di Darwin, doveva esserci una fase che loro chiamano “chimica prebiotica” o evoluzione chimica.

Srila Prabhupada: Sì. E il termine “evoluzione chimica” significa che gli elementi chimici hanno un’origine e che l’origine è lo spirito, la vita. Un limone produce acido citrico e i nostri corpi producono molti elementi chimici sotto forma di urina, sangue, sudore ed altre secrezioni. Questa è la prova che la vita produce elementi chimici, non che gli elementi chimici producono la vita.

Dott. Singh: Gli scienziati dicono che una volta che il seme della vita è presente nelle cellule, l’essere vivente automaticamente si sviluppa e agisce.

Srila Prabhupada: Sì, ma chi fornisce il seme?

Dott. Wolf-Rottkay: Ma, in tutta umiltà, Srila Prabhupada, supponi che gli scienziati riescano davvero a creare artificialmente un organismo vivente o anche una cellula vivente. Che cosa ne dici?

Srila Prabhupada: Quale sarebbe il loro merito? Stanno soltanto imitando ciò che già esiste in natura. La gente è molto attratta dalle imitazioni. Se un uomo in un nightclub imita un cane, le persone ci andranno e pagheranno per vederlo. Quando invece vedono un cane vero che abbaia, non gli prestano nessuna attenzione.

Dott. Singh: Srila Prabhupada, l’idea dell’evoluzione chimica è nata nel 1920 ad opera di un biologo russo. Egli dimostrò che prima dell’evoluzione chimica l’atmosfera della Terra era molto riducente. In altre parole, era soprattutto ricca d’idrogeno con pochissimo ossigeno. Poi, nel corso del tempo, la radiazione solare causò la trasformazione delle molecole d’idrogeno in elementi chimici diversi.

Srila Prabhupada: Questo è uno studio di parte. Prima di tutto, da dove veniva l’idrogeno? Gli scienziati studiano semplicemente la fase centrale del processo, ma non ne studiano l’origine. Dobbiamo conoscere l’inizio dei fenomeni. Guardate, c’è un aeroplano [Srila Prabhupada indica un aeroplano che appare all’orizzonte]. Direste che l’origine di quell’areo è il mare? Una persona sciocca potrebbe dire che tutto ad un tratto una luce è apparsa sul mare ed è così che l’aeroplano è stato creato. Ma questa è una spiegazione scientifica? Le spiegazioni degli scienziati sono simili a questa. Essi dicono: “Questo esisteva e poi, all’improvviso, per caso, accadde quello”. Questa non è scienza. Scienza significa spiegare la causa originale. Forse gli scienziati potranno creare imitazioni della natura, ma perché dovremmo dar loro fiducia? Dobbiamo dare fiducia al creatore originale, Dio; questa è la nostra filosofia.

Dott. Singh: Quando uno scienziato scopre una legge della natura, generalmente la chiama con il proprio nome.

Srila Prabhupada: Sì, esattamente. La legge c’è già in natura, ma quel mascalzone vuole prendersene il merito.

Dott. Singh: In realtà stanno lottando contro le leggi della natura, ma spesso in questa lotta trovano una forma di piacere.

Srila Prabhupada: Questo piacere è infantile. Pensate ad un bambino che con un grande sforzo costruisce sulla spiaggia un castello di sabbia. Può provare piacere, ma è un piacere infantile, non è un piacere da uomo maturo. I materialisti hanno creato uno standard di falsa felicità. Essi hanno creato una splendida organizzazione per mantenere una civiltà confortevole, ma è tutto illusorio perché non possono creare una situazione in cui godere in modo permanente. In qualsiasi momento, chiunque può essere sorpreso dalla morte e tutto il suo piacere finirà.

Secondo dialogo

Dott. Singh: Ora gli scienziati hanno organizzato un intero dipartimento chiamato gerontologia, in cui studiano come prolungare la vita.

Srila Prabhupada: Il loro vero compito dovrebbe essere di porre fine alla sofferenza. Supponi che una persona anziana sia molto sofferente perché afflitta da molte malattie e improvvisamente i medici aumentino la durata della sua vita. Quale vantaggio ne ha?

Dott. Singh: Questo è ciò che fanno con i trapianti di cuore.

Srila Prabhupada: Questa è una sciocchezza. Che provino a fermare la morte, questa sarebbe una conquista. Che pongano termine a tutte le malattie — ah, questo sarebbe un progresso. Non possono fare queste cose. Perciò tutte le loro ricerche sono solo una lotta per l’esistenza.

Studente: Ora scarseggia il petrolio.

Srila Prabhupada: Sì, abbiamo creato una civiltà che dipende dal petrolio. Questo è contro le leggi di natura, perciò ora c’è una crisi del petrolio. Per legge di natura ora arriva l’inverno. Gli scienziati non possono fermarlo e trasformarlo in estate. Essi pensano erroneamente di poter controllare la natura. Ora sorge il sole. Possono oscurarlo? E quando è buio, possono comandare al sole: “Sorgi!”? Non comprendono che se vogliono veramente conquistare la natura, dovrebbero cercare di vincere la nascita, la morte, la vecchiaia e le malattie.
Dott. Singh: Allora è molto difficile vincere le leggi della natura?

Srila Prabhupada: Per i materialisti è impossibile, ma se ci arrendiamo a Dio diventa facile.

Dott. Singh: Per spiegare la ragione per cui esistono così tante specie di esseri viventi, gli scienziati dicono che ad un certo momento nel corso dell’evoluzione i geni delle cellule, che normalmente si riproducono in modo perfetto per la generazione successiva, qualche volta fanno un errore di copiatura — qualcosa di simile agli errori che talvolta si verificano nella stampa. In alcune circostanze questi errori o mutazioni sono rimaste, e a causa della differenza dei geni si sono formate specie diverse di esseri viventi.

Srila Prabhupada: Ma questo “errore” avviene con continuità da tempo immemorabile, perciò troverai che tutte le specie di esseri viventi sono sempre esistite. L’errore è quindi eterno, ma quando un “errore” è permanente non è un errore, è intelligenza.

Dott. Singh: Ma gli scienziati dicono che senza mutazioni ci sarebbe un solo tipo di essere vivente in tutto l’universo.

Srila Prabhupada: No. Ogni essere vivente ha una mente distinta, perciò ci sono molte differenti specie di vita per accogliere le diverse mentalità. Per esempio, noi stiamo passeggiando qui, ma la maggior parte delle persone non viene ad unirsi a noi perché hanno mentalità diverse dalla nostra. Perché esiste questa differenza?

Dott. Singh: Forse è un errore.

Srila Prabhupada: Non è un errore. È il loro desiderio e al momento della morte ogni persona riceverà un corpo esattamente secondo il proprio desiderio. Qualunque condizione di esistenza si ricordi al momento della morte, quella stessa condizione sarà senza dubbio raggiunta. Ciò che pensate al momento della morte determinerà esattamente il vostro corpo successivo. La natura vi darà quel corpo; la decisione non è nelle vostre mani, ma in quelle della natura, che opera sotto la direzione di Dio.

Dott. Singh: Ma sembra che la scienza abbia la prova che le diverse specie di vita si realizzano per errore.

Srila Prabhupada: Questo è il loro errore. Nelle leggi della natura non ci sono errori. Nelle carrozze ferroviarie ci sono scompartimenti di prima classe, di seconda classe e di terza classe. Se acquistate un biglietto di terza classe ma per errore andate nello scompartimento di prima classe, non vi sarà permesso di restarci. I vari scompartimenti non ci sono per errore; è un fatto organizzativo. È un vostro errore essere andati nello scompartimento sbagliato. Dio è così perfetto che conosce tutti gli errori che verranno fatti. Perciò, secondo gli errori che farai entrerai in un corpo particolare: “Qui, vieni qui. Il tuo corpo è pronto.” Ci sono 8.400.000 specie di vita e la natura, assegnando i diversi corpi, opera con precisione matematica.

Dott. Wolf-Rottkay: Poiché i nostri sensi sono imperfetti, anche le estensioni tecnologiche dei nostri sensi, realizzate con i microscopi e i telescopi, devono essere imperfette.

Srila Prabhupada: Sì. Vita materiale significa vita con difetti. Se si costruisce qualcosa con una conoscenza imperfetta e con sensi imperfetti, qualunque cosa si costruisca deve essere imperfetta. Perciò noi concludiamo che qualsiasi cosa dicano gli scienziati è imperfetta.

Dott. Singh: Essi però sembrano piuttosto soddisfatti.

Srila Prabhupada: Anche l’asino è soddisfatto di tirare il carretto del lavandaio. In alcune parti dell’India qualche volta si può vedere un cane che sta morendo di fame, ma appena trova una cagna è contento di fare sesso. Questa è una soddisfazione? Il cane sta morendo di fame e tuttavia è soddisfatto di fare sesso. Tutti sono soddisfatti, perfino il verme negli escrementi. Questa è una legge di natura

Terzo dialogo

Discepolo: Srila Prabhupada, recentemente uno degli scienziati che ha inventato la bomba a idrogeno si rammaricava che i giovani non siano più interessati alla scienza.

Srila Prabhupada: Sì. Gli scienziati non possono risolvere il problema della nascita e della morte, perciò i giovani sono diventati più sensati. “Che utilità c’è a sprecare il nostro tempo in questo modo?” pensano. “La scienza non sa risolvere i veri problemi.” Questo è buon senso. Questo professore è ancora vivo?

Discepolo: Sì, è ancora vivo.

Srila Prabhupada: Allora chiedigli di inventare una bomba che possa evitare la morte. Digli: “Già le persone muoiono e tu hai inventato qualcosa che ne farà morire molte di più contemporaneamente. Ora inventa qualcosa che le persone possano prendere per non dover morire mai. Sai farlo? No? Allora non siamo più interessati alla tua scienza.” Vai da quel professore e digli: “Ti lamenti che i giovani non sono più interessati alla scienza. Questa ne è la ragione: poiché quando moriremo, finirà tutto, che bisogno c’è di studiare la tua scienza? Non hai apportato alcun miglioramento. Gli animali nascono e muoiono e anche noi nasciamo e moriamo. Qual è la differenza essenziale? Allora la tua scienza è solo tutta falsa propaganda. Non ci interessa più.”

Quarto dialogo

Discepolo: A Los Angeles hai detto che fra venticinque anni la scienza finirà.

Srila Prabhupada: Sì, è già finita.

Discepolo: Tutta la civiltà umana, Srila Prabhupada?

Srila Prabhupada: Dov’è questa civiltà? Le madri uccidono i bambini nel grembo. Questa è civiltà? Dov’è la loro civiltà? È una civiltà inferiore a quella dei cani. I cani non uccidono i loro figli. Stupidi mascalzoni! Incoraggiano le madri ad uccidere i bambini nel grembo e questa la chiamano civiltà. Sono inferiori ai cani e ai gatti. I cani e i gatti cercano di proteggere i piccoli. Lo sai? Le gatte portano i piccoli da un posto all’altro in modo che il gatto maschio non li uccida. Anche le tigri proteggono i propri piccoli.

Discepolo: Perfino i ratti lo fanno.

Srila Prabhupada: Sì, l’affetto della madre per suo figlio è una cosa naturale. Ora invece le madri cosiddette civilizzate uccidono i figli. Questa è la vostra civiltà. E questa è la vostra religione, la vostra scienza, la vostra filosofia – tutto. [Indicando delle pigne cadute a terra] Che cosa sono queste?

Discepolo: Sono pigne, Srila Prabhupada. Contengono i semi dei pini.

Srila Prabhupada: Vediamo se gli scienziati sanno produrre dei semi simili. Dov’è lo scienziato che sa farlo? Ogni secondo nascono milioni di esseri viventi, tuttavia è da anni che cercano di creare un essere vivente in laboratorio per attribuirsi il merito di creare la vita. Quale sarebbe il loro merito anche se avessero successo? Ogni giorno nascono già milioni e trilioni di esseri viventi. Questi scienziati che cercano di creare la vita sono degli sciocchi e le persone che essi ingannano sono sciocche come loro.

Discepolo: Dicono di poter spiegare la creazione senza Dio. Dicono che tutto è venuto da Madre Natura.

Srila Prabhupada: Chiunque dica che questa creazione è iniziata per caso è un mascalzone. Niente si manifesta per caso.

Discepolo: Ora gli scienziati stanno studiando l’atomo, Srila Prabhupada.

Srila Prabhupada: Prima di tutto vediamo che cosa di buono abbiano fatto realmente. Propongono delle cose senza senso – che la natura lavora indipendentemente, che gli esseri umani sono nati dalle scimmie – ma ci hanno liberato dalle grinfie della natura materiale? Anche se accetti che Dio non esiste e che la natura è suprema, sei ancora subordinato. Non sei indipendente. Perché pensi di essere indipendente? La natura materiale ti tira per un orecchio: “Vieni qui!” Non puoi dire: “Non invecchierò. Non morirò.” Devi invecchiare e morire. Anche se accetti solo l’esistenza della natura, ma non quella di Dio, devi tuttavia accettare l’autorità della natura. Dov’è la tua indipendenza?

Discepolo: Questa è la ragione per cui s’impegnano nella scienza – dominare la natura.

Srila Prabhupada: Questa è un’altra sciocchezza. E noi dovremmo essere fuorviati da questi mascalzoni? Fanno mille promesse per il futuro. “Sì, in futuro faremo questo, faremo quello.” Assegni postdatati. “Ora ti darò un assegno di un milione di dollari postdatato da riscuotere tra sei mesi. Prendilo.” Solo uno sciocco ne sarà soddisfatto: “Ora sono ricco.”

Discepolo: Quindi l’assegno degli scienziati torna indietro con il timbro “Fondi insufficienti”.

Srila Prabhupada: No “Fondi insufficienti” – “Fondi inesistenti.”

Discepolo: Conto chiuso.

Quinto dialogo

Discepolo: [Prendendo le parti di uno scienziato] Perché chiami scienza la coscienza di Dio? Mi sembra che sia solo un’opinione.

Srila Prabhupada: Anche la vostra cosiddetta scienza è un’opinione. Se chiamate scientifico il vostro percorso, anche il nostro è scienza.

Discepolo: Ma con la nostra scienza possiamo provare le nostre convinzioni.

Srila Prabhupada: Allora dimostrate che gli elementi chimici producono la vita. Voi credete che la vita provenga dagli elementi chimici. Dunque provatelo; allora sarà scienza. Voi però non siete in grado di provarlo, perciò rimane un’opinione.

Discepolo: Bene, voi credete nell’anima, ma non potete provare che esiste. Poiché non possiamo vedere l’anima, dobbiamo concludere che la vita proviene dalla materia.

Srila Prabhupada: Non potete vedere l’anima con i vostri sensi grossolani, ma potete percepirla. Si può percepire la coscienza e la coscienza è il sintomo dell’anima. Se però, come dite, l’anima proviene dalla materia, allora dovete dimostrarlo fornendo gli elementi chimici che mancano per dare di nuovo la vita a un corpo morto. Questa è la mia sfida.

Discepolo: Avremo bisogno di un po’ di tempo per trovare gli elementi chimici adatti.

Srila Prabhupada: Queste sono sciocchezze. La vostra opinione è che la vita proviene da elementi chimici, ma non potete provarlo. Perciò dimostrate di essere dei mascalzoni.

Srila Prabhupada: Dio dice che nella società ci deve essere una classe di uomini intelligenti, i brahmana, che conoscono l’anima e Dio. Essi sono uomini veramente civili, ma dove è una classe di uomini simili nella società odierna?

Discepolo: In tutto il mondo ci sono molti sacerdoti, ministri e rabbini.

Srila Prabhupada: Ma che cosa sanno realmente di Dio? Fanno speculazioni su Dio come gli scienziati fanno sulla natura materiale. Provate a vedere chiaramente anche questo solo punto: voi non siete indipendenti, perciò ci deve essere un’autorità sopra di voi. Ed infine dovete accettare che esiste un’autorità suprema. Quindi se affermate di conoscere la verità suprema ma non conoscete l’autorità suprema, che valore ha la vostra conoscenza? Supponi che una persona non conosca il governo del suo Paese. Che uomo è? È semplicemente un uomo di terza classe, un mascalzone. Un uomo civile conosce il governo del suo Paese. Nello stesso modo c’è un governo di tutto l’universo, ma se non lo conosci sei un uomo di terza classe, un uomo incivile.

Srila Prabhupada: [Indicando il sole che tramonta con il suo bastone] Ecco, vediamo il sole che tramonta, ma è ancora lì, nello spazio. Quando il sole sorge, non diciamo: “Oh, il sole sta nascendo ora.” È sempre lì, ma non lo possiamo vedere fino a che non sorge. Gli uomini erano soliti pensare che di notte il sole morisse e la mattina venisse creato un altro sole. Pensavano anche che la Terra fosse piatta. Questa è la vostra conoscenza scientifica: ogni giorno un’opinione nuova.

Discepolo: Questo significa che stiamo scoprendo la verità.

Srila Prabhupada: No. Significa che non sapete qual è la verità. State solo speculando. Ora accettate qualcosa come vero, ma dopo alcuni giorni dite che non è vero. E questa la chiamate scienza!

Discepolo: Sì, hai ragione. Molti testi scientifici scritti appena alcuni anni fa ora sono superati.

Srila Prabhupada: E i testi scientifici che usate ora fra pochi anni saranno inutili. Questa è la vostra scienza.

Discepolo: Ma almeno quello che conosciamo ora è più vero di quello che sapevamo prima e se continuiamo a provare ne sapremo di più.

Srila Prabhupada: Questa non è conoscenza scientifica: la verità è sempre la stessa, ma voi scienziati cambiate continuamente – questo lo chiamate “scoprire la verità”. Ciò significa che non sapete qual è la verità.

Sesto dialogo

Discepolo: Srila Prabhupada, gli scettici dicono che possiamo arrivare a controllare gradualmente le leggi della natura da soli, senza Dio.

Srila Prabhupada: No, siamo costretti ad accettare le leggi della natura. Chi può dire di aver vinto le leggi della natura?

Discepolo: I medici e i biologi però hanno sconfitto moltissime malattie.

Srila Prabhupada: Ma le persone si ammalano ancora. Allora in che modo i dottori hanno sconfitto le malattie?

Discepolo: In Africa e in India, per esempio, vaccinano tutti contro il vaiolo ed hanno salvato dalla morte molte migliaia di bambini.

Srila Prabhupada: In ogni caso però i bambini cresceranno, diverranno vecchi e infine moriranno. Perciò la morte non è stata sconfitta. E inoltre, perché si preoccupano per questi bambini? Non vogliono che vi sia sovrappopolazione, quindi secondo questa logica i dottori dovrebbero lasciarli morire. I medici però non sono logici. Da una parte vogliono impedire che questi bambini muoiano e dall’altra raccomandano l’uso degli anticoncezionali e con l’aborto uccidono i bambini nel grembo della madre. Perché? Perché uccidono? Per controllare l’aumento della popolazione. Allora se in un’altra parte del mondo i bambini muoiono, perché si preoccupano di salvarli?

Discepolo: Quando il bambino è nato vogliono salvarlo, ma quando è ancora nel ventre di sua madre, pensano di poterlo uccidere. Dicono che non è ancora un essere umano.

Srila Prabhupada: Il bambino però è già nato non appena la donna rimane incinta. Gravidanza significa che il bambino è già nato. Come possono dire che il bambino non c’è ancora? Che cosa sono queste sciocchezze? Quando una donna è incinta diciamo che porta un bambino. Ciò significa che il bambino è già nato. Perciò io affermo che questo affare degli aborti è semplicemente una mascalzonata.

Discepolo: Tuttavia essi sono riusciti a darne una spiegazione razionale.

Srila Prabhupada: Come?

Discepolo: Qualche volta dicono che fare ciò che pensano sia la cosa migliore e naturalmente negano che ci sia qualcosa come il karma che poi li punirà. Sembra che seguano un tipo di “filosofia da conigli”. Quando un coniglio chiude gli occhi per non vedere il lupo che gli si avvicina pericolosamente, effettivamente può pensare di essere salvo.

Srila Prabhupada: Allora gli abortisti credono in una filosofia da conigli, ma questa non è una filosofia da uomini. E’ una filosofia da conigli, da rane, da asini. I leader, che spesso sostengono l’aborto, sono mascalzoni che vengono glorificati da altri mascalzoni e dagli sciocchi – il popolo in generale. Siccome tutta la popolazione è fatta di mascalzoni, eleggono un mascalzone come loro leader. Poi, non soddisfatti, mandano via il primo mascalzone e ne eleggono un altro.

Discepolo: Hanno fatto propaganda per separare Stato e Chiesa, ma così hanno separato anche Dio dal Paese.

Srila Prabhupada: Coloro che fanno questa propaganda non comprendono che cosa è Dio. Dio non può essere separato da niente, perché tutto è Dio. Come si può separare Dio dal governo? Potete rifiutare qualsiasi cosiddetta chiesa, qualsiasi cosiddetta religione che sia d’accordo con: “Sì, Dio e la Chiesa dovrebbero essere separati.” E questo è l’insegnamento di Dio: di rifiutare tutte le cosiddette religioni. Le persone possono dire di credere in Dio, ma voi potete capire che ignorano chi sia Dio se cercano di separarLo dal governo.

Settimo dialogo

Srila Prabhupada: L’uomo è venuto dalla scimmia. Allora perché ora l’uomo non proviene dalla scimmia?

Discepolo: È accaduto solo una volta ed è stato sufficiente a dare inizio a tutto.

Srila Prabhupada: Solo una volta? Un’altra mascalzonata! Vediamo che ad ogni stagione vengono i fiori e i frutti. Perché una sola volta? Questo è dogmatismo. Dobbiamo accettarlo? La nostra esperienza è che, per legge di natura lo stesso fiore riappare nello stesso campo.

Discepolo: Sì, in realtà Darwin diceva che c’è un anello mancante.

Srila Prabhupada: Qual è l’anello mancante? È semplicemente un bluff e si continua a portarlo avanti in nome della scienza. Guardate che scherzo. È solo un inganno e le persone – gli uomini cosiddetti civili – sono dei tali mascalzoni da accettarlo come una grande teoria: “La teoria di Darwin è una grandissima scoperta.” Una mascalzonata infantile. Non c’è logica. Non c’è alcun senso. L’uomo è venuto dalla scimmia, dicono. Allora perché ora non proviene dalla scimmia?

Discepolo: Già, qualche volta ci sono scherzi della natura.

Srila Prabhupada: “Qualche volta” – solo per Darwin. Per sostenere la sua mascalzonata, la natura lo deve servire: “qualche volta”. Vedete. Perché dovremmo crederci? La legge di natura è sempre la stessa, è regolare. La natura non è obbligata a servire il Signor Darwin. “Qualche volta”, egli diceva e solo lui lo sapeva. Si supponeva che il resto di noi gli credesse. “Qualche volta” era avvenuto e fu rivelato a Darwin. Come aveva fatto a saperlo? Com’è possibile che nessun altro, eccetto Darwin potesse saperlo?

Discepolo: Usano questa stessa argomentazione contro di noi: il fatto che pochissime persone possono conoscere Dio.

Srila Prabhupada: ”No. Tutti questi cosiddetti scienziati sono dei mascalzoni numero uno. “Manca un anello. Solo una volta l’uomo venne dalla scimmia.” Che cos’è questa sciocchezza? Dobbiamo crederci? C’è un senso in questo? Ma poiché lo dice il Signor Darwin, ci si aspetta che venga accettato.

Discepolo: Certi cambiamenti avvengono. Se stai sempre in un clima molto caldo, il tuo sangue si diluisce. Se protrai questa situazione, tutti questi cambiamenti possono portare ad importanti cambiamenti fisici.

Srila Prabhupada: Non avviene alcun cambiamento. La natura opera in modo regolare, sempre. Il sole sorge al mattino e questo accade da milioni, milioni, milioni e milioni di anni.

Discepolo: Il cambiamento si realizza gradualmente.

Srila Prabhupada: No. Qual è il cambiamento? La mattina il sole sorge ad est. È questo che accade. I fiori stagionali cambiano secondo la stagione – inverno, primavera, estate. Tutto accade regolarmente. Poiché accade regolarmente, possiamo dire che il prossimo febbraio qui sarà una bella stagione. Perché? Perché avete l’esperienza del febbraio scorso. Siamo certi che la stessa cosa accadrà il febbraio prossimo. Perciò possiamo dire: “Non c’è alcun cambiamento.” Questo è il modo seguito dalla natura: È molto regolare. Tutto accade in modo giusto. È la caratteristica della natura.

Discepolo: Uno dei punti forti della teoria di Darwin…

Srila Prabhupada: Non ne trovo neanche uno. Tutte sciocchezze. [Risate] Un mascalzone sciocco come te ci crederà.

Discepolo: Affermano che cinquemila anni fa non c’era la storia. Quindi pensano che prima di allora non ci fosse alcuna forma di civiltà. Dunque l’uomo era come la scimmia.

Srila Prabhupada: Noi non facciamo congetture. Abbiamo milioni di anni di storia. Un bambino può crederci, ma un uomo adulto non potrà pensare così. Poiché i mascalzoni pensano in un certo modo, dobbiamo crederci? Perché devo credere alle loro parole?

Discepolo: Gli scienziati dicono sempre: “L’anno scorso abbiamo fatto un errore ma ora va tutto bene.”

Srila Prabhupada: Hmm. “Ora siamo progrediti.” E qual è la garanzia che le vostre teorie attuali siano corrette? Progredirete ancora. Questo significa che siete sempre imperfetti. Affermate che l’uomo è venuto dalla natura per caso, ma non troverete alcun caso in cui la natura funzioni per caso. Perciò la vostra teoria è smentita. Se nei vostri calcoli c’è anche un solo errore, allora tutte le vostre affermazioni devono essere accettate come tali.

WET MARKET

Qualche settimana fa, ho partecipato ad una campagna per chiedere la chiusura dei Wet Market, campagna promossa da diverse associazioni animaliste e a cui hanno risposto 250.000 cittadini italiani e quasi 500.000 nel mondo. Sembrerebbero numeri importanti di cui le associazioni vanno fiere, ma per me sono bassissimi. Il fatto è che, la stragrande maggioranza delle persone, crede a ciò che sente dire nei media, i quali hanno avuto tutto l’interesse a tenerle in una situazione di panico, come sempre fanno da anni a questa parte. L’informazione è dominata dalla paura, dall’induzione al terrore verso tutto ciò che accade e da interpretarsi come minaccia all’umanità. Così è stata raccontata perché faceva comodo, e così ha avuto presa sui molti che non hanno potenza critica e intelletto chiaro.

In realtà, posto che determinate situazioni possono potenzialmente verificarsi, così come determinati virus particolarmente patogeni possono mutare e diffondersi, i comportamenti dell’uomo sono determinanti per evitare una buona parte delle sventure. L’intero flusso di disinformazione, se ci si ricorda, verteva sulle dimensioni della pandemia, sui numeri dei deceduti, su ciò che mancava per prestare le cure, sulle minacce di non farcela in nessun modo. La disinformazione non ha in alcuna maniera trattato i luoghi dello sviluppo del ceppo, ma abbondava e abbonda di aggiornamenti sul prossimo arrivo del vaccino. In pratica, la disinformazione non ha voluto analizzare le cause di ciò che è accaduto e impostare delle modifiche di abitudini degli umani, ma non vede l’ora di iniettarci qualcosa che darà un provento alle cause farmaceutiche. Se anche ci vaccinassimo tutti contro il coronavirus, cioè ammalandoci di coronavirus tramite vaccino, il giorno dopo un altro virus, un’altra mutazione, un altro cataclisma, sarà pronto ad avventarsi per la nostra stupidità. Dunque cosa dovrei fare, io, vaccinarmi ogni anno per ogni mutazione di virus ma mantenere salde le abitudini umane?

L’importante, per la gente, sono gli stupidi slogan: ‘Andrà tutto bene’, ‘Uniti ma a distanza’, ‘tornerà tutto come prima’, e idiozie varie. Cos’è che, esattamente, andrà tutto bene? Cos’è che, esattamente, tornerà come prima? Io, personalmente, desidero che nulla torni come prima. Troppa violenza, troppa superficialità, troppo egoismo del genere umano su tutto il resto. Ma, come avevo scritto in un precedente post, basta riaprire i locali del mohito, ridare le partite di calcio e le spiagge che l’italiota si sarà dimenticato di tutto e riterrà che tutto sia andato bene per come intendeva.

Ebbene, torniamo alla petizione, verso la quale molti milioni di italiani non si sono minimamente mossi perché convinti che ci sia una separazione tra ciò che all’uomo accade e ciò che l’uomo può fare liberamente. All’uomo non deve accadere nulla se si parla di minaccia invisibile. Può accadere tutto se è l’uomo stesso ad uccidere altri uomini o altri esseri per propria mano. L’apoteosi dell’arroganza, dell’egoismo, della stupidità. Io posso sterminare in guerre e allevamenti intensivi (si, li metto sullo stesso piano perché la matrice del dominio è la stessa). Non posso però essere minacciato da un virus verso cui, le mie bombe nucleari, risultano inutili giocattoli. 

Riporto dal sito di un’associazione:

‘Perché i wet market sono una minaccia alla salute pubblica?

La comunità scientifica e l’opinione di molti biologi e scienziati converge su questo punto: i wet market sono una minaccia alla salute pubblica. In questi mercati vengono rinchiusi animali di specie molto diverse tra loro, anche selvatiche; questa convivenza a stretto contatto tra animali di specie diverse e uomo, le macellazioni eseguite senza norme, quindi la presenza costante di sangue e fluidi di questi animali offre ai virus la possibilità di saltare da una specie all’altra fino ad arrivare all’uomo.

Gli animali vengono stipati insieme in gabbie e trasportati per grandi distanze. Sono stressati e immunodepressi ed espellono qualsiasi agente patogeno che hanno in loro. Con tutte le persone che visitano e lavorano al mercato e che vengono costantemente in contatto con i fluidi corporei di questi animali, hai creato un mix ideale per la diffusione della malattia.  PROF ANDREW CUNNINGHAM, The Zoological Society di Londra

Mentre non si sa con certezza come il virus COVID-19 sia passato all’uomo, c’è però la certezza che un altro virus del tipo Coronavirus abbia fatto il “salto di specie” proprio in un wet market: la SARS, infatti, passò dal pipistrello allo zibetto che poi proprio in un wet market in Cina – dove gli zibetti venivano venduti e macellati – passò all’uomo. 

Le nuove immagini raccolte da Peta mostrano ancora condizioni terribili: animali mutilati, macellati sul posto senza alcun rispetto per l’igiene e per le norme di benessere animale, spazzate via da un fiume di sangue, escrementi, sporcizia che invade i banchi di questi mercati all’aperto, già sanzionati in passato, ma aperti con sprezzo per il rispetto della comunità internazionale.’

WET MARKET

La petizione, tutt’ora aperta, è stata rivolta all’OMS, e cos’ha risposto Peter Ben Embarek, esperto per la sicurezza alimentare e le malattie animali dell’OMS? Ha dichiarato, in una conferenza stampa, che non sarebbe a favore  della chiusura dei wet market.

Personalmente, come già espresso, non considero la minaccia alla salute pubblica la primaria questione. Sarebbe, di nuovo, egoismo ed arroganza. I Wet Market vanno chiusi perché nessun essere senziente può essere trattato con tale violenza e disprezzo. La minaccia alla salute pubblica, determinata dalle scelte nefande dell’uomo, è, come si suol dire, karma dell’uomo.

Quindi, quando la prossima pandemia arriverà, ricordiamoci il nesso tra noi e gli altri sul Pianeta. Ricordiamoci se, tra una pandemia e l’altra, ci saremo occupati di Happy hour o di rivedere totalmente le nostre insane abitudini (insane da ogni punto di vista). Poiché avremo scelto i primi, direi che faremmo bella figura a non lamentarcene.

Un mondo sbagliato

UN MONDO SBAGLIATO

Questo bellissimo saggio risponde ad una domanda che personalmente mi sono fatta molte volte: ‘Come ha fatto l’uomo a ridurre così il proprio Pianeta e con esso se stesso, e perché ha voluto dominare su ogni essere vivente provando un tale disprezzo per tutto ciò che è ‘altro’ da sé? E’ un libro che consiglio di leggere a chi voglia capire se, in qualche modo, siamo stati condannati a diventare quel che siamo e se la nostra sete di dominio sia insita nel nostro codice genetico.

Tale transizione ha richiesto migliaia di anni e occorre fare molti passi indietro per ricostruirne le tappe.

Innanzitutto, occorre ricordare che il pensiero moderno, che relega la natura e gli animali a qualcosa da sfruttare e dominare, anche se parte da molto più lontano, è stato fortemente inculcato da alcuni testi principali e da alcune figure che si sono avvicendate nella cultura occidentale: La Bibbia, ad esempio, che sostiene che la terra è destinata a servire esclusivamente i fini dell’uomo. La Genesi, però, scritta da uomini del Medio Oriente, è la scrittura di miti e modus tramandati oralmente per secoli in quelle terre. Vi è poi l’antica Grecia, col pensiero Aristotelico entrato direttamente nel nostro attuale dna. Per Aristotele, il dominio sulla natura è sancito dalle leggi naturali. Questo pensiero verrà poi riproposto da altri filosofi quali San Tommaso d’Aquino, Bacone, Cartesio. Il contributo di quest’ultimo è stato quello di recidere ogni legame tra uomo e natura, elevando l’uomo a dominante e distinguendolo dalla natura. Per Cartesio, gli animali non sperimentano piacere né dolore e sono paragonati a macchine. E’ facile oggi dire che Cartesio non sapeva quel che diceva, perché in realtà il suo pensiero era frutto di un pensiero ereditato e che si perde in tempi antichissimi, e a sua volta ha influenzato il pensiero moderno, altrimenti non saremmo a questo punto.

E dunque, dove si colloca l’origine del dominio? Perché l’uomo si sente legittimato a dominare su tutto e su tutti? Perché, non dimentichiamolo, il dominio si manifesta con altre mille modalità: la schiavitù del nero da parte del bianco, la misoginia dell’uomo verso la donna, la società patriarcale nei confronti della donna e dei figli, il colonialismo, per fare solo alcuni esempi.

Molti studiosi oggi concordano sul fatto che l’origine dell’alienazione dell’umanità dal resto della natura sia riconducibile alla transizione dall’economia di raccolta a quella agricola. Prima dell’agricoltura, avvenuta solo 10mila anni fa, l’Homo sapiens sapiens è stato un raccoglitore. E’ interessante sapere questo: se il momento distintivo tra noi e le altre grandi scimmie (volendo avere una visione scientifica) è avvenuta 10 milioni di anni fa, e questi 10 milioni di anni venissero compressi in un solo anno solare, siamo stati raccoglitori fino alle ultime 8 ore e 45 minuti, dopodiché siamo divenuti agricoltori in una transizione di 4mila anni.

Tutto, prima, era motivo di stupore e di venerazione, poiché l’uomo non viveva nella natura ma era della natura e considerava ogni altra manifestazione naturale come qualcosa degno di sacralità. Ciò che accomuna le principali religioni del mondo antico, infatti, è la credenza che in natura oggetti e luoghi siano dotati di ‘spirito’. La religione giudaico cristiana sostiene, invece, che lo spirito è separato dalla natura e l’uomo deve governarla in quanto unico essere dotato di spirito. Le religioni di un tempo, quindi, erano animiste, e conferivano a laghi, fiumi, e foreste ma soprattutto animali – un’anima individuale. E’ la mia stessa credenza e non è affatto difficile da credere, basta porsi in modalità percettiva.

I popoli primevi vivevano nella natura come parte integrante, conoscevano bene cosa fosse commestibile e avevano una dieta composta, fino all’80%, da vegetali raccolti soprattutto dalle donne e dai bambini. Erano le donne ad essere le principali procacciatrici di cibo, e da esse dipendeva la sopravvivenza dei gruppi. E’ solo molto più tardi nel corso dell’evoluzione che farà la sua comparsa la vera e propria caccia pianificata, molto più tardi della comparsa di Homo sapiens sapiens, ma l’uomo continuò a cibarsi di vegetali anche allora, ad eccezione delle sole regioni dell’estremo nord. Peraltro, la teoria che ci vorrebbe carnivori da sempre, e che questa pratica avrebbe determinato il nostro sviluppo, è oggi ritenuta del tutto superata. In gran parte, essa è stata introdotta dal grande e fuorviante apporto di antropologi maschi che hanno attribuito ogni ritrovamento di armi all’ancestrale necessità di cacciare dell’uomo; solo la nuova antropologia ha rimesso a posto le cose, sostenendo che molte lance ritrovate erano utensili delle donne raccoglitrici. Le donne, pertanto, erano venerate in quanto procreatrici, raccoglitrici e preparatrici di cibo, guaritrici perché conoscevano la materia prima; il loro potere ispirava l’arte originaria, e molte sono le statuette femminili della tarda età della pietra, note anche come ‘Veneri’. In questa fase, l’uomo non era ancora a conoscenza dei principi della propria fertilità e ruolo nella procreazione. Tale conoscenza, avvenne proprio quando gli umani cominciarono ad addomesticare gli animali e a vivere in continuità con gli stessi per lungo tempo.

Ciò che è fondamentale comprendere, è che gli umani primevi consideravano gli animali predati come degli uguali, come dei fratelli. Riconoscevano l’anima di ogni animale e desideravano che questa non si vendicasse per aver ucciso il corpo che la ospitava.

I rituali di caccia erano il sintomo di un senso di colpa, e vennero pertanto inseriti per credere di essere stati autorizzati da entità superiori a commettere qualcosa che l’uomo non avrebbe dovuto commettere. Spiritualmente, infatti, uccidere è il peggiore danno che possa essere fatto alla propria e stessa anima innanzitutto. Attraverso la caccia, gli uomini compensavano uno squilibrio all’interno del gruppo, derivante dal potere delle donne. La caccia, quindi non era tanto la conquista di cibo quanto la conquista di potere, il potere dell’animale ucciso.

Poi, siamo divenuti agricoltori. Per quasi 10 mila anni i popoli dell’Occidente hanno svolto attività agricole, manipolando così la natura a loro vantaggio. Noi, in quanto occidentali, siamo imbevuti di cultura agricola anche se non abbiamo mai preso una zappa in mano, dato che la cultura ancestrale è ciò che determina il nostro modo di leggere il mondo ancora oggi. E non a caso, l’uomo occidentale ha inventato la schiavitù, l’espropriazione delle terre, l’illegalità, la distruzione delle culture locali e lo sterminio completo degli animali selvatici e dei popoli conquistati.

I primi cacciatori-pastori vennero a conoscenza del risultato finale dell’accoppiamento e del ruolo del maschio e della femmina rispetto ai cicli della vita. Appresero le tecniche utili per ingrandire la propria mandria, agevolando la nascita di femmine e castrando i maschi. Per quanto ne sappiamo, le pecore furono i primi animali a essere stati addomesticati, circa 11mila anni fa nel nordest dell’Iraq. Poco tempo dopo toccò alle capre e, dopo ancora, ai maiali e ai bovini. Agricoltura e pastorizia cambiarono definitivamente il paesaggio e il rapporto tra natura e uomo. I coltivatori si assicurarono il surplus produttivo disboscando, espandendo i campi coltivabili e deviando corsi d’acqua per l’irrigazione. I pastori si assicurarono lo stesso espandendo i pascoli e aumentando la dimensione delle mandrie. Questo comportò una popolazione in crescita nell’antico Medio Oriente e necessità maggiori di scorte; fu questo a far nascere le classi subalterne governate da élite ricche e potenti, da una parte, ed espansionismo e militarismo dall’altra, che a loro volta portarono alla schiavitù.

A Gerico, nei pressi del fiume Giordano, le prime mura furono erette nel 7200 a.C. ed erano un segno di difesa dallo stato di guerra legato all’ordine agrario. Per controllare i conflitti sociali legati alla spartizione dell’acqua, delle terre coltivabili e degli animali ancora allo stato brado, furono necessarie nuove forme di controllo. Ben presto, i grandi uomini divennero re, le élite più forti soggiogarono altre regioni, se le annessero e fondarono gli stati-nazione. Per riuscire a mantenere il controllo sociale, i sovrani si servirono di eserciti e di schiavi, mentre alcuni individui cercavano con la forza di raggiungere la cima della scala sociale. Erano i maschi esperti di guerra, gli uomini che possedevano le armi e l’antichissima cultura dei cacciatori-guerrieri. La continuità culturale tra cacciatori, guerrieri e governanti è evidente nell’arte dell’Antico Egitto e della Mesopotamia, nelle cui scene di caccia al leone e al toro viene rappresentato il modo abituale in cui venivano raffigurati l’eroismo e i poteri personali dei re arcaici. Anche la pratica della schiavitù ne è strettamente connessa. La stessa pratica del sacrificio umano trova origine nei rituali di guerra che sono, a loro volta, derivati da antichi rituali di guerra. L’assassinio rituale serviva ai guerrieri per dotarsi di quella durezza virile necessaria per infliggere una morte violenta e affrontarne le conseguenze emotive. Il sacrificio umano è pertanto uno dei tanti rituali usati dalle culture guerriere per ottundere i sentimenti e incoraggiare le azioni aggressive, come combattere, prendere scalpi, fare incursioni, uccidere, cacciare, competere con altri uomini in attività agonistiche violente. Col tempo, tali pratiche divennero regolari consuetudini di guerra e furono canonizzate in racconti, miti, cerimonie e rituali.

L’espansionismo, poi, è una specialità occidentale. Ecco perché in tutte le civiltà agricole emergenti vediamo comparire gli stessi sovrani assoluti, la stessa casta sacerdotale, le stesse élite dominanti e le stesse dispotiche città-stato. Secoli dopo, gli eredi culturali del Medio Oriente, cioè noi occidentali (europei e americani), abbiamo esplorato, conquistato e colonizzato tutti i continenti.

Quindi, tirando le somme, la caccia prima, la pastorizia poi e infine la riduzione in schiavitù di animali grandi e potenti, soprattutto bovini e cavalli, hanno diffuso nella cultura occidentale un delirio di onnipotenza misto a valori di predominio tipici dei popoli pastorali. E il passaggio cruciale è avvenuto quando questi valori sono stati integrati nella religione e nelle istituzioni militari e di governo.

Nel soggiogarli fisicamente, gli uomini ridimensionarono gli animali anche dal punto di vista mentale e culturale. Castrati, aggiogati, imbrigliati, impastoiati, rinchiusi e incatenati, gli animali domestici furono completamente sottomessi e, per la prima volta, gli umani si considerarono come esseri separati dal resto della natura. I sacrifici rituali, comuni in tutto il mondo, assunsero dimensioni gigantesche: alla consacrazione del tempio di Salomone a Gerusalemme, gli Ebrei macellarono 22mila buoi e 120mila pecore. Nella Grecia classica, i sacrifici animali erano così frequenti che si diceva che il Partenone puzzasse come un mattatoio.

Avevamo un legame fortissimo con la natura e gli animali, ma abbiamo scelto la supremazia ponendoci sul primo gradino della scala e ricevendo in cambio una profonda frattura tra noi e il resto del mondo vivente.

Temo, senza ritorno.

Io non lo mangio

AGNELLO PASQUA

Questo poster è appeso in casa mia da anni, si vede anche sotto la tappezzeria English Style. La Pasqua può ricordare benissimo la Resurrezione di Cristo anche senza far rivivere la morte ad esseri senzienti, inconsapevoli di ciò che accade loro e del tutto innocenti, che mai farebbero del male ad alcuno. Dato che le Religioni non intendono modificarsi in ragione dell’evoluzione del pensiero e della sensibilità dell’uomo, che meriterebbe maggiore considerazione, allora sono le persone a dover cambiare le Religioni. Evitando di cibarsi di cuccioli indifesi, si segna un primo passo verso un miglioramento di sé, si comincia a guardare al mondo con occhi diversi. Aumenta l’empatia verso tutti, il corpo si purifica perché non introietta tossine. Lo spirito, l’anima, ci ringrazia, in quanto non abbiamo voluto sporcarla del dolore arrecato ad un essere vivente. Non macchiamoci le mani di sangue, non procuriamo dolore a nessuno e limitiamoci a riflettere: valgo così poco per dover accondiscendere a pratiche vetuste che nulla hanno a che fare con me? A quelli che comprano agnello o capretto: ‘Uccidereste direttamente quel cucciolo, con le vostre mani? Forse no ma commissionate ad altri di ucciderlo per voi.’

Per chi, ancora, non sappia cosa avvenga nei macelli, può scoprirlo seguendo molti siti di associazioni importanti: Essere Animali Enpa, Animal Equality, AWF (Animal Welfare Foundation), per fare alcuni esempi. Un pugno allo stomaco può far bene per capire che si è disposti a cambiare, e che questa pausa dalla vita abitudinaria è servita per riflettere sul singolo apporto di violenza che ciascuno di noi riversa sul mondo. 

Ogni anno, sono milioni gli agnelli macellati brutalmente dopo averli strappati dal loro gregge e averli trasportati in lunghissimi viaggi della speranza. 

Chi ama gli animali non li mangia. Chi ha un cane, un gatto, e ritiene di amarlo, non mangia nessun altro animale, perché è ciò che il suo cane e il suo gatto gli chiederebbe di fare.

 

 

Occasione perduta

EPIDEMIE

Prima o poi – speriamo – questa pandemia regredirà lasciandoci in pace, almeno fino a che, un’altra calamità, non farà capolino come nuova minaccia. Questa avrebbe dovuto essere un’occasione per riflettere sulle connessioni tra l’emergere di pandemie e la distruzione della natura e degli ecosistemi. Non mi pare che se ne sia parlato, non mi pare che si siano voluti introdurre nuovi criteri e nuove abitudini, non mi pare che gli scienziati siano scesi in campo né che i Governi si siano detti d’accordo nel prendere in mano la situazione. Nemmeno mi pare che, il mondo intero, abbia detto alla Cina che quello schifo dei mercati di animali selvatici vivi, macellati al momento, deve chiudere. Che queste pratiche immonde non devono più essere praticate e non certo, in primis, per l’eventuale minaccia all’uomo. Siamo così concentrati su noi stessi, la specie eletta a cui nulla deve capitare, da non essere capaci di comprendere come noi siamo la causa dei nostri stessi mali. Se perdiamo anche questa preziosissima occasione, di situazioni di questo tipo, che vanno ad aggiungersi a tutto ciò che già ci fa ammalare ma che pare sia del tutto normale, ne vedremo ancora. Continuiamo pure, imperterriti, a distruggere e a praticare abitudini in contrasto con l’equilibrio del sistema.

Nel frattempo, mentre si stava in casa, la natura si è espansa. In molte località urbane e semi-urbane, tornate libere da auto, smog, rumori, persone e schiamazzi, molti animali selvatici hanno ricominciato a girovagare riprendendosi quella libertà che avrebbero avuto il diritto di mantenere ma che noi – sempre la specie eletta a cui nulla mai deve accadere – abbiamo tolto loro da tempo. Noi decidiamo su tutto e tutti, ignari che esista anche un karma collettivo, non solo personale. Intanto, però, l’aria ha potuto in parte ripulirsi, le acque, senza gran parte degli sversamenti inquinanti, anche.

Cosa succederà quindi, dopo? Penso che non succederà nulla. La gente, privata delle solite abitudini per un mesetto, non vedrà l’ora di volare riappropriandosi del cielo. Non vedrà l’ora di prendere la macchina e di andare in giro a casaccio pur di affermare il proprio dominio. Avrà anche tollerato un mese a casa ma che non si parli di dover rinunciare alla vacanza al mare. Riprenderanno le partite di calcio senza le quali l’uomo medio sembra non essere  in grado di esistere, riprenderanno gli happy hour e le mode per stordirsi i cervelli, riprenderà il gratta e vinci. L’importante sarà condurre la vita di sempre, con tutti i propri condizionamenti, pensando di averla scampata.

Peccato, avrebbe dovuto essere un’occasione ma verrà perduta.

Biofilia

VIOLETTA NELL'ASFALTO

E’ l’amore per la vita, per il mondo vivente e, poiché ci siamo evoluti nella natura, la natura è la nostra casa, il nostro DNA. Siamo strutturati geneticamente per considerare la natura come il nostro habitat, ossia quell’ambiente da cui la nostra stessa sopravvivenza dipende. Anche chi non se ne renda conto, ha desiderio della natura su un piano spirituale, ne avverte il richiamo che magari lascia inascoltato. Ecco perché nelle città antropizzate e urbanizzate ci si ammala. Nevrosi e depressioni possono essere intese come malattie spirituali, e – non trattate in tal senso dalla medicina convenzionale occidentale – sono assai temibili. La disconnessione col mondo naturale equivale ad uno strappo profondo, all’essere stati rapiti dal luogo in cui la nostra storia terrena ha da sempre avuto corso. I boschi e le foreste, come le montagne, i fiumi e i laghi, sono luoghi magici di sapienza nei quali risiedono gli spiriti della natura; passeggiando in un luogo naturale, selvaggio, ci calmiamo. E restando in silenzio, col solo ascolto dei suoni naturali, ci giungono profonde intuizioni e messaggi importanti per la nostra evoluzione. La mente si schiarisce, il corpo si rigenera. Gli alberi, coi loro fruscii, ci parlano; l’acqua, col suo movimento, ci offre i suoi saggi consigli; lo scorrere di un fiume ci riporta al fluire della vita, il movimento delle onde alla ciclicità del tempo.

I nostri occhi non sono fatti per guardare un paesaggio urbano, perché non vi ritrovano i verdi e gli azzurri di antica memoria, oggi infatti considerati i colori più riposanti; se ce ne priviamo, qualcosa comincia a disconnettersi gradualmente in noi. Nessun colore è mai stato creato dall’uomo, ma è stato copiato dalla natura, sia come idea che per la sua fabbricazione chimica. Ci sono i colori, dunque, e ci sono gli odori. Passeggiando in un bosco, percepiamo il rilascio degli aromi delle cortecce e degli oli essenziali rilasciati degli aghi. L’acqua ci restituisce, oltre ai suoi bisbiglii, l’odore dei microrganismi che vi lavorano incessantemente. E’ fondamentale accorgersene, dato che la meraviglia altro non è che tutto ciò che è esattamente oggi sotto i nostri occhi, ed anche una piccola violetta che sbuca dall’asfalto rappresenta un vero miracolo, una vittoria del bene sul male, l’unica bandiera da sventolare e da proteggere sotto la quale l’intera umanità dovrebbe riunirsi. Quel fiore, quel filo d’erba, quel piccolo insetto che vi corre sopra, sono inni alla vita più di qualsiasi altra demagogia. Basta sedersi e guardarli per vedere come, la loro perfezione, sia un dono immenso per tutti noi.

C’è l’ascolto delle onde, dei fruscii, dei battiti d’ali, dello scricchiolio di foglie secche. Non c’è creatura che non ci parli e che non desideri comunicare con noi se gliene diamo la possibilità. Basta essere umili: fermarsi, ascoltare, ricevere, ringraziare. C’è anche il tatto: camminare a piedi nudi su una spiaggia socchiudendo gli occhi per percepirne gli effetti, sentire i raggi del sole o quelli della luna (questi ultimi a me più congeniali). Camminare sull’erba, immergere le mani nella terra, abbracciare un albero, toccare i ciottoli immersi in un ruscello, permettere ad una coccinella di camminarci lungo il braccio e lasciarla fare per quanto ne ha voglia.

E c’è la voce. Anche noi possiamo parlare ad ogni creatura, un albero, un prato, un fiore, una piccola lepre. Possiamo salutarli, entrare in connessione e riconoscere la loro anima. Possiamo chiedere loro, ad esempio, di aiutarci a comprenderli e di darci un’altra possibilità.

Esperienza

Ho trasformato la mia casa in una sorta di templio, poco alla volta, di giorno in giorno, di mese in mese. Ha sempre meno le sembianze di una normale abitazione e sempre più quelle di un luogo di raccoglimento e di ascolto. C’è sempre un incenso che brucia. Il tavolo della cucina è ricolmo di oggetti, idee da sviluppare, libri da leggere, libri letti e da illustrare, il portatile con cui scrivere, le mie rune, i tarocchi, documentari, penne e matite, colori per dipingere, tessuti da cucire. Non c’è spazio per altro, tantomeno per mangiare. C’è sempre una candela bianca accesa, soprattutto in questo periodo, che irradia la sua luce pura mentre leggo o scrivo, per ricordarmi degli altri. Questo periodo è per me fonte di enorme creatività e mi è congeniale. Dovrei forse dire che lo è malattia a parte, ma invece lo è in gran parte grazie a ciò che sta accadendo. C’è una stretta connessione tra gli accadimenti che riguardano l’Umanità in questo momento e la congenialità del periodo, perché è proprio quando una minaccia costringe a fermarsi che ci permette il raccoglimento e l’introspezione, e ci ricorda la precarietà del mondo fisico. Pratico meditazione in diversi momenti della giornata, e in questi giorni ho voluto immergermi molto di più nell’esperienza aumentando i tempi. Questa sera, ad esempio, ho utilizzato i suoni binaurali, onde delta, decidendo di non darmi alcun limite di tempo. All’inizio, dopo aver regolarizzato il respiro e averlo adattato ai battiti del cuore, ci metto sempre un po’ a calmare la mente, anche se ho imparato a prendere i pensieri aggrovigliati, incanalarli in un unico flusso e chiedere loro, gentilmente, di farsi da parte per un po’. Ora mi ascoltano e, chi pratica, sa cosa intendo. Ma poi, tutto si è trasformato improvvisamente e sono stata catapultata in una realtà a me nuova, nella quale tutto era buio ma vedevo un punto di luce in lontananza. Ho cercato di afferrarlo con lo sguardo e dopo poco è sparito, quindi andrò a cercarlo le prossime volte. Ho deciso di voler meditare dandomi un tema da svolgere, una sorta di missione, e questa volta ho proprio voluto concentrarmi sui malati ricoverati nelle terapie intensive. Una volta trovata la quiete, aleggiavo senza corpo e mi dirigevo di casa in casa, di ospedale in ospedale. Vedevo file di letti e mi avvicinavo a ciascuno di essi, sempre dall’alto, per confortare quelle anime. Identificavo le anime con una piccolissima luce ancora nei corpi o sopra ad essi, ed entravo in una sorta di connessione con ciascuna; la connessione era priva di giudizio ed, anzi, era di amore. Semplicemente, io, un’anima, e l’altro, un’altra anima, sapevamo dove lei stava andando e si era sereni. Più che altro un momento di condivisione e di saluto. Non c’era alcuna gravità, alcun dramma, nessuna tragedia. C’erano un benessere e una pace costante e profonda. Sono passata anche da alcune case. Poi, improvvisamente, la scena è cambiata ed io mi sono trovata seduta in un esterno, su un prato, a meditare, mentre una tigre mi si avvicinava. Percependo la sua presenza, mi rivolgevo a lei da anima e le ho parlato. Non so perché quest’ultima scena sia apparsa, dato che non c’entrava nulla col tema precedente, ma questo è esattamente ciò che è accaduto. La cosa straordinaria, però, è stata proprio la pace, la quiete, lo stato di felicità che percepivo, uno stato che ci appartiene ed è la nostra vera natura. Ho spento la musica accorgendomi di averla ascoltata per due ore ininterrotte anche se le scene vissute potevano aver richiesto dieci minuti in tutto, ed eccomi a scrivere su questa esperienza. Il mio intento, nei prossimi giorni, è di arrivare a questo stato di espansione della coscienza per molte ore, vorrei lavorare su questo. Si avverte subito la mancanza di quei luoghi, di quelle sensazioni, di quella purezza; si vorrebbe, subito, ritornarvi per starci sempre di più. Si annulla ogni percezione del tempo, dello spazio, del corpo fisico. Meditando con costanza, scompare la fame, la sete, non si andrebbe mai a dormire, dato che la stanchezza deriva quasi esclusivamente dal lavorio mentale. Non si è più consapevoli di avere delle mani o delle gambe, del nostro nome o dell’ambiente in cui ci troviamo. Si desidera quella sensazione di amore puro, di quel raggio di luce. E’ un’esperienza straordinaria.

Human Beings

Il tipo di essere umano che sei, diventa importante in questo momento. Sappiamo di essere in pericolo ma dobbiamo sapere, innanzitutto, di essere un veicolo per gli altri, quelli più fragili. E’ il momento di stare fermi: una società che non ama l’inerzia generale, la tranquillità, il silenzio nelle strade, deve ricredersi e constatare che l’isolamento di ciascuno di noi, così spesso demonizzato, è ora fortemente necessario. Guardo il bollettino mondiale, più che quello italiano, e vedo che, Paese dopo Paese, popolo dopo popolo, siamo tutti sotto la stessa minaccia. Il virus non conosce barriere né confini nazionali o transnazionali; se ne frega dell’Europa e degli Stati Federali d’America, salta i muri eretti e i divieti dell’uomo. Il virus ci vuole vivi per vivere lui stesso, non morti. E sfrutta, intelligentemente, le nostre relazioni, i nostri contatti,  i nostri spostamenti. Ma qui non c’è una guerra tra due nazioni che imbracciano le armi per interessi personali, per dominarsi reciprocamente mentre altre fanno la bella vita. Qui c’è la constatazione che l’umanità è una e le vittime non hanno nazionalità o religione, sesso o esperienze personali. Qui non c’è il ricco e il povero, l’uomo sapiente e lo sruta; non c’è da ritenersi migliori o peggiori, colonizzatori o colonizzati. E’ la livella di Totò, che equipara chiunque in un tragico destino. Il momento è eccezionale ed è anche ciò che ci occorreva per fermarci a riflettere su molto. Chi supererà la crisi avrà la responsabilità di ricordarla e di essere una persona nuova. Avrà la certezza che per lui c’era un altro disegno e dovrà riconoscere l’umanità intera, rispettare il Pianeta e le sue creature. Io non credo che torneremo ad essere come prima, anche se l’economia vorrà un giorno riprendere il proprio ritmo. Penso invece che rimarrà una forte esperienza collettiva che segnerà e al tempo stesso trasformerà le persone riportandole alla loro natura più pura, quella di Esseri Umani; tutte, in una propria misura, avranno imparato a stare ferme e ad ascoltarsi, ad inviare bisbigli e saluti da lontano come un dono prezioso, a chiamare chi non chiamavano e a pensare a ciò a cui non pensavano. E’ la morte dell’ego personale e sociale. E’ una grande, enorme opportunità per essere grati della nostra esistenza, grati a tutti coloro che ci vengono in aiuto e grati di poter aiutare chi non ci aiuta. E’ il momento di sospendere ogni giudizio, di guardarsi negli occhi e chiedersi che persona, ognuna di noi, intenda essere ora e dopo. Chi si lamenta, nell’ipotesi di non poter fare le vacanze al mare questa estate, sta buttando via la propria occasione, forse l’unica.

20 marzo

GIORNATA FELICITA'

Ieri, 20 marzo, era la Giornata Internazionale della Felicità, istituita dall’ONU nel 2012 e nota a pochi. Premesso che non ho una grande simpatia per le ‘giornate’, che lasciano il tempo che trovano e riducono un tema al suo titolo per sole 24 ore, è anche vero che il tema della felicità viene vissuto, dalle nostre parti, come un fatto intimo. Cioè: i problemi, i drammi, le distruzioni e tutto ciò che ci porta angoscia e orrore, sono collettivi e vengono annunciati e trattati dai media costantemente, vomitandoci addosso di tutto. Dobbiamo accoglierli e assorbirli il più possibile, farli nostri e trasformare i sorrisi in disprezzo per il prossimo; dobbiamo ricordarci che l’uomo non è meritevole.

Ciò che di bello esiste, invece, ciò che potrebbe nutrirci l’anima e permetterci di fluire serenamente nella nostra vita raggiungendo felicità e consapevolezza, non trova spazio perché è un fatto privato. La ricerca della felicità è solo tua, non riguarda nessun altro (e potrei essere d’accordo), ma allora anche l’idea che dovrei avere di infelicità pretendo sia solo mia e di nessun altro.

Si verifica il livello di felicità di una nazione guardando al tasso di criminalità, al suo reddito pro-capite, misurando l’aspettativa di vita, il tasso d’occupazione e il livello d’istruzione.

Eppure, moltissime persone ben istruite e di buon reddito fanno uso di psicofarmaci prescritti legalmente, di droghe, di alcool. Personalmente, misurerei il tasso di felicità andando anche a verificare l’audience dei programmi tv spazzatura. Se ti nutri di Barbara d’Urso e di Grandi Fratelli, come puoi pensare di essere felice? E se non leggi un libro, e se non sai stare nel silenzio con te stesso, dove pensi di trovarla e di trovarti? E vogliamo parlare del narcisismo dilagante sui Social? Si misura il tasso di criminalità, ma la violenza silenziosa che avviene all’interno delle nostre case, in relazioni basate su falsità ed egoismo? E la considerazione che, tutt’ora, l’uomo ha della donna, o di un animale, o dell’altro in genere? Come misuriamo i pregiudizi, le false credenze, le distorsioni mentali? E lo scempio dell’ambiente? Chi sradica alberi senza che la coscienza gli parli, è felice? Tutti gli aspetti che potrebbero dare una misurazione della felicità, sono di fatto non misurabili. Ciò che possiamo misurare, invece, e basta farci caso, sono i fenomeni che generano infelicità. Più i consumi aumentano, più essi rappresentano il nutrimento materiale di un vuoto. E’ misurabile solo ciò che la felicità ce la toglie.

E’ l’anima, a dover essere nutrita, o nient’altro sarà mai sufficiente. E la felicità è ciò che facciamo oggi nelle nostre case: la qualità delle nostre azioni, dei nostri pensieri, del nostro sonno, della nostra creatività, delle nostre relazioni, della nostra accettazione.