Gli studi del Professor David Hawkins sono davvero molto interessanti; riguardano la misurazione della frequenza vibrazionale personale determinata da ciascuna nostra esperienza, ovvero l’impatto che questa ha sulla nostra anima. Ne è scaturita la cosiddetta ‘Scala emotiva vibrazionale’, secondo la quale le esperienze più elevate generano frequenze più alte e viceversa. Oltre agli stati d’animo (cioè dell’anima, non certo del corpo fisico) elencati, ciascuna con una propria frequenza, ve ne sono molte altre; queste, però, fungono da scala di misurazione.

Si può notare come, al gradino più basso, con valore 20, si trovi la vergogna. Provare vergogna di sé, soprattutto in forma durevole, fa precipitare l’anima verso il basso perché determina indegnità. L’anima si sente indegna di essere, vorrebbe non esistere, vorrebbe scomparire non potendolo fare. E’ un sentire tremendo, perché l’indegnità – per l’anima – è l’esatto opposto del principio di eternità e del diritto/dovere di evolvere se stessa.
A salire, troviamo la colpevolezza, che non è l’essere colpevoli di qualcosa, ma il sentirsi colpevoli, cioè provare senso di colpa. Più a lungo si provano queste sensazioni, più l’anima si danneggia. L’anima non è mai colpevole, nemmeno quando lo si possa credere se abbinata ad un vivente che abbia commesso qualcosa. Per l’anima può essere utilizzato più propriamente il termine ‘sofferenza’, mentre ‘colpevolezza’ non le appartiene.
E poi, ancora, apatia, lutto, paura, desiderio (questo è interessante ma merita un approfondimento a parte), rabbia, orgoglio. Perché l’orgoglio non si colloca ad un livello energetico più elevato, se sembrerebbe essere un buon modo per percepire se stessi? Perché è uno strumento dell’ego, dato che l’anima non ne ha alcun bisogno.
Proseguendo, incontriamo un innalzamento delle frequenze con: coraggio, neutralità, volontà, accettazione, realizzazione, e – alle posizioni più elevate – amore, gioia, pace e, per finire, illuminazione.
Ancor più interessante è l’illustrazione delle emozioni e la conseguente visione della vita corrispondente ad ogni frequenza. Ai piani bassi, l’anima soffre notevolmente e si percepisce come non necessaria, non voluta e in conflitto con le altre, mentre a salire si innesta un’armonia sempre maggiore e un valore di sé.

Ma quanta Buddhità c’è in questo articolo? 🙂
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Non saprei, Alessandro. Perché definire le cose, in fondo?
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ho scoperto una cosa nuova! trovo un sacco interessante la scala di hawkins. 😀
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Interessante e assolutamente sperimentabile!
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