Un pomeriggio qualunque

Mi ero detta che dovevo distrarmi un po’, perché ne avevo bisogno. Così, sono uscita un’oretta prima dal lavoro e la mia intenzione era di fare un giro in centro (a Milano) e andare per negozi per una volta senza fretta. Ma la pratica dello shopping non mi è mai piaciuta. E’ quella pratica, molto ma molto diffusa, per cui si va in giro in genere nelle vie più gettonate della città, e si entra in negozi sovraffollati. Giuro di averci provato, ma un senso di nausea ha subito preso il sopravvento. Nausea nel non riuscire a camminare senza dover deviare percorso ad ogni passo e a causa della folla. Nausea per le musiche assurde dei negozi che martellavano in testa, nausea per queste tonnellate di abiti buttati da ogni parte, che avrebbero potuto vestire un’intera povera nazione. Nausea per tutto. In cinque minuti avevo cambiato idea e mi sono diretta al Duomo in cerca di pace. 

E lì……

E’ bastato un passo e tutto è cambiato. Mi sono trovata nel silenzio totale, spezzato solo dai passi di singole persone. Poche. Pochissime anime in cerca di un luogo tranquillo in cui ritrovarsi, di cui ammirarne la storia e il significato religioso, in cui dire una preghiera. Un luogo immenso e totalmente vuoto, che mi ha fatto un grande effetto a causa del netto contrasto con l’esterno; fuori, si aveva l’impressione che migliaia di automi sfrecciassero qua e là per comprare, inebetiti da colori e musiche. Qui, il silenzio ti chiedeva di ricongiungerti a Dio. Ho scelto questo, e vi sono tornata altre volte con lo stesso effetto. Ho osservato a lungo i volti delle persone, ciascuna aveva qualcosa da chiedere, o di cui essere grata, in ciascuna c’era del dolore. Era quella, la vita vera, di chi magari non ha avuto tutto eppure sapeva di cosa aveva bisogno. Di un senso, di un ascolto, di una parola, di un cenno, del silenzio. E in quel luogo lo stava trovando. Ho pregato anch’io, e quando sono uscita ero completamente rienergizzata, serena, leggera. La preghiera serve a questo: a riallinearti con la tua fonte, ed io non avevo più bisogno di altro. Al diavolo lo shopping!

2 risposte a "Un pomeriggio qualunque"

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