Il loro canto

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Balenieri islandesi uccidono una balena incinta in via d’estinzione e cercano di farne sparire rapidamente il feto per non farsi scoprire, ma vengono sorpresi e immortalati dagli attivisti che ne stavano monitorando il lavoro. Protagonisti di questo ennesimo, orrendo crimine contro la biodiversità, i balenieri della Hvalur hf, la compagnia islandese del magnate Kristján Loftsson che dall’inizio della stagione di caccia, avviata a giugno, hanno già ucciso oltre cento balenottere comuni (Balaenoptera physalus), una specie minacciata di estinzione e classificata con codice EN (endangered, in pericolo) nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Il tanto utilizzato Whalegrenade-99, creato e realizzato in Norvegia dal 1999, è un arpione che viene sparato grazie a 30 gr di esplosivo, il tetranitrato di pentaeritrite (chiamato anche pentrite), uno degli esplosivi più potenti al mondo. L’arpione penetra a una profondità di un metro e mezzo all’interno del corpo della balena e dovrebbe ucciderlo prima ancora che gli artigli caricati a molla si liberino e avvolgano il suo corpo. 

Il signor Loftsson, 75 anni, è l’ultimo cacciatore commerciale di balene fin al mondo. È stato denunciato da gruppi ambientalisti e le sue imbarcazioni sono state affondate da attivisti radicali, ma qui la sua attività è legale perché l’Islanda non riconosce la moratoria internazionale sulla caccia commerciale.

Oggi, Islanda e Norvegia sono gli unici paesi che consentono la caccia commerciale alle balene. I cacciatori giapponesi operano con un permesso di ricerca rilasciato dal proprio governo e la caccia aborigena alla sussistenza si svolge in una manciata di paesi che comprende Stati Uniti, Canada, Russia e Groenlandia.

A livello globale, le balene di aletta sono elencate come minacciate dall’Unione internazionale per la conservazione della natura e la caccia commerciale della specie è stata fermata in Islanda per 20 anni, sebbene alcune balene siano state prese sotto permessi scientifici.

Il paese è costantemente sotto pressione internazionale per porre fine alla caccia alle balene. Nel 2013, il presidente Barack Obama ha chiesto la fine della caccia. L’anno seguente, l’Unione Europea ha guidato una protesta internazionale contro la caccia alle balene in Islanda. Quest’estate, il Ministero della pesca islandese ha concesso alla compagnia del signor Loftsson il permesso di cacciare 238 balenottere.

Povere creature, evolutissime, meravigliose, che emettono un canto per comunicare tra loro e con noi, che provano sentimenti quali amore e tristezza. Che sentono. Poveri noi, che non riconosciamo in loro null’altro che del cibo e non abbiamo pietà per le loro maternità, per i loro feti, per loro stesse. Poveri noi, che consideriamo il prossimo per la sua carne e infliggiamo qualunque supplizio credendo di averne diritto. Abbiano compassione, queste balene, di ciò che noi siamo. Loro, che secondo le filosofie orientali sono, su un piano evolutivo, appena prima dell’uomo.

2 risposte a "Il loro canto"

  1. Le Japon a cessé de pécher la baleine, Paul Watson qui a crée l’association Sea Sheperd, (si tu vas sur internet tu trouveras des informations sur ce Monsieur extraordinaire qui c’est battu pendant des années contre les baleiniers japonais. Avec trois bateaux et un hélicoptère ils chassaient les baleiniers. Toutes ces personnes qui acceptaient de faire partie de l’équipage risquait chaque jour leur vie pour sauver les baleines.
    Il y an encore des gens qui sont donne leur vie pour sauver des baleines ou d’autres animaux.
    Important il faut crier notre indignation et boycotter les produits qui viennent de ces pays.

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