INTELLIGENZA

INTELLIGENZA DELLE SPECIE

Mi domando se sia giusto sostenere che l’uomo sia per definizione il più intelligente del pianeta. Penso piuttosto che l’uomo, essendo dotato di certe caratteristiche e volontà, tra cui il desiderio di competere e di dominare sul prossimo, abbia stabilito che fosse così. Di fatto, la scienza ha sempre cercato di studiare le altre specie animali, in cerca di segnali per affermare eventualmente che l’una o l’altra specie fosse più intelligente di quanto l’uomo si aspetterebbe. Il giudizio, quindi, è sempre il nostro, e non verrà mai detto che una specie sia, un giorno, ritenuta più intelligente dell’uomo stesso. Il fatto è che non desideriamo, in fondo, realmente saperlo, e gli esperimenti che conduciamo mirano a comprendere se il cervello di altri sia in rapporto più grande del nostro, se essi assumono comportamenti simili ai nostri, se possono avere dei sentimenti che ricordino i nostri. Cioè: noi siamo il punto d’arrivo, e semmai le altre specie possono dimostrare di essere meritevoli di somigliarci. Non siamo proprio capaci di prendere solo atto che le altre specie abbiano la loro straordinaria intelligenza e le loro straordinarie abilità, e sentimenti, a prescindere da qualunque somiglianza! Noi dobbiamo classificare tutto, stabilire una gerarchia su tutto, quelli di serie A e quelli di serie B. Deve essere proprio una malattia che ci appartiene. Del resto, tanto abbiamo deciso che le altre specie siano per noi cibo, forza lavoro, gioco. Ma se, invece, esistessero altre forme di intelligenza, altri sentimenti a noi sconosciuti, comportamenti che l’uomo non sarebbe in grado di intraprendere e che non è in grado di studiare nell’altro? L’umanità ha un certo livello medio di intelligenza, ma il livello di alcuni è molto al disotto della media; essendo al disotto della media, è anche al disotto dell’intelligenza di altre specie, per ciò che già ci è noto. Chiunque di noi conosce almeno una persona di una stupidità disarmante, mentre in natura nessun animale è mai stupido. Sempre che ‘stupido’ sia il termine corretto. Ma l’uomo ritiene stupidi tutti quegli esseri che non hanno la sua forma. Ed è pensando così che egli stesso diviene stupido, non alzando lo sguardo da se stesso e con la solita presunzione che le altre specie non hanno.

 

 

YULIN

CANE

Scegliete un cane, magari in un canile, rimanendo colpiti dal suo sguardo e decidendo che lui è per voi, che le vostre vite si sono intrecciate. Trascorrete con lui molti anni della vostra vita. Guardatelo negli occhi, parlategli, percepite la sua sensibilità, la sua adorazione per voi, la sua fedeltà. Sentite i suoi sentimenti, prendetevi cura di lui, passeggiate insieme, educatelo, permettetegli di farvi compagnia, di attendervi tutte le sere, vaccinatelo e curatelo fino all’ultimo. Condividete con questo essere moltissimo tempo, moltissimi stati d’animo, la vostra stessa esistenza. Amatelo al punto che piangerete al momento della sua scomparsa, accarezzandolo. Conservate le sue foto e fatevi venire un magone quando vi tornerà in mente, ringraziandolo per esserci stato.

Ora prendete moltissimi cani, ognuno dei quali potrebbe essere lui. Migliaia e migliaia di cani (e gatti) allevati allo scopo o rubati ai proprietari. Ingabbiateli ammassandoli tra loro e senza nemmeno sfamarli o dissetarli. Ad un certo punto, umiliateli con bastonate e cappi al collo, poi uccideteli nei modi peggiori, completamente insensibili alle loro urla, ognuno di loro di fronte agli altri che vi assistono. Gettateli nell’acqua bollente. Macellateli e passate sui loro corpi la fiamma ossidrica, come ulteriore spregio. Fatevi dei selfie avendo queste scene come sfondo. Poi, fateli a pezzi e mangiateli.

Migliaia di cani ogni anno fanno questa fine a quella vergogna per l’umanità che è il Festival della carne di cane di Yulin. Questa mattanza deve essere fermata, perché è quanto di più infame possa essere compiuto. Pratiche come questa, e purtroppo nel mondo ce ne sono troppe, ci riportano agli albori dell’evoluzione, ci annientano come uomini, negano la nostra stessa dignità. Le manifestazioni nel mondo, contro questo orrore, sono moltissime e anche in Italia. Ma la Cina se ne frega, benché anche lì il sentimento animalista stia crescendo negli anni e molti cinesi si stiano battendo per abolire questo abominio.

Mandiamo una mail all’ambasciata, scendiamo in piazza, sosteniamo le associazioni che si recano in Cina. Serve un processo culturale inverso, serve un cambio generazionale, occorre attendere purtroppo, che ancora molti cani facciano quella fine prima di vedere qualcosa di diverso. Qui, intanto, si parla del Grande Fratello (la trasmissione, ovviamente).

ACCORGERSI

Consiglio di lettura: Fritjof Capra, Il Tao della Fisica, Edizioni Adelphi

L’ho letto un po’ di anni fa, ed è da allora che mi sono appassionata dello stretto rapporto tra fisica quantistica e sviluppo della coscienza, pensiero orientale, principio di unità.

E’ affascinante tutta questa correlazione, ma ancor più affascinante è constatare che, più si indagano certi meccanismi, più ci si accorge di fenomeni che un tempo quasi non si notavano. Si riesce a dare un senso a molti accadimenti, legandoli tra loro, elidendo il principio di casualità e introducendo al suo posto altre leggi, come quella dell’intenzione e di causa-effetto. La prospettiva, allora, cambia totalmente e definitivamente. Si entra in contatto con un mondo invisibile straordinariamente potente. Più si desidera comprenderlo, più lo si comprende; più lo si indaga, più esso si fa indagare e ci parla. Accade tutto ciò che tu desideri che accada. Bisogna accorgersi, però, questo è fondamentale. E se si vive con le antenne alzate, cioè in uno stato percettivo che ammette tutto, allora questi fenomeni si intensificano, ti giungono moltissimi messaggi da mondi paralleli, da persone silenti e distanti. Distanti fisicamente, distanti perché non più in vita, distanti perché lontani emotivamente. Ti arrivano all’istante e tu comprendi qual è il messaggio e chi te lo invia. Comprendi il perché, a cosa ti serve o ti servirà. A volte non comprendi subito, ma servirà del tempo. Bisogna fermarsi, però. Ascoltare con l’anima, in quanto è un linguaggio che può manifestarsi con episodi del tutto fisici ma la cui lettura è analogica, simbolica.

Un paio di settimane fa, ad esempio, per alcuni giorni vedevo diversi cuori di cui mostro due foto: una foglia che mi è apparsa davanti agli occhi e una pozzanghera. Dovrebbe essere un angelo che ti parla, e lo fa perchè hai bisogno di lui. Giorni dopo, invece, stavo pensando intensamente ad una persona e nello stesso giorno diversi conoscenti di ambienti diversi me l’hanno nominata. Questa persona desiderava mettersi in contatto. Oppure, apro un libro e la frase che leggo risponde ad una mia esatta domanda, si rivolge a me. O ancora incontro una persona tutte le mattine, anche se l’orario non è lo stesso. Che significato hanno questi accadimenti? Quale messaggio ci portano? Vi sono anche periodi in cui tutto sembra tacere, allora sento che mi manca qualcosa. Così mi dico: ‘Roby, accorgiti’… E aspetto un segno. Sono sempre io la causa, quando i messaggi non mi arrivano, non sono attenta. Ora, da un po’ di tempo, sto attendendo il messaggio con la EMME maiuscola. Qualcosa che finalmente metta in fila tutto e mi permetta di spiegarmi  ciò che non sempre ho saputo spiegarmi. Lo aspetto, è la cosa che più desidero, quella che darebbe un senso a tutto il resto.