YULIN

CANE

Scegliete un cane, magari in un canile, rimanendo colpiti dal suo sguardo e decidendo che lui è per voi, che le vostre vite si sono intrecciate. Trascorrete con lui molti anni della vostra vita. Guardatelo negli occhi, parlategli, percepite la sua sensibilità, la sua adorazione per voi, la sua fedeltà. Sentite i suoi sentimenti, prendetevi cura di lui, passeggiate insieme, educatelo, permettetegli di farvi compagnia, di attendervi tutte le sere, vaccinatelo e curatelo fino all’ultimo. Condividete con questo essere moltissimo tempo, moltissimi stati d’animo, la vostra stessa esistenza. Amatelo al punto che piangerete al momento della sua scomparsa, accarezzandolo. Conservate le sue foto e fatevi venire un magone quando vi tornerà in mente, ringraziandolo per esserci stato.

Ora prendete moltissimi cani, ognuno dei quali potrebbe essere lui. Migliaia e migliaia di cani (e gatti) allevati allo scopo o rubati ai proprietari. Ingabbiateli ammassandoli tra loro e senza nemmeno sfamarli o dissetarli. Ad un certo punto, umiliateli con bastonate e cappi al collo, poi uccideteli nei modi peggiori, completamente insensibili alle loro urla, ognuno di loro di fronte agli altri che vi assistono. Gettateli nell’acqua bollente. Macellateli e passate sui loro corpi la fiamma ossidrica, come ulteriore spregio. Fatevi dei selfie avendo queste scene come sfondo. Poi, fateli a pezzi e mangiateli.

Migliaia di cani ogni anno fanno questa fine a quella vergogna per l’umanità che è il Festival della carne di cane di Yulin. Questa mattanza deve essere fermata, perché è quanto di più infame possa essere compiuto. Pratiche come questa, e purtroppo nel mondo ce ne sono troppe, ci riportano agli albori dell’evoluzione, ci annientano come uomini, negano la nostra stessa dignità. Le manifestazioni nel mondo, contro questo orrore, sono moltissime e anche in Italia. Ma la Cina se ne frega, benché anche lì il sentimento animalista stia crescendo negli anni e molti cinesi si stiano battendo per abolire questo abominio.

Mandiamo una mail all’ambasciata, scendiamo in piazza, sosteniamo le associazioni che si recano in Cina. Serve un processo culturale inverso, serve un cambio generazionale, occorre attendere purtroppo, che ancora molti cani facciano quella fine prima di vedere qualcosa di diverso. Qui, intanto, si parla del Grande Fratello (la trasmissione, ovviamente).

6 risposte a "YULIN"

  1. Cara Roberta mi conosci e sai che condivido ogni parolae e l’amore e sai quante lscrime ho versato e verserò ancora… anche adesso….. Baci lella

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